A conservare i ‘segreti’ di una donna, custodendoli come una roccaforte, oggi sono borse e tasche più o meno grandi. Due accessori, tuttavia, sono entrati a far parte del guardaroba del gentil sesso in epoca tarda: basti pensare che le tasche sono una conquista delle femministe negli anni ’50. Di certo, però, qualcosa che consentisse alle donne di avere sempre a portata di mano oggetti e prodotti indispensabili esiste sin dai tempi più remoti. A metà strada fra un gioiello ed una primordiale borsetta, è la chatelaine la vera protagonista di questa storia. Una storia che ha inizio in epoca romana, come dimostra il ritrovamento, in alcune tombe, di strumenti da toilette, quali pulisci unghie e pinzette, legate ad una catenella da portare in cinta.

storia gioiello chatelaine | Life&People Magazine

L’etimologia della parola

È, poi, nel Settecento che l’invenzione delle tasche solo per gli abiti maschili induce le donne ad individuare in questo gioiello porta-tutto un fedele alleato. A fornire una testimonianza circa l’aspetto delle chatelaine e il modo in cui esse erano applicate sui vestiti sono i dipinti dell’epoca vittoriana. Ritratti in cui appaiono spille fissate al petto o alla cinta, da cui pendevano oggetti personali tenuti insieme da una catena metallica. Sebbene la parola chatelaine sembri richiamare foneticamente proprio l’idea di una catenella, non è in quest’ultima che va ricercata la sua etimologia.

storia gioiello chatelaine | Life&People MagazineSono ben due gli idiomi a cui si fa risalire l’origine del termine che identifica questo singolare prezioso: in primis, il francese, a cui appartiene la parola châtelaine, tradotta con l’espressione <<signora del castello>>, a sua volta derivata dal latino castellanus, ovvero padrone della fortezza. Dunque, la castellana era colei che possedeva le chiavi di un castello, emblema di potere e status sociale, e, durante la giornata aveva la necessità di portar con sé una serie di oggetti che potevano tornarle utili.

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Un accessorio portaoggetti per le castellane

Se la società dell’800 non era ancora pronta ad accettare abiti femminili muniti di tasche, ritenute appannaggio solo degli uomini, la chatelaine sembrava essere una valida alternativa che consentiva alle donne di agganciare direttamente al proprio vestito un piccolo scrigno, custode del loro mondo quotidiano. Così, aghi e strumenti da ricamo, pettini, chiavi, orologi, boccette di profumo e sali contro gli svenimenti trovavano dimora, come ciondoli preziosi, direttamente sugli abiti delle castellane attraverso una graziosa cintura metallica.

| Life&People MagazineUn amuleto nato, in un primo momento, unicamente per soddisfare un bisogno e, successivamente trasformatosi in un vero e proprio gioiello che, arricchito di dettagli e incisioni, inizia ad essere indossato più per vezzo che per utilità.

Emblema oggi di una donna indipendente

Complici di questa ‘frivola’ evoluzione della chatelaine sono maison come Boucheron, Tiffany & Co, Fabergé e Liberty che negli anni hanno reso questo accessorio sempre più simile ad un gioiello da sfoggiare tanto sugli abiti vittoriani quanto su quelli delle epoche successive. Agli inizi del ‘900, ad esempio, l’attrice Rosalind Russell era solita indossarne una al polso circondando il proprio braccio con una catenella a cui erano agganciati svariati petit cadeau ricevuti in regalo. Solo in tempi più recenti l’accessorio tanto caro alle castellane ha recuperato la sua antica funzione di portaoggetti.

| Life&People MagazineL’idea di una donna capace di essere multitasking durante la giornata, ben radicata nella società contemporanea, ha portato in passerella moderne chatelaine pronte ad accogliere cuffiette wireless per lo smartphone, orologi digitali, penne, rossetti e specchietti per ritocchi last minute del make up. Emblema del potere di una donna qualche secolo fa, metafora di una donna in carriera oggi, la chatelaine attraversa la storia evolvendosi ed adattandosi ad un nuovo contesto.

La chatelaine un trend in passerella

Già nella sfilata della collezione primavera-estate 2017 di Marni si sono visti abiti e cappotti con tasche larghe e ampie, fissate ad una cintura e non cucite, via di mezzo tra tasche e borse. Che si sia trattato della rievocazione di un passato in cui alle donne non era consentito avere tasche?

Life&People MagazineDenuncia o no, quello che è certo è che questo accessorio d’origine vittoriana, se da un lato è residuo di un antico sessismo, dall’altro si fa portavoce di un modello di donna sempre più indipendente e libera. Libera anche di ‘dimenticare’ a casa la borsa perché, tanto, l’essenziale, seppur invisibile agli occhi, lo custodiscono direttamente addosso, racchiuso in piccoli scrigni a tracolla.

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