Giorgio Armani è lo stilista più pagato al mondo, con un patrimonio netto di 9 miliardi di dollari. Ad 85 anni può ritenersi un uomo davvero fortunato, che ha raggiunto ciò che aveva sognato.

Ma arrivare ad essere considerato universalmente il Re della Moda non è stato semplice, anzi!

La moda Armani da sempre si contraddistingue per la grande classe e per la superba eleganza degli abbinamenti ed accessori. Spazia tra abiti classici e innovativi.

Come il tailleur, emblema dell’inconfondibile stile raffinato Armani.

Giorgio Armani e Milano: un binomio vincente

Armani nasce l’11 luglio del 1934 a Piacenza da una famiglia umile. Dopo il diploma, si trasferisce a Milano per studiare medicina. La moda non era nei programmi del celebre stilista.

Ma la vita spesso ci sorprende portandoci a scegliere strade diverse e inaspettate. Percorsi che si rivelano essere le nostre carte vincenti.

Come nel caso di Armani, che si avvicina al fashion casualmente. Nel 1957 Giorgio Armani inizia a lavorare come vetrinista presso i grandi magazzini milanesi de “La Rinascente”.

Milano è la città che lo consacrerà come stilista di fama mondiale. Oggi la città meneghina è la città di Armani, che lo ha adottato e omaggiato persino con l’Ambrogino D’Oro nel 1952.

A Milano c’è la sede del Teatro Armani in via Bergognone. Qui ci sono anche gli uffici e l’abitazione di Re Giorgio in via Borgonuovo, vicinissima al suo Hotel.

La storia dagli esordi nella moda di Giorgio Armani e l’influenza di Sergio Galeotti

La prima esperienza di Giorgio Armani con il mondo della moda arriva  lavorando per Nino Cerruti negli anni Sessanta.

King George divenne assistente di Cerruti per la nuova linea di moda uomo Hitman, che Armani disegnò fino al 1970. L’influenza di Sergio Galeotti spinse Armani a creare una propria linea di moda.

La Giorgio Armani S.p.A viene fondata il 24 luglio del 1975.

Il prestigioso marchio, emblema di stile ed eleganza in tutto il mondo, nasconde dietro il nome quello di Sergio Galeotti.

Il compagno di vita di Re Giorgio che gli insegnò a guardare il mondo con grandezza e fierezza.

Lo stile Armani raffinato e senza tempo

Fin da subito sulla passerella di Armani comparvero alcuni elementi iconici del suo stile che ne decretarono il successo in tutto il mondo. Re Giorgio rivoluzionò la giacca da donna modellata su quella maschile.

La realizzò destrutturata per una donna che incede nel quotidiano con grazia e eleganza.

Negli abiti maschili lo stile Armani traspare grazie all’idea di un uomo elegante, ma non impettito. Un uomo ricco di fascino e classe.

Giorgio Armani camici monouso Life&People Magazine LifeandPeople.it

Giorgio Armani e il cinema: un incontro di classe

Nel corso della sua vita Armani si è prestato a diverse collaborazioni con il cinema. Attraverso le sue mise ha reso iconici i look di personaggi famosi.

Nel 1978 Deane Keaton ritira l’Oscar per “Io e Annie” indossando una giacca Armani.

Nel 1980 Richard Gere nel film “American Gigolò” grazie al suo look Armani diventa un mito anche oltreoceano.

Il successo internazionale di Armani non tarda quindi ad arrivare. Nel 1983 il Council of Fashion Designers of America premia Re Giorgio come stilista dell’anno. 

La moda Armani è amata dalle star, ma anche dalla gente comune. Il fatto che i capi siano portabili è una delle chiavi del successo della moda del designer.

I look celebri

Nel 2008 Armani realizza gli abiti indossati dall’attore Christian Bale nel film “Il cavaliere oscuro” e poi nel 2012 lo veste per “Il cavaliere oscuroIl ritorno“.

La moda Armani appare anche nelle pellicole: “Phenomena” (1985), “Gli intoccabili” (1987), “Cadillac Man” (1987), ” RansomIl riscatto” (1996).

Nel 2013 veste Michael Fassbender e Penelope Cruz nel film “The CounselorIl Procuratore“. Fa lo stesso con Leonardo Di Caprio per “The Woll of Wall Street“.

