La storia della Fondazione Prada Milano, istituzione culturale no-profit presieduta da Miuccia Prada e da suo marito Patrizio Bertelli, è figlia della loro immensa passione per l’arte contemporanea.

La Fondazione non è un posto in cui l’arte si contempla noiosamente,

non è un posto solo per gli appassionati o gli addetti ai lavori; è un luogo ricco di eclettismo, curiosità e voglia di sperimentare; è un fiore all’occhiello italiano, è una realtà visionaria. Nasce nel 1993 dalla mente e dal cuore della coppia Prada-Bertelli come PradaMilanoArte, per consentire agli artisti di attuare idee che diversamente non si sarebbero potute concretizzare; due anni dopo prende vita come Fondazione Prada e si avvale della collaborazione dello storico dell’arte Celant. Fabrizio Bertelli, pragmatico e visionario, insieme a Miuccia Prada, detentrice di una percezione della bellezza che l’ha resa una delle stiliste più apprezzate al mondo, sono i Signori della moda ma non solo.

Condividono da sempre l’amore per l’arte, tanto da rappresentare l’Italia nella classifica dei maggiori collezionisti al mondo; un amore puro che li ha trasformati in veri pionieri dell’arte.

“Quello che facciamo con la Fondazione è qualcosa di molto più profondo. Siamo attivatori di idee. Questa è la nostra motivazione e quello che ci viene riconosciuto”.

Mecenatismo, intuito, studio e l’idea visionaria di produrre arte

e di collaborare con gli artisti su nuove idee, su grandi idee, è il segreto del successo della Fondazione da loro creata. Una realtà, che malgrado condivida il nome con la Maison, vive una vita a sé stante. Dimensioni che coesistono, pur rimanendo distinte, si confrontano reciprocamente; frammenti destinati a non formare mai un immagine unica e definita. Vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, aperto e chiuso, connessioni, contaminazioni, radici e universalità; questi contrasti definiscono sia la natura della Fondazione che l’anima della Maison e sono i punti di contatto di una visione del mondo, della cultura e dell’arte. La Fondazione Prada rispecchia appieno l’idea, l’anima del brand pur vivendo vita propria; ne condivide il cuore, la visione di libertà e l’esuberanza del coraggio.

Fondazione Prada milano Life&People Magazine LifeandPeople.it

L’estetica come specchio dell’anima in un territorio di pensiero libero.

I luoghi e gli spazi della Fondazione sono avamposti artistici e culturali che vogliono fondere armonicamente arti e pensieri differenti, in profonda connessione con la città. Diventano quindi luoghi di aggregazione culturale per i cittadini.

“Siamo convinti che la cultura sia profondamente utile e necessaria, oltre che coinvolgente e attrattiva. Deve arricchire la nostra vita quotidiana, aiutarci a capire i cambiamenti che avvengono in noi e nel mondo. Sarà questa convinzione la base delle attività future della Fondazione”. (Bertelli- Prada)

Attualmente le sedi della Fondazione Prada sono tre, in ordine cronologico, Milano Osservatorio, Venezia, Milano Sud.

Nella scelta delle sedi la coppia Bertelli-Prada conferma il proprio interesse per gli edifici un tempo destinati alla produzione industriale o in stretta connessione con il vissuto sociale. Un’opera di riqualificazione che non può passare inosservata. Anche la sede della Maison Prada non era altro che l’ex stabilimento Lesa che operava nel settore delle apparecchiature tecniche.

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Osservatorio è uno spazio espositivo dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi, situato in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. S’ inquadra, sempre che si possa usare questa locuzione, come luogo di esplorazione e indagine delle tendenze e delle espressioni della fotografia contemporanea; della costante evoluzione del mezzo di comunicazione e delle sue connessioni con altre discipline e realtà creative. Gli ambienti, sono stati sottoposti a un restauro che ha reso disponibile una superficie espositiva di 800 m² sviluppata su due livelli. Nel progetto di restauro sono state preservate le strutture verticali portanti, in cemento armato a vista, così come i solai in legno e laterizio, consolidati con elementi in ferro. Per i pavimenti è stato recuperato il legno dei rivestimenti originari, mentre i prospetti che si affacciano sulla cupola della Galleria si configurano come ampie vetrate.

