Stravagante, assurdo, a tratti circense o apparentemente invisibile. Il Make up ‘900 ha stravolto l’identità di donne, e anche di uomini.

Ha disegnato estetiche rivoluzionarie, e contribuito all’emancipazione dei generi. In alcuni casi, si è giunti ad una dimensione paragonabile al mascheramento.

Il tumultuoso stravolgimento di regole e costumi del 900 si riflesse sulla moda, che seppe interpretare il bisogno delle nuove espressioni del sé.

Il trucco, per un secolo relegato solo all’utilizzo della cipria e di lievi ombreggiature, esplose in un carnevale di colori e tratti, che si spostarono dal crepuscolare al grafico.

Se nell’epoca  edoardiana il volto era pressoché candido e il rossetto veniva utilizzato dalle attrici di teatro, o dalle prostitute, la nascita del cinema consegnò al mondo un nuovo ideale estetico e nuovi miti da imitare.

make up 900 Life&People Magazine

1960s Make Up Twiggy

Le star del muto adottarono un make-up noir,  cupo e mefistofelico.

Occhi profondi cerchiati di nero, sottili sopracciglia tendenti verso il basso, volto bianco e labbra violacee furono la tendenza per Dark Ladies alla moda.

L’uomo, in special modo durante gli anni ’20, non fu loro da meno. Ricoprì il volto di cipria rosa pallido, segnando gli occhi con ombre scure. La tendenza, ancora una volta, proveniva dall’innovativo Latin-Lover Rodolfo Valentino.

Nei “Roaring 20s”, le donne abbandonarono il look Vamp per esibire volti alla Betty Boop:

cerone, cipria, occhi ingranditi da lunghe ciglia artificiali, labbra scure ridisegnate a forma di cuore. Sguardi languidi per fanciulle in abiti e capelli corti, rivoluzionari e sfrontati.

Con la crisi del 1929 e il successivo secondo conflitto mondiale, l’estetica del trucco subì una significativa trasformazione.

Dapprima vide il trionfo di volti pallidi truccati in maniera eccessivamente artificiosa, per lasciare in seguito sviluppare tecniche di make-up alternative.

Mentre in America Max Factor lanciava il suo PanCake, in Europa la penuria di glicerina e prodotti per la creazione del Maquillage, indirizzò le donne verso l’utilizzo di prodotti differenti. La vaselina per illuminare zigomi e palpebre, e persino la cenere come ombretto per creare sfumature sugli occhi.

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1950s Make Up Marilyn Monroe

Con il ritorno all’eleganza del New Look i trucchi furono estremamente perfetti,

labbra rosse spigolose, sopracciglia “ad ala di gabbiano”, eyeliner sottile che allungava lo sguardo. Questa “donna-fiore” iper-femminile non era destinata a durare a lungo e le generazioni  “Flower Power” cancellarono la sua artificiosità in favore di trucchi nuovi, giocosi, stravaganti.

La modella Twiggy da Londra lanciò la moda del make-up ‘900 simile a quello delle bambole. Gli occhi vennero truccati esageratamente, le labbra quasi cancellate da toni bianchi e cipriati.

E poi sfumature metalliche sposarono le tendenze Space Age, per confondersi nelle tinte pastello degli anni ’70,

che ricoprirono la palpebra superiore sino all’arcata sopraccigliare, depilata secondo le tendenze di quel decennio.

Le atmosfere più cupe e allo stesso tempo romantiche di inizi secolo, abbinate a un gusto vagamente 40s, esplosero intorno al 1977 anche attraverso la rivoluzionaria e trasgressiva immagine Punk prima, New Romantic poi.

Durante gli anni ’80 fu alla moda un trucco grafico e deciso. Le sopracciglia si infoltirono, gli ombretti scuri si alternarono a toni accesi e fluo.

Le labbra viola e volti incipriati non solo per i Dark, ma anche per le modelle nelle pubblicità firmate da Dior e Shiseido.

Questa tendenza perdurò sino agli ultimi anni dei mitici 80s, quando la chiassosa opulenza della moda scivolava verso il minimalismo degli anni ’90.

Così furono le supermodelle a personificare la nuova estetica femminile, fisici curvilinei, volti assai più naturali, sopracciglia sottili e ombretti dai toni caldi.

Il rossetto alla moda fu di color mattone o vinaccia, le texture erano mat

Per gli occhi solo un sottile eyeliner. Il revival anni ’60 era interpretato con discreta eleganza. Il trucco c’era e si vedeva, ma era abbinato ad abiti destrutturati, minimali, per lo più privi di fronzoli.

Si concludeva con un’ estetica cibernetica il Make up 900.

L’attesa di un nuovo secolo, in linea con le ansiose aspettative, ci avrebbe portato interminabili periodi di crisi, riflessi spesso in rielaborazioni di stili, look disarmonici, grotteschi, assurdi, a tratti ridicoli, ma questo è nuovo capitolo e attendiamo tempi migliori.

Text Luciano Lapadula

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