Giovane ritrattista, pittore, illustratore e docente di storia del disegno presso l’Accademia del Lusso di Roma e di disegno presso l’Accademia Italiana- Art Fashion.

Roberto Di Costanzo conduce seminari di disegno e pittura.

La sua formazione ha avuto luogo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Indirizzo in scenografia teatrale ed il Centro Sperimentale di Scenografia di Roma dove ha ottenuto il diploma in scenografia, costume ed arredamento  per il cinema.

Ha esposto in Italia e, su invito del Maestro Pierre Cardin, a Parigi presso l’Espace Cardin. I suoi libri illustrati ad inchiostro di china a Roma e Parigi, editi da Editions Nomades, sono disponibili in tutte le librerie Louis Vuitton del mondo.

Le sue opere sono in vendita nella boutique Flair. Non male per questo ragazzo romano che  è riuscito a farsi strada da solo nel complicato e difficile mondo dell’arte.

Incontro Roberto appena reduce dall’ultimo successo della sua personale intitolata “Human Landscapes”, inaugurata la scorsa settimana presso la Galleria Anfosso a Piazza di Pietra.

Segni, tratti, identità, attraverso tecniche miste, tra gessetti e chine. Un panorama di emozioni espresse dal corpo. Un corpo che diventa paesaggio dell’anima, un’anima che si sublima nella sua frammentarietà.

Francesca Anfosso accoglie nuovamente Roberto Di Costanzo, dopo l’esibizione del 2015 dedicata ai volti.

Le opere questa volta, una ventina in tutto.

Varie le grandezze, sono distribuite su due livelli: al primo si concentreranno gli elementi “human”, tra sguardi, mani e corpi, mentre al secondo prevale la parte “landscape”, con un forte richiamo ad elementi architettonici e urbani.

Roberto Di Costanzo, come nasce l’amore per la pittura in generale e nello specifico per il ritratto?

Il mio amore per la pittura ed il suo studio nasce da quando avevo 14 anni.

Quando iniziai a fare degli studi sui quadri ad olio, ciò fece scaturire in me sensibilità.

Una curiosità tale da farmi scegliere delle scuole di formazione legate all’arte quali il Liceo Artistico, l’Accademia di Belle D’Arti ed il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Nel frattempo mi innamorai dell’illustrazione, tanto che per la prima volta a 21 anni illustrai il Canto di Natale.

L’illustrazione mi affascina molto poiché esprime al meglio il concetto, informa il lettore, aggrega la parola al segno: due realtà che convivono in perfetta complicità e simbiosi.

Fra i miei lavori di illustratore a cui sono più legato  troviamo le Fiabe Russe ed i Carnes de Voyages su Roma e Parigi disponibili in tutte le librerie mondiali di Louis Vuitton.

Il costumista Piero Tosi è stato tuo mentore e maestro. Come ha influenzato il tuo percorso artistico?

All’inizio i miei studi erano incentrati sulla scenografia. Incontrai poi Piero Tosi che mi influenzò artisticamente proponendomi dei lavori rivolti a personaggi che mi portarono ad amare la ritrattistica e lo studio della persona legato al mondo del cinema.

Parigi è un liet motiv nella tua vita artistica. Che differenze trovi tra questa città e l’Italia?

Parigi è una città con uno spiccato gusto per il disegno e per la ritrattistica in particolare, soprattutto c’è un vero e proprio collezionismo quindi un’educazione nello scoprire nuovi artisti e non solo nomi affermati.

L’illustrazione in Francia è alla pari con tutte le altre arti.

Recentemente ho dipinto la Torre Eiffel in occasione di una serata dedicata a Parigi svoltasi nella Coffee House di Palazzo Colonna.

Ho donato il mio quadro all’Ambasciatrice francese in Italia al fine di creare una sinergia artistica e culturale fra queste due nazioni.

Da qualche anno sei anche docente di storia del costume presso l’Accademia del Lusso di Roma e presso l’Accademia Italiana.

Che rapporto hai con i tuoi studenti che sono quasi tuoi coetanei?

Il metodo che propongo ai miei allievi nasce da come ognuno di noi percepisce il mondo, dico sempre di guadare le cose con una fame, con un’intensità e passione tali da farle proprie. I miei alunni sono invitati a guardare il mondo nel profondo in maniera oserei dire quasi spirituale.

Parlaci brevemente delle tue esposizioni più importanti svolte fino ad oggi.

Oltre all’esposizione svolta all’Espace Cardin a Parigi di cinque anni fa ho esposto in prestigiose gallerie quali: la “Galerie du 9eArt” di Parigi e la “Galerie Giulia Antiquites” di Roma.

Sono stato chiamato ad esibirmi anche all’Hotel Excelsior di Venezia durante la 71 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e ad una prestigiosa mostra dal titolo “L’Accademia e L’Eros” curata dal Maestro PieroTosi.

Nell’ultima mia personale invece, “Human Landscapes”, non metto in scena solo dettagli anatomici di grandi dimensioni ma indago anche sull’architettura perché è lì che si muove l’uomo.

Quali luoghi ti hanno influenzato maggiormente finora nel tuo percorso artistico?

Roma mi ha dato l’amore per l’arte, Parigi l’ispirazione, il rispetto e la stima per la mia professione. In futuro vorrei poter raccontare l’eccellenza italiana negli Stati Uniti.

Un tuo sogno per il futuro?

Vorrei continuare a fare ciò che faccio con la stessa passione trovando sempre nuovi spunti di descrizione avendo una profonda ammirazione nel raccontare.

Elena Parmegiani

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