Il bustino moda, un tempo indossato sia da donne che da uomini, sta tornando prepotentemente in auge.

Ovviamente, affondando le radici al tempo dei greci, la storia del corsetto ha visto questo indumento cambiare nel corso dei secoli.

Nato per esaltare la bellezza femminile, è diventato uno strumento di tortura, per poi tornare ad essere un capo seducente e, finalmente, non scomodo.

Bustino moda: la storia del corsetto

La sua prima immagine risale al 2000 a.C. e si trova nelle rappresentazioni femminili cretesi, mentre la nascita del termine corsetto risale al 1300.

E’ solo durante il XV secolo, però, che questo capo inizia a farsi strada nella moda, diventando importante per il guardaroba di entrambi i sessi.

Quelli destinati agli uomini, essendo visti come gli unici lavoratori del focolare domestico, dovevano consentire il libero movimento.

Le donne, invece, erano penalizzate: il corsetto serviva solo per esaltare le loro forme, per cui doveva essere aderentissimo, anche a costo di provocare problemi respiratori.

Destinato ad accentuare l’incavo della vita e rialzare il petto, nel corso del XVI secolo diventa una specie di strumento di tortura.

E’ in questo periodo, infatti, che il bustino inizia ad avere al suo interno fili di metallo.

bustino moda la storia Life&People Magazine LifeandPeople.it

sfilata di Thierry Mugler nel 1998

Questi, nascosti dall’occhio ma percepiti da quante lo indossavano, rendevano impossibili anche i movimenti più semplici.

Nonostante il dolore e le difficoltà respiratorie – pensate che gli svenimenti erano all’ordine del giorno – le donzelle accettano ben volentieri di sfoggiare questo capo di alta moda.

Il motivo non era da ricollegare solo alle tendenze del momento, ma anche al fatto che l’indumento aveva la capacità di modificare completamente la silhouette, attirando così lo sguardo degli uomini.

Dai fili di metallo si passa poi alle ossa di balena e alle stecche di legno, fino ad arrivare, nel corso del XVII secolo, alle trame di tessuti preziosi.

In questa epoca arrivano i primi bustini in seta, raso e pizzo, spesso imbottiti per consentire anche alle donne longilinee di avere qualche forma in più.

Tutto qui? Ovvio che no.

Inizia ad avere anche delle tasche interne, destinate a contenere boccette di profumo e sacchetti di erbe profumate.

Andando ancora un po’ più avanti nella storia del corsetto, vediamo comparire il modello a ‘imbuto’.

La nuova forma, neanche a dirlo, prevede il ritorno delle stecche di metallo ai lati.

Attraente e sensuale, questo capo prevedeva l’allacciatura sulla schiena: ciò imponeva alle donne di farsi aiutare per riuscire ad indossarlo nel modo giusto.

Con la Rivoluzione Francese, il bustino vive una prima crisi e viene accantonato nella parte più buia del guardaroba.

Agli inizi dell’Ottocento, però, torna in auge e, finalmente, cambia un po’ la sua fattezza.

Diventa più morbido, in modo da consentire movimenti, e si spinge verso una struttura a molle, perfetta per appiattire l’addome.

Il corsetto nella storia: dal 1900 ai giorni nostri

Nel 1905, Paul Poiret propone il vestito chemisier e invita le donne ad abbandonare la moda del corsetto.

La prima vera svolta, però, avviene dopo la Prima Guerra Mondiale, quando fanno in loro ingresso le guaine elastiche, i reggiseni in cotone e i reggicalze.

Il bustino moda inizia pian piano a perdere i colpi e il merito è soprattutto di Madeleine Vionnet e Coco Chanel, che liberano le donzelle da questo indumento di tortura.

Finalmente, l’abbigliamento femminile inizia a non essere più visto come unico oggetto del ‘piacere maschile’.

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Sophia Loren, nel film “La miliardaria”.

Nel 1947, il New Look di Dior propone una silhouette dal busto compresso e la vita sottile: l’intento, però, non era quello di riportare la donna alle vecchie costrizioni.

Non a caso, quella collezione è oggi considerata fondamentale per la storia della moda.

Nel corso del secolo, tantissimi stilisti hanno riproposto il bustino: da Westwood a Thierry Mugler, fino a Karl Lagerfeld per Chanel e Prada.

Jean Paul Gaultier, negli anni Novanta, si è lasciato ispirare dalla guêpière stringata per realizzare i costumi del Blond Ambition, Tour di Madonna.

Questa sua trovata ‘di stile’ lo ha reso famoso e riconoscibile in tutto il mondo.

Recentemente, Gaultier ha addirittura utilizzato il corsetto per il suo ultimo show di Haute Couture.

L’intenzione degli stilisti è quella di non dimenticare la storia, ma esaltare le qualità positive di un capo estremamente femminile e seducente.

Leggeri ed elastici, i nuovi corsetti sono decorati da drappeggi e pizzi, hanno sfumature sognanti e non hanno nulla a che fare con le costrizioni di un tempo.

Il top corsetto moda inizia ad interessare anche il mondo del cinema, dove il capo viene utilizzato per rendere ancora più femminili le protagoniste.

La nostra Sophia Loren, la diva italiana più famosa al mondo, nel film “La miliardaria” ne è l’esempio, ma anche Kate Winslet in “Titanic” ne indossa uno delizioso.

E’ bene sottolineare che, oggi, il bustino è ampiamente utilizzato in campo medico.

Per quel che riguarda la moda, invece, è per lo più oggetto di collezioni di intimo.

Nonostante tutto, le star lo amano e lo indossano tranquillamente come top: i look di Dua Lipa non vi dicono nulla?

La cantante ama abbinare il corsetto ai jeans, dimostrando che può essere sfoggiato in ogni occasione, per outfit sempre originali e intramontabili.

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