Maschere, scherzi di ogni tipo, compagnia e socialità. Sono questi gli ingredienti del Carnevale, – celebrazione legata al calendario cristiano – amatissima dai più piccoli e molto apprezzata anche dai grandi, complici i tanti ingegnosi travestimenti e i meravigliosi eventi sparsi in giro per l’Italia e per il mondo. Ma da dove nasce questa festa? Quando è iniziato un rito così particolare? Ripercorriamo la storia del Carnevale, dalle origini osservando il suo sviluppo nel corso del tempo.

L’origine antichissima della Festa

Seppur si tratti oggi di una ricorrenza essenzialmente legata alla sfera cristiana e cattolica, le origini del Carnevale risalgono ad un’epoca decisamente più lontana, ovvero al periodo dei cosiddetti Saturnali della Roma Antica e dalle feste dionisiache tipiche del periodo greco classico, celebrate durante il solstizio d’inverno in onore a Saturno. Entrambe le occasioni avevano una caratteristica in comune: poter liberare totalmente i freni inibitori.

Storia del Carnevale Life&People MagazineEra infatti lecito lasciarsi prendere, in quella giornata, dalla goliardia, tuffandosi in scherzi e giochi. Ma la particolarità stava soprattutto nell’uso della maschera che, di fatto, azzerava le classi sociali, mettendo tutti sullo stesso piano: nobili e contadini, ricchi e povera gente, si burlavano quindi tra di loro, apparendo finalmente uniti. Un liberi tutti, sia chiaro, che durava però soltanto il tempo della festa per poi lasciare nuovamente spazio all’ordine e al rigore assoluto.

L’ingresso del cristianesimo

Con l’arrivo del Cristianesimo però le cose cambiano. La religione infatti, per imporsi sulle credenze di un popolo perlopiù dovuto a molteplici divinità, scelse di sovrapporre le proprie festività a quelle già presenti in calendario, ovviamente mutandole. La Chiesa, non vedendo assolutamente di buon occhio la festa dell’eccesso, tipica del carnevale pagano, decise di correre ai ripari, collegando il Carnevale al rito pasquale, così come lo intendiamo anche oggi. L’ultimo giorno del Carnevale accoglie dunque l’inizio del periodo di Quaresima. Non a caso la parola “carnevale” deriva appunta dal latino “Carnem levare”, letteralmente “eliminare la carne”, espressione che “fotografa” il banchetto allestito l’ultimo giorno di festa prima di cominciare il periodo di astinenza e digiuno della Quaresima, dove la carne era bandita.

Storia del Carnevale Life&People MagazineDall’antichità è però rimasta l’usanza di indossare le maschere o travestirsi e prendersi gioco – bonariamente – degli altri. Osservando gli scritti storici, tra cui spicca quello di Apuleio, la tradizione nel travestirsi risale ad una festa antichissima in onore di Iside, Dea Egizia, dove erano presenti folti gruppi di persone mascherate, usanza quindi poi ripresa, come abbiamo appena visto, nell’Impero Romano. In realtà, però, il rito del travestimento era presente anche in diverse parti del Mondo, anche le più disparate, da Oriente a Occidente. Significativo per esempio il caso di Babilonia, dove era in voga l’usanza di far sfilare dei grossi carri rappresentativi della luna e del sole in quello che era un omaggio alla creazione del mondo.

Antonia Sautter ballo del doge Venezia Life&People Magazine LifeandPeople.it

Non c’è data fissa per il Carnevale

Il Carnevale non ha dunque una data fissa: in linea generale ha inizio la prima domenica delle nove che precedono la sacra Domenica pasquale. La settimana inizia con  il giovedì grasso e termina il martedì successivo (martedì grasso), ovvero ventiquattro ore prima del mercoledì delle ceneri. Leggermente diverso, invece, il rito ambrosiano: nell’Arcidiocesi di Milano infatti la Quaresima parte sempre la domenica successiva, spostando così il carnevale di quattro giorni.

costumi di scena carnevale Antonia Sautter Life&People Magazine LifeandPeople.it

Le Feste di Carnevale più belle d’Italia: Venezia

Il nostro Paese, custode delle meraviglie del mondo, vanta da Nord a Sud delle splendide Feste di Carnevale, alcune riconosciute in tutto il mondo. La più celebre è senza ombra di dubbio quella di Venezia, nota soprattutto per le maschere pregiate e i travestimenti realizzati con dovizia di particolari, unica nel proprio genere. Correva l’anno 1094  e nella città dei canali veniva ritrovato il corpo di San Marco, evento ritenuto dal Doge Falier ‘miracoloso’. Sarebbe questa la ragione che ha concesso ai  ai veneziani il diritto ai festeggiamenti nei giorni precedenti la Quaresima.

I Carnevali di Viareggio e Putignano

Suggestivo anche il Carnevale di Viareggio, divenuto famoso grazie ai suoi carri artigianali e allegorici, oltre che quello di Ivrea, in Piemonte, conosciutissimo per la folle battaglia delle arance. Proseguendo verso il Sud dell’Italia, in Puglia, s’incontra il Carnevale di Putignano, celebrato annualmente nell’omonima città. Si narra che sia Carnevale più antico d’Europa contando nel 2024 ben 630 edizioni. Stando alle fonti storiche, avrebbe avuto origine nel 1394 quando i Saraceni imposero di spostare le reliquie di S. Stefano da Monopoli nell’entroterra e come nuova sede viene scelta Putignano. Tra le maschere di questo carnevale made in Puglia la più conosciuta è quella di Farinella che prende il suo nome da una pietanza tipica della città.

Life&People MagazineSpiccano poi, in Sicilia, il Carnevale di Acireale e soprattutto quello di Sciacca, dove vengono ammirate ogni anno delle opere in cartapesta davvero suggestive. Una ricorrenza, il Carnevale, che da sempre ha affascinato artisti e intellettuali di ogni epoca. A partire da pittori come Monet, Bruegel, Cezanne e Pissarro che ne hanno offerto rappresentazioni allegoriche o realistiche senza mai snaturare la vera essenza di questa festa. Non mancano contributi da parte di musicisti come Shuman o filosofi del calibro di  Goethe: ciascuno a suo modo riflette su quella massima per cui ancora oggi è noto il detto ‘ a Carnevale ogni scherzo vale’. Basta, infatti, un travestimento per consentire,  a grandi e piccini, di immergersi all’interno dell’atmosfera di una celebrazione millenaria che però, oggi, assume una delicata funzione sociale. Mascherarsi e soprattutto scherzare è l’insegnamento più grande che una festa sui generis come questa può regalare.

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