Milva: Il Rosso può essere più di un colore. Il Rosso è un pensiero, un’estetica, uno stile di vita, un’anima.

Il rosso è la metonimia per la figura di un’artista, e i suoi capelli sono il simbolo di universo colmo di sapori, di emozioni, per un nome che diventa poesia, Milva

Icona di stile, icona indiscussa nel panorama musicale, icona gay, icona per quanti hanno creato abiti esclusivi ispirandosi al suo personaggio eclettico, gotico, lontano dalla superficie ostentata delle copertine di riviste e 45 giri.

Una donna complessa, misteriosa, “la voce della notte”. Una lupa che ulula alla luna, scuote l’animo entrando nel profondo, vibrando intensamente nelle note più buie, fendendo le tenebre, lasciando intravedere abissi.

Gianni Versace, Gianfranco Ferré, Giorgio Armani sono solo alcuni tra i grandi nomi della moda che hanno vestito la cantante, anticipatrice di stili personalissimi.

Grazie alla propria bellezza, al proprio fascino, a quel corpo alto, magro, insieme acerbo e sensuale, misterioso, i vestiti che ha indosso si muovono attraverso sguardi, gesti, comportamenti impenetrabili.

Una voce che è un dono, che può cantare tutto, Bertold Brecht e Franco Battiato, Edith Piaf e Alda Merini, Ennio Morricone e Astor Piazzolla, custodita in un volto attraente e retrò.

È Gilda, è un disegno di Sarah Kay e uno scatto di Sarah Moon. Prostituta, maliarda, elegante, irraggiungibile, disperata, pazza, sarcastica, divina.

Occhi ardenti come la brace, bocca di leone, sangue blu che bolle.

A Sanremo del 1973 si presenta con la straordinaria “Da troppo tempo” e per l’occasione indossa un abito sensuale e aderente fino al busto, interamente realizzato con paillettes nere.

Il vestito amplifica l’immagine drammatica dell’artista,  esaltata anche dal make-up che ricorda le immagini di Barry Lategan.

Straordinaria e incompresa da un pubblico abituato a canzoni poco impegnate giunge comunque terza, e vince il titolo di “Lady Eleganza”.

 

Nell’81 sfoggia tute di ispirazione orientale firmate Versace, e pochi anni dopo indossa i suoi abiti glamour in maglia metallica.

Da malinconico Pierrot su una luna si trasforma in Albatros con una camicia – opera d’arte firmata Ferré.

A 50 anni abbatte pregiudizi, e vince il tempo esibendosi in guêpière con “Uomini Addosso”.

Sfila in lingerie per Maska, seduce un pubblico eterogeneo, incassando successi da Roma a Berlino, da Tokyo a New York.

Nonostante ciò, cosa sono 80 anni, Pantera di Goro, se tu sei l’assenza del tempo?

Text: Luciano Lapadula

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