La visita virtuale del MoMA di New York – focus dell’articolo – è un’esperienza digitale stimolante, una risorsa preziosa, soprattutto in tempi di diffusione del Coronavirus.

Il Museum of Modern Art della Grande Mela, annunciando la chiusura temporanea degli spazi espositivi e funzionali (fino al prossimo 30 marzo), ha deciso di intensificare la sua presenza sul web.

Oggi non è possibile visitare gli storici locali di Manhattan, il PS1 su Jackson Avenue o gli Store della 53^ e di Soho, ma i contenuti diventano sempre più fruibili sulle piattaforme digitali.

Qualche cenno alla storia del museo

Il MoMA è stato fondato nel 1929, dopo il crollo della borsa, in un complesso di sole 6 stanze. La prima versione dell’architettura odierna, aperta al pubblico nel 1939, è stata poi disegnata da Philip Goodwin ed Edward Stone, esponenti del filone modernista.

Diverse estensioni si sono susseguite, nel corso degli anni, plasmando il museo attuale, ancora ristrutturato alla fine dell’anno scorso. Lo spin off del PS1, che contiene opere artistiche contemporanee, più “provocatorie” e sperimentali, è nato nel 1971

L’apparato museale è imperniato su una struttura a dipartimenti, definiti per disciplina (come architettura, cinema, design, fotografia, pittura, scultura, teatro, stampe e libri).

Foto di Flag di Johns al MoMA Life&People Magazine lifeandpeople.it

L’opera Flag di Jasper Johns al MoMA di New York

Visita virtuale del MoMA: le opzioni

Sarebbe impensabile (e qui superfluo) descrivervi le tante collezioni del museo. Peraltro, sul web, c’è un florilegio di articoli e testi consultabili e il sito ufficiale è facilmente raggiungibile.

Uno dei possibili percorsi digitali vive sul MoMA Magazine, un sito nel sito, che è più di una rivista digitale. Contiene scritti di critici, giornalisti specializzati, artisti, psicologi e innovatori.

La sezione della Tech art from home contiene risorse multimediali dedicate a genitori e docenti, utili all’insegnamento e alla guida pratica, supportata da ipotesi di sperimentazione creativa.

Il vero “core” della visita virtuale è la sezione intitolata The Collection, che cataloga e rende visibili più di 85.000 opere, grazie a immagini zoomabili.

La batteria di finestre sui social media (Facebook, Twitter, Instagram, youtube e tumblr) completa il quadro scenico della fruizione immateriale.

Visita virtuale del MoMA: 2 opere dalla Collection

Tornando alla Collection, ho deciso di citare 2 opere, riscoperte sfogliandone il database visuale: i “3 Musici” di Pablo Picasso e “Flag” (bandiera) di Jasper Johns.

Il criterio con cui le ho scelte, tra le molteplici possibili, è un mood abbastanza casuale di feeling con realizzazioni di maestri diversi, qui riportate in foto.

Foto dei 3 Musici di Picasso al MoMA Life&People Magazine Lifeandpeople.it

Uno scatto dei Musici di Picasso al MoMA di New York

I 3 Musici

È un olio su tela, dipinto, nell’estate del 1921, dal grande Pablo Picasso, raffigurante 2 maschere che suonano, mentre un monaco canta e tiene in mano gli spartiti.

Le maschere sono il francese Pierrot e l’italianissimo Arlecchino, in una jam session surreale su sfondo cupo, invero interrotto dal profilo del cane, “impallato” (gergo teatrale) dai 3 umani.

È un’opera della fase cubista del genio spagnolo, caratterizzata da pose frontali e superfici a colori piatti, che disegnano geometrie quasi scultoree.

Flag

È un encausto del 1954, prodotto da una mescola di colori e cera plasmata col calore, una tecnica antica declinata su una tela di carta e compensato.

L’artista è Jasper Johns, statunitense, considerato uno dei maggiori esponenti della corrente New Dada, con tema chiave l’elevazione a opera d’arte di oggetti comuni.

Raffigura le geometrie della bandiera a stelle e strisce degli USA, cristallizzando le stille di colore su un collage di ritagli di giornale, come echi di notizie e commenti nel sostrato dell’opera.

 

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