In tempi di pandemia causata dalla diffusione del Coronavirus in tutto il mondo ormai ci siamo abituati alle videochiamate e alle videoconferenza freeware. Si tratta dei free software o programmi gratuiti utilizzati per le chiamate di gruppo in modalità video.

Il Covid-19 ha cambiato totalmente le nostre vite. Infatti moltissimi di noi per un periodo piuttosto lungo non possono più recarsi sul proprio posto di lavoro. L’ufficio sembra ormai un lontano ricordo e con esso anche tutte le routine quotidiane collegate alle nostre attività professionali. La quarantena ha portato a un drastico mutamento nel nostro modo di lavorare.

Ecco quindi che il videoconferenza freeware diventa ormai un’abitudine che fa parte della vita di tutti i giorni. Zoom è la soluzione ideale… o quasi. Ma lo Zoom meeting ha anche dei lati non proprio positivi…

Videoconferenza freeware: di cosa parliamo?

La videoconferenza freeware è ormai una consuetudine. Consiste nella piattaforma a uso gratuito che permette di effettuare delle call – o videoconferenze – con un numero non predefinito di utenti grazie a una semplice connessione Internet. Utile più che mai in questo periodo di smartworking e lavoro da remoto in cui i meeting e le riunioni di lavoro fanno parte ormai di tempi non troppo lontani in calendario ma sicuramente sì nella nostra percezione.

Vedersi e rivedersi… Zoom permette di registrare la videoconferenza online

Uno Zoom meeting è una consuetudine ma al tempo stesso anche una necessità. Permette di collegarsi con tantissime persone ma oltre a questo presenta delle funzionalità molto importanti e comode. Una su tutte? Offre la possibilità di registrare la videoconferenza online.

Aspetti positivi ma anche…negativi

Se da un lato ci sono le potenzialità della piattaforma, dall’altra Zoom però presenta anche delle caratteristiche negative. Una su tutte è quella legata alla sicurezza della privacy e alla protezione dei dati sensibili degli utenti che si collegano e che partecipano alla conferenza freeware.

Tra le principali problematiche riscontrate c’è la segnalazione di molti utenti che dicono di visualizzare dati di altri, a loro perfettamente estranei. Non va però dimenticato anche il cosiddetto fenomeno dello Zoom Bombing. In cosa consiste? Delle persone anche in questo caso estranee tra loro riescono ad entrare in alcune videoconferenze e a disturbarle con diverse modalità.

Qual è la causa di queste problematiche in videoconferenza freeware?

La risposta è semplice e si chiama Company Directory. Si tratta di una funzione che consente a un utente di visualizzare le informazioni generiche di un altro fruitore della piattaforma. In pochissimo tempo Zoom ha registrato un balzo in avanti incredibile.

Più fruitori, ovvero più problemi nella sicurezza privacy e sicurezza app

In breve tempo si è passati da 20 a 200 milioni di persone che hanno deciso di utilizzare questo software per effettuare videochiamate di gruppo. Di pari passo con l’aumento degli utenti però si è verificato anche un incremento delle problematiche legate alla sicurezza relativa alla privacy e alla sicurezza della app stessa.

Come fare per proteggere le nostre conservazioni collettive?

Dopo le problematiche riscontrate l’azienda proprietaria del freeware è corsa ai ripari e ha adottato alcune misure per risolvere le criticità segnalate. In primo luogo è bene ricordare agli utenti una linea guida imprescindibile: mai diffondere a chi non fa parte della call il link della videochiamata collettiva.

Secondo: meglio utilizzare Zoom da un browser web piuttosto che farlo attraverso l’app specifica in modo da mettere un freno ai dati che si potrebbero diffondere tramite la piattaforma stessa.

  • La sicurezza quindi passa anche dall’uso che ne facciamo. In tempi di Coronavirus la tecnologia ci viene in soccorso e ci permette di restare in contatto anche con i nostri colleghi. Al tempo stesso però può essere anche una minaccia se usata male o con poca accortezza. È sempre utile ricordarlo per non finire nella morsa del ‘virus virtuale’.

 

Condividi sui social
Per non perdere gli articoli di Life & People seguiteci su Google News