Sartoria Luca Paolorossi: sinonimo di tradizione sartoriale. Qualità, tradizione e l’abilità dell’arte sartoriale del distretto tessile marchigiano fanno parte di un patrimonio riconosciuto in tutto il mondo.

Qui la passione e il buon gusto prendono la forma di un abito su misura, capace di emozionare e suscitare piacevoli sensazioni. Ogni abito è creato e pensato esclusivamente per sé, unico e inimitabile.

All’interno della sartoria Luca Paolorossi, si crea un’eleganza morbida, piacevole e disinvolta, in cui la parola d’ordine è scioltezza

Si respira un’arte sartoriale capace di rendere vivi gli abiti e rappresentare l’intima essenza di colui che lo indossa.

Luca Paolorossi imprenditore ed “artigiano” di eccellenza, ha uno stile sartoriale che ha affascinato e conquistato con la sua classe, stravaganza e unicità artigianale.

Il suo successo deriva dalla combinazione di una tradizione artigianale volta all’eccellenza e la cura minuziosa dei dettagli.

Le delicate cuciture, le asole realizzate a mano, la fibbia fermatovagliolo applicata alla fodera, il fiore ricamato all’occhiello, il punto luce di sicurezza nel sottocollo della giacca e per finire delle fodere in seta con fantasie uniche ed originali.

Un processo di lavorazione manuale impareggiabile che elargisce il concetto di vestire su misura che ancora continua oggi a espandersi e affermarsi grazie alla sua abilità e originalità.

“Uno stile unico e inconfondibile”

Luca è cresciuto fra rocchetti di filo, scampoli di tessuto, amore e passione per quello che fa: oggi è un poliedrico imprenditore. La sua esperienza fa la differenza tra un bell’abito e un abito Paolorossi.

Luca Paolorossi com’è nata la sua attività sartoriale?

Ho iniziato molto presto. Provengo da una famiglia di sarti marchigiani. Avevo solo 13 anni, l’età in cui recuperavo nelle fabbriche della zona i jeans usati di terza scelta, li risistemavo, per poi rivenderli al mercato.

Il mestiere è stato tramandato dal mio prozio, Isidoro Garbuglia, che faceva il sarto già dai primi del ‘900.

Mi ritengo un uomo fortunato: ho avuto una famiglia che mi ha trasmesso la maestria dell’alta sartoria italiana e mi ha fatto crescere in questo mondo vasto e prestigioso.

La mia grande passione e la mia forte ambizione si sono unite per far evolvere questa grande avventura di cui ne vado molto fiero. Ho sempre coltivato grandi aspettative sognando il successo e rivendicando l’artigianato puro esclusivo, soprattutto quello marchigiano per me grande risorsa da valorizzare.

All’età di 22 anni ho preso in mano l’azienda di famiglia per rimetterla in piedi nel migliore dei modi…ci sono riuscito.

Ritiene che questo mestiere eserciti ancora attrattiva sulle giovani generazioni?

Purtroppo no, ma non per scarsa retribuzione, semplicemente perché si è smesso di tramandare questa realtà preziosa.

La creatività sartoriale italiana è ammirata ed elogiata in tutto il mondo. Il mestiere del sarto non è considerato particolarmente appetibile nel nostro paese, mentre sono sempre di più i giovani che vogliono lavorare nel mondo della moda, by-passando la fase artigianale del lavoro.

Si racconta che avete uno stile unico e libero nell’accogliere un cliente in sartoria. E’ vero?

Indossare l’abito giusto e’ un rituale quasi mistico. Un processo senza fretta dettato dalla sincerità verso se stessi. Cerchiamo di far immergere i nostri clienti in un clima di sincera fiducia dove si incontra creatività e arte sartoriale. 

Qual è il cliente tipo che si affida alla sartoria Luca Paolorossi?

Il mio cliente tipo e’ colui che si affida totalmente. Non è una semplice compravendita tra acquirente e venditore quella che avviene, ma è l’inizio di un vero e proprio percorso sensoriale. Un percorso che vedrà protagonista il cliente, guidato in un affascinante cammino di scelta dei tessuti, dei bottoni e del taglio dal sarto.

Cos’è per Luca Paolorossi l’eleganza?

E’ non farsi criticare dai gentiluomini…E come ci insegna Giorgio Armani: “l’eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare”.

Secondo lei che futuro ha l’arte sartoriale del Made in Italy?

Purtroppo l’arte sartoriale del Made in Italy è senza futuro perché non c’è  più nessuno che vuole imparare a cucire. Questa è l’epoca dei misuratori.

Gli italiani sono famosi nel mondo per la capacità nel fare cose uniche e bellissime. Ma dove sono finite le mani per creare queste cose?

Sembrerà paradossale, eppure mancano artigiani che vogliano imparare e lavorare in uno dei settori trainanti. Siamo di fronte a un’involuzione culturale.

Involuzione che vede la professione manuale, quella fatta di tradizione, conoscenza ed esperienza piuttosto svalutata.

La qualità, la tradizione e l’abilità dell’arte sartoriale del distretto tessile marchigiano di cui andiamo fieri, fanno parte di un patrimonio riconosciuto in tutto il mondo, che non teme il confronto con l’omologazione industriale globalizzata.

Ci parli del suo progetto a Villa Gentiloni… luogo sublime e autentico per gli eventi speciali.

Sono molto legato alle mie origini e non potevo certamente dimenticarmi di un patrimonio storico e culturale come Villa Gentiloni a Filottrano.

Ho cercato nel migliore dei modi di ridar vita a questa preziosa dimora, ricca di storia, ubicata in un parco secolare. L’obiettivo di realizzare una location unica per matrimoni, iniziative culturali, eventi privati e sfilate di moda: i momenti più belli in una cornice paesaggistica dove tutto è curato nei minimi particolari.

Villa Gentiloni apre le sue porte regalando esperienze magiche e suggestive agli sposi che vogliono davvero il meglio.

Pronunciare il sì più importante della vita nel giardino di Villa Gentiloni, significa rendere ancora più emozionante una giornata già indimenticabile.

Se il desiderio e’ quello di trovare un luogo unico e autentico per il giorno più bello, dove lo stile sappia fondersi con la genuinità di un ambiente a contatto con la natura, Villa Gentiloni è pronta ad accogliere gli sposi in maniera autentica.

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