La storia della maison Rubinacci racchiude tradizione, amore per la famiglia ed innovazione. Fondata nel 1932 da Gennaro Rubinacci, il piccolo atelier di Napoli, era inizialmente solo una realtà locale che oggi vanta una clientela internazionale.

Essa è considerata un simbolo inconfondibile del Made in Italy, riconosciuto in tutto il mondo grazie alla qualità dei tagli sartoriali maschili su misura e all’uso di tessuti antichi e di gran valore. Eleganza e ricercatezza sono gli aggettivi che la rispecchiano maggiormente. L’azienda è stata tramandata di padre in figlio e continua ad essere tale capeggiata dall’ultimo erede di casa Rubinacci: Luca.

Luca Rubinacci Life&People Magazine LifeandPeople.it

La storia della maison Rubinacci: la fondazione

Prima di creare un marchio agli inizi degli anni trenta, Gennaro svolgeva la professione di mercante d’arte ed il rapporto con la moda era solo uno svago per lui. Gli amici lo consideravano una sorta di giudice di eleganza a cui chiedere consigli sull’abbigliamento.  Queste continue richieste lusingavano ed incuriosivano l’uomo tanto da pensare di aprire un luogo proprio dove poter svolgere consulenze vestimentarie. Dunque, finalmente nel 1932 decide di aprire la London House a Napoli, un laboratorio in cui venivano riuniti i migliori sarti della città, che al servizio di Gennaro e del cliente realizzavano abiti su misura.

Il nome del luogo non era casuale: Londra al tempo era considerata la capitale della moda maschile ed i tessuti inglesi erano fra i preferiti di Bebè, soprannome di Gennaro. L’idea di creare un’ impresa come intermediario della moda gli sembrava lontana, ma non ha fermato il suo successo poiché di lì a poco diventa fornitore della Real Casa.

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L’arrivo di Mariano ed i cambiamenti apportati

All’età di diciotto anni inizia a collaborare anche il figlio Mariano, che fin da subito apporta un cambiamento fondamentale: trasforma il nome della London House in Maison Rubinacci. Nonostante ciò, egli rispetta gli ideali del padre proseguendo la loro tradizione di maestri di stile. Uno stile che si distingue da altri più comuni, con tessuti leggeri ed attenzione al dettaglio, a volte anche stravagante, ma che fa la differenza.

La visione espansionistica di Mariano lo porta ad aprire in diversi luoghi del mondo come New York, Tokyo, Milano e tanti altri. Circa cinquant’anni dopo il suo arrivo, inaugura anche uno store a Londra, precisamente a Mount Street. Un tributo all’amore del genitore verso la capitale inglese.

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L’ultimo erede di  casa Rubinacci: Luca

Erede della terza generazione Rubinacci e direttore creativo della maison napoletana, Luca continua a mantenere il buon nome di famiglia con le sue creazioni tradizionali ed al contempo all’avanguardia. Attualmente gestisce i tre store situati a Londra, Napoli e Milano dove egli ha la sede principale. Lo store di via Gesù, ribadisce nuovamente le sue radici unite alla contemporaneità della sua generazione.

Appena si entra, si possono già notare le stampe di Mariano che riportano Villa Lucia, dimora dei suoi nonni. Non solo, nel 2015 l’atelier milanese è stata ampliata con le collezioni “ready to wear”, novità assoluta nel campo della sartoria, ed un luogo esclusivamente adibito a clienti abituali. Quest’ultimo corrisponde ad un salotto intimo dove vi è una sala prova in cui si può sostare in completa tranquillità e privacy.

I primi momenti in azienda e la consapevolezza attuale

Il suo debutto nell’azienda fu nel 1999 all’età di vent’anni. Ancora ragazzo non comprendeva pienamente il mondo Rubinacci. Come egli stesso ammette, si rifiutava di indossare giacca e cravatta, considerandoli superflui. L’abbigliamento casual non veniva apprezzato dai clienti che preferivano sempre interfacciarsi con il padre o altri addetti. Dopo alcuni episodi simili, prende la decisione di cambiare il suo look, indossando giacca, e poi la cravatta. Il nuovo look fece si che finalmente venisse considerato come un membro dello staff e non un segretario.

Oggi all’età di 38 anni Luca è ben cambiato, in molti lo considerano un dandy moderno, aggettivo che egli rifiuta. Secondo il suo parere non rappresenta questa figura che vestiva elegantemente in ogni occasione e frequentava solo ambienti altolocati. Anzi, il bel napoletano non veste sempre il classico doppio petto, nel tempo libero è un atleta. Il surf e lo snowboard, sport che ama, sono discipline che ovviamente richiedono una mise ben diversa.

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L’approccio moderno di Luca, fra vintage e social

Quando parla di confezione Luca afferma di non imporre una determinata linea al suo cliente, ma di seguire le sue esigenze ed il suo portamento. Tramite una completa analisi individua che cosa sia più adatto ad un determinato corpo. Ad esso, applica una vestibilità regolare e non troppo aderente, come il brand Rubinacci comanda. Quindi non potrà mai vestire un acquirente uguale ad un altro, ne intende farlo. Il label non segue le tendenze come i concorrenti, ogni volta da vita a creazioni uniche e personali. Il servizio così accurato ha dimostrato una crescita di 1100 abiti su misura solo nel 2020, un numero in continua ascesa che nel 2015 ammontava a 300.Fra i prodotti più richiesti giacche, cappotti e pantaloni con le pences, tutti realizzati con tessuti unici e spesso e volentieri di epoche precedenti. A questo proposito Rubinacci è fra i più grandi collezionisti europei di tessuti vintage, contando più di 60 mila metri di stoffa in archivio.

I più stravaganti e rari sono sicuramente il velluto color aragosta ed il lino color denim.

Dato il periodo difficile, svolgere degli appuntamenti in presenza risultava difficoltoso se non impossibile. Pertanto l’intuito e la tenacia dell’ultimo Rubinacci lo hanno condotto verso una nuova esperienza, quella di una consulenza virtuale tramite social ed alcuni consigli gratuiti per i suoi utenti. Ogni giorno su Instagram mostra i suoi look, e con gli aiutanti-manichini Ciro, Genny e Mariano registra alcune style pills. Un’iniziativa gradita dalla community del web che è salita in pochi mesi a 213 mila seguaci.

Luca Rubinacci gentleman moderno ed influencer

Negli anni il brand Rubinacci ha mantenuto la propria firma senza mai smentirsi. Ognuna delle sue generazioni è stata in grado di farlo espandere, che sia in una nuova città del mondo o in un universo virtuale. La crescita non può che continuare e non vediamo l’ora di sapere quale sarà la nuova rivoluzione in previsione con il primogenito di Luca, nato da poco.

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