Cos’è la street art e quale è la sua storia? Questa forma d’arte illustrativa si rivolge a una generazione politicamente attiva.

L’obiettivo del movimento è quello di definire e cristallizzare il significato della vita.

Perimetrare un abitare comune in un determinato luogo e in un determinato tempo storico.

Il lemma street art, come la sua rappresentazione cognitiva, rimanda ad un’eccedenza di senso.

La storia della street art e il suo background pop

Il primo aspetto artistico riguarda la relazione che l’opera istituisce con il contesto e con l’ambiente. La natura e i rapporti rimandano ad una “situazione” che ci isola.

Le strade, le pareti degli edifici e le mura diventano tele mutevoli di una pittura urbana, intensa e volubile.

La street art nasce da una cultura pop.

Dai geroglifici magici di Keith Haring, alle linee infantili di Jean-Michel Basquiat, possiamo dire che tutti gli artisti del movimento si ispirano al concetto di Art brut (arte grezza).

Le opere vengono progettate prima attraverso uno studio preliminare e successivamente prodotte attraverso poster, stickers o installazioni.

Il più famoso street artist di graffiti al mondo è di certo Banksy, originario di Bristol, riconosciuto per gli stencil carichi di significati politici, comparsi inizialmente nel Regno Unito.

Tutti i graffiti creati con questa tecnica, lo incoronano presto come artista d’avanguardia.

I temi ricorrenti includono ratti, soldati, bambini, poliziotti e celebrità.

La sua ultima creazione s’intitola Game Changer, poi donata al General Hospital di Southampton.

Vi è ritratto un bambino che ai supereroi preferisce una bambola vestita da infermiera.

Girl with balloon Bansky (La ragazza con il palloncino), è forse l’opera più celebre dell’artista ed è stata realizzata a Londra.

Il graffito ritrae una bambina a cui sfugge di mano un palloncino rosso con l’iconica scritta:

“C’è sempre speranza”.

L’idea che unisce “arte” e “strada” trova la sua dimensione cruciale in un luogo site-specific.

C’è un particolare ethos nella street art: le immagini sono collocate sempre in uno spazio pubblico.

Lo stile di Pixel Pancho è facilmente riconoscibile, perché le sue opere fondono insieme esseri umani e robot.

Nasce un nuovo essere vivente, insieme ad una nuova dimensione dell’esistenza.

Pancho è un artista pragmatico, un ottimo artigiano o come lui stesso rivendica:

“L’artista deve saper fare quello che fanno tutti gli artigiani. È come un clown rispetto ai giocolieri”.

Fra le sue opere più famose si ricordano I gemelli brasiliani, Os Gemeos, graffiti-hip-hop con innesti di cultura brasiliana.

I murales hanno colori vividi e le linee del disegno sono minimali.

La street art oggi celebra anche le opere di JR,

che si definisce un “fotografista” ed è stato riconosciuto per le fotografie giganti che scatta e attacca sui lati dei palazzi.

L’artista lancia un messaggio all’umanità e le sue opere sono state viste e riconosciute sui muri di tutto il mondo, da Parigi al Brasile.

Infine non può mancare Maya Hayuk, l’artista di Brooklyn dalla “visione psichedelica”, capace di creare un connubio tra arte di strada e artigianato ucraino.

“Ho avuto nonne che mi hanno insegnato antichi mestieri, come il ricamo – ha dichiarato in una intervista –   Da qui nasce la mia arte”.

Ha dipinto iconici murales per esterni: composizioni simmetriche, motivi intricati e colori lussureggianti su larga scala.

Perché come afferma Bansky:

“Alcune persone vogliono rendere il mondo un posto migliore. Se non ti piace, puoi dipingerci sopra!”

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