Nel 2015 valorizza Jessica Chastain in “1981: Indagine a New York“. Nel 1999 Armani produce il documentario di Martin Scorsese sul cinema italiano: “Il mio viaggio in Italia“.

Emporio Armani, la linea giovane

Armani nel 1981 intuì la necessità di creare delle collezioni meno costose. Fonda così il brand Emporio Armani con il celebre aquilotto come logo e la linea denim Armani Jeans.

Nel 2000 crea invece Armani Collezioni e Armani Casa Nel 2004 lancia EA7, la linea d’abbigliamento sportivo che fu ispirata dall’allora calciatore del Milan Shevchenko.

Oggi il nome Armani è impresso anche su due hotel di lusso a Dubai e a Milano, che rispecchiano fedelmente il suo stile. Lo stesso avviene nelle insegne del ristorante milanese Nobu.

Giorgio Armani Il Re della moda italiana Life&People Magazine lifeandpeople.it

Le sfilate Armani, il tripudio del Made in Italy nel mondo

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta Giorgio Armani fu tra i personaggi che contribuì al successo del Made in Italy e a fare di Milano la capitale della moda.

Nel 1981 Re Giorgio organizza una sfilata evento a Tokyo e nel 1987 una a Mosca.

Nel 2000 il museo Solomon R. Guggenheim di New York gli dedica una mostra celebrativa per i suoi primi venticinque anni di attività raccogliendo cinquecento vestiti.

Si va dai tailleur con le giacche destrutturate degli anni Settanta, agli abiti delle donne in carriera degli anni Ottanta, ai look indossati in alcuni tra i più celebri film di Hollywood.

Il grigio perlato, il rosso tibetano e il blu profondo: i colori iconici Armani

Lo stile Armani è definito da una palette cromatica di grande raffinatezza. Compaiono i grigi perlati, i rossi tibetani, i blu profondi del mare.

I colori evocano le acque dell’amata Pantelleria, dove il designer trascorre moltissimo tempo.

Le suggestioni cromatiche di Armani si ispirano anche all’Oriente, le cui filosofie affascinano lo stilista al punto da riuscire a tradurre nei suoi abiti una spiritualità inusuale e tipicamente Giorgio Armani.

Armani sfiora con garbo e raffina il tailleur ottenendo un grande successo. 

Essere Giorgio Armani: storia di uno stile di vita

Il designer deve gran parte della sua fama, non solo per le sue raffinate creazioni, ma anche per la sua estrema dedizione nel lavoro.

Re Giorgio dedica tutt’ora quasi l’intero tempo della sua giornata alla sua azienda.

Recentemente si è battuto in prima linea nella lotta al Coronavirus offrendo ingenti donazione economiche a favore degli ospedali italiani.

Lo stilista ha persino riconvertito la sua produzione moda creando camici e mascherine per il personale sanitario.

Giorgio Armani e camici monouso Life&People Magazine LifeandPeople.it

La pandemia attuale offre al mondo della moda, secondo Giorgio Armani, un’occasione per rallentare.

Per Armani, infatti, “il lusso non può e non deve essere veloce”, perché “il lusso ha bisogno di tempo per essere raggiunto e apprezzato”.

Nel futuro dello stilista ci saranno collezioni più piccole e show più contenuti.

Nel 2019 lo scrittore Tony Di Corcia ha celebrato il creativo con il volume: “Giorgio Armani, il Re della moda italiana“, edito da Cairo.

Re Giorgio, campione di stile, eleganza e generosità: le sue frasi celebri

Tra le frasi celebri dello stilista, che ci fanno capire meglio la sua figura, ricordiamo:

  • “Lo stile è eleganza non stravaganza. L’importante è non farsi notare, ma ricordare”.
  • “I cretini non sono mai eleganti. Gli intellettuali invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti”.
  • “L’eccentricità è un concetto che non ha bisogno di occasioni speciali per esprimersi”.
  • “Fondamentale ritengo che l’apparire abbia breve durata, ma l’essere sia per la vita”.
  • “La legge del lusso non è aggiungere, ma togliere”.

Lunga vita a Giorgio Armani, il grande Re della Moda.

 

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