Mostre in programma all’osservatorio

Il progetto “Sturm&Drang”, a cura di Luigi Alberto Cippini (Armature Globale), Fredi Fischli and Niels Olsen (gta exhibitions, ETH Zurich), esplora le pratiche, le esperienze e gli ambienti legati alla Computer-generated imagery. Ca’ Corner della Regina, dal 2011 diventa la sede veneziana della Fondazione Prada che ha presentato finora in questi spazi nove progetti temporanei, in concomitanza con il restauro conservativo del palazzo.

Evento in programma a Venezia: 19/05/2021 – 21/11/2021

Stop Painting – il progetto, definito da Peter Fischli come “un caleidoscopio di gesti ripudiati”,  esplora una serie di momenti di rottura nella storia della pittura degli ultimi 150 anni, in relazione alla comparsa di nuovi fattori sociali e valori culturali; “Stop Painting” riunisce più di 110 opere di lavori di oltre 80 artisti. La mostra si domanda se l’attuale rivoluzione digitale può essere all’origine di una nuova crisi della pittura o, al contrario, può contribuire al suo rinnovamento.

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La nuova sede di Milano sorge sull’area della ex distilleria Società Italiana Spiriti.

Complesso industriale risalente agli inizi del Novecento ha una superficie quasi pari a tre campi da calcio. Il centro d’arte è l’ultimo episodio dell’istituzione; un vero campus per “fare arte” composto da sette edifici originali preesistenti ristrutturati: magazzini, laboratori e silo. Inoltre: Podium, per le arti performative; Cinema e Torre per la collezione permanente. Nel progetto dello studio di architettura OMA, coesistono due dimensioni: l’opera di conservazione e l’ideazione di una nuova architettura che, pur distinte, si confrontano in un processo di continua interazione. Innumerevoli variabili spaziali contribuiscono allo sviluppo di una programmazione culturale aperta e in costante evoluzione, nella quale sia l’arte che l’architettura traggono beneficio dalle loro reciproche interazioni.

L’ex silo, l’alto edificio dorato in prossimità dell’ingresso del complesso, è diventato fin da subito l’emblema dell’istituzione.

È stata l’ispirazione dell’ultimo momento, un colpo di genio dettato dalla scoperta che l’oro in foglia è un materiale sorprendentemente economico rispetto ad altri rivestimenti tradizionali come il marmo o certe vernici.

Doveva essere un segno «per far capire la ricchezza di questa parte poco conosciuta della città»,

ha dichiarato l’architetto Rem Koolhaas. “Milano è come un pancake con pochi elementi svettanti, un ambiente così grigio che aveva bisogno di un po’di colore”. Questo sito espositivo si presenta come una collezione di articolati spazi architettonici all’avanguardia con innovative proposte di artisti visionari. E’ un campus di spazi post-industriali e nuovi, con un’alternanza di apertura e intimità, in cui i cortili offrono alla cittadinanza uno spazio pubblico comune.

Mostra in atto fino a settembre all’ex distilleria: Simon Fujiwara

Per questo progetto site-specific, concepito per il piano terra del Podium della Fondazione Prada, Simon Fujiwara introduce il pubblico nel mondo fiabesco di “Who the Bær”, un originale personaggio dei cartoni animati che abita un universo fantastico creato dall’artista. Attraverso un racconto fatto di disegni, collage, sculture e animazioni, i visitatori sono testimoni della sua perenne ricerca di un sé autentico. Ispirato dalla tradizione delle fiabe così come dai moderni film d’animazione; Fujiwara usa i meccanismi dell’invenzione per esplorare alcuni dei piaceri e dei traumi che affrontiamo in quanto parte di una società posseduta dalle immagini e dallo spettacolo.

Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, con la Fondazione Prada, hanno regalato alla città e ai visitatori uno spazio dove tutte le generazioni si possono ritrovare per fruire liberamente di quello che è unanimamente considerato ”cibo per l’anima”: l’arte e la cultura.

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