Teatro alla Scala di Milano, teatro della moda, nella serata dei “Green Carpet Fashion Awards”

//Teatro alla Scala di Milano, teatro della moda, nella serata dei “Green Carpet Fashion Awards”

Nell’ultimo giorno della Fashion Week di Milano, si è svolto in una location d’eccezione, il Teatro alla Scala, il premio Oscar della moda sostenibile

organizzato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. In collaborazione con Eco Age, con il Ministero dello Sviluppo Economico, e del Comune di Milano è andato in scena il “Green Carpet Fashion Awards”.

Regina incontrastata dell’evento e più in generale della moda che combatte il “fast fashion”, è stata Livia Giuggioli. Fondatrice della Eco Age, e consorte dell’attore Colin Firth.

Produttrice cinematografica e documentarista sensibile, per il secondo anno di seguito, ha ribadito il suo messaggio sulla difesa dell’ambiente, sui diritti “green” di fruitori e lavoratori della Moda.

Grande successo per un nuovo concetto di fashion. Fashion che lotta contro le produzioni in cicli veloci e che vuole preservare, le scuole di alta sartoria, come quelle create da Brunello Crucinelli. Una memoria storica di tradizioni e qualità.

Una serata di star sfavillanti e glamour che, con leggiadria sfoggiano sul tappeto verde

abiti etici ed ecofriendly. I premi ricevuti mettono al centro i valori del cambiamento e della sostenibilità.

Educazione e rispetto dell’intera filiera della Moda. Presenti, tra i numerosi vip: Kate Blanchett, Cindy Crawford, Julienne Moore, Tina Kunakey, Elle Macpherson, Donatella Versace, Salvatore Ferragamo, Diego Della Valle e Renzo Rosso.

Insieme per dar valore al fattore umano, al cambiamento della catena produttiva dell’industria del lusso italiana. Attenzione particolare alle tematiche sostenibili che stanno gettando le basi per un futuro migliore, mantenendo anche l’autenticità dei piccoli produttori.

Carlo Capasa, Presidente di CNMI, celebra i traguardi raggiunti in materia di sostenibilità, i numeri dei successi imprenditoriali, togliendo ogni dubbio anche sulle critiche rivolte all’industria italiana e i diritti dei lavoratori, ricevute da parte del New York Times.

Un evento certo patinato ma che, nello stesso tempo, ha premiato gli allevatori e gli artigiani italiani. Un impegno e una missione da condividere a lungo termine.

Installazione futuribile posta al centro di Piazza della Scala. Curata da Hamish Bowles: un lungo tappeto verde di 1.700 metri quadri, attraversato da colibrì, simbolo della “resilienza della moda”. 

Simbolo di continuità e di progetto a lungo termine, è stato poi il Premio prestigioso dedicato alla memoria di Franca Sozzani, indimenticabile Direttrice di Vogue Italia. (che ha aperto la strada proprio alla tutela delle diversità nel mondo della Moda).

A Gilberto Calzolari, il premio come Best Emerging Designer.

I Fashion Awards, non vantano eguali al mondo, danno luce e lustro ai piccoli artigiani

come ai grandi stilisti creatori di business internazionale. Giunti al secondo anno si spera, diventi un appuntamento fisso a Milano, città dal valore internazionale incontrastato, in ogni ambito del lavoro e della società in movimento.

Naturalmente, l’intento è che si prosegua nel cammino di sensibilizzazione al tema dell’ecosostenibilità, come della protezione della vera creatività e arte della Moda di qualità nel mondo. 

Livia Firth, con il suo coraggio e determinazione, ha convertito anche Kate Middleton alla moda sostenibile…Chissà se avremo modo di appurare la trasformazione in positivo del nostro pianeta Terra e delle politiche ambientali che ne prevengano la non vivibilità nei prossimi millenni?

Ketty Carraffa

 

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2018-10-01T20:00:49+00:00Moda|