Nell’estate post pandemia tanti ricercano itinerari diversi che conducano in un viaggio nel misticismo della Toscana sacra.

La Toscana fuori dalle mete tradizionali offre realtà tutte da scoprire. Un viaggio fra abbazie, pievi, monasteri ed eremi che in molti casi offrono anche ospitalità e soprattutto straordinari liquori da degustare.

Toscana e misticismo: luoghi monastici spesso situati in angoli solitari

perfetti per vivere momenti di serenità dove degustare i celebri liquori dei monasteri.

Le grotte di Francesco e l’Abbazia di Michelangelo

Il nostro viaggio inzia al confine fra Toscana e Umbria e più precisamente a Celle, poco fuori Cortona dove sono le grotte in cui si ritirò in preghiera San Francesco.

Nel pieno centro storico di Firenze è invece l’Abbazia vallombrosiana di Santa Trinita frequentata anche da Michelangelo Buonarroti e celebre per i suoi liquori.

Sulla costa toscana

Se vi trovate in Maremma d’obbligo salire sul Monte Argentario per fermarsi al Romitorio di Sant’Antonio.

La posizione è incredibile a dominio della costa, se poi ci mettete la frescura e il silenzio dei boschi il luogo diventa perfetto per fermarsi anche la notte.

Tappa d’obbligo per chi ha meno tempo il piccolo bar dove assaggiare il liquore “argentarium”.

Risalendo la costa toscana, poco fuori la città di Livorno ecco il più famoso santuario della regione, quello di Montenero.

Qui si può dormire nell’edificio barocco in camere arredate in maniera minimalista ma moderna.

Toscana e misticismo: i liquori sacri Life&People Magazine LifeandPeople.it

Nel cuore delle Apuane

Sulle Alpi Apuane a strapiombo su un costone roccioso il misticismo toscano si materializza con l’Eremo di Calomini poco fuori Vergemoli.

Non si può dormire, ma degna di una visita è l’erboristeria con tanti rimedi monastici.

Spostandoci in Lunigiana l’invito è fermarsi a Mulazzo dov’è sulla vetta di un monte a 900 metri di quota è il santuario di Calomini dove sì può anche soggiornare fra ritmi monastici e rilassanti.

L’abbazia di Carlo Magno

Tornando a sud chiudiamo idealmente il nostro tour in un luogo di grande fascino appena fuori Montalcino.

È Sant’Antimo fondato fra leggenda e realtà da Carlo Magno nel 781 quando tornando da Roma vide in questa vallata morire molti suoi soldati per la peste.

Per porre fine all’epidemia fece costruire quest’abbazia di cui rimangono solo la cripta e la cappella carolingia.

La suggestione del luogo è dovuta alle funzioni cantate in gregoriano e dall’ospitalità composta da dieci camere e quattro dormitori per gruppi autogestiti.

Toscana e misticismo: i liquori sacri

La tradizione erboristica degli antichi monasteri nasce per porre rimedio ai problemi di salute attraverso estratti e decotti.

Con la variante alcolica nascono poi gli amari, i liquori e i rosoli a scopo principalmente digestivo.

Nei monasteri di fatto è nata la farmacopea medievale.

Poi con l’arrivo dell’alambicco dall’Oriente i religiosi hanno cominciato a produrre prodotti a base alcool macerando erbe, piante, frutta e cereali.

L’alcol per conservare i rimedi

L’alcool si è reso necessario per conservare nel tempo i principi curativi e per potenziarne l’efficacia poiché decotti e le tisane non posso essere conservati a lungo.

I liquori dei Monasteri sono davvero eccellenti. Fra i più celebri è la Lacrima d’Abete di Camaldoli, ma ottimi sono anche l’elisir stomatico e l’amaro giallo e quello verde di Santa Trinita e il liquore Argentarium del Romitorio di Sant’Antonio in Maremma.

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