Ricerche di stile: gli abiti selezionati per la copertina dell’ultimo disco di Mina e Celentano “Le migliori”.

La copertina ritrae un fotomontaggio in cui i due artisti si sdoppiano e posano con stravaganti abiti femminili.  Sono nelle sale della settecentesca casa/museo che ospita Ricerche di stile.

Una casa/museo ricca di pregiati arredi, tessuti e dipinti originali nel centro storico di Imola, dello spettacolare percorso.

Selezionati da Carla Marangoni e Attilio Mazzini, la mostra è aperta al pubblico fino al 28 febbraio. Presenta una straordinaria selezione costituita da centocinquanta capi “capolavori”.

Oltre 400 mila che, ricoprono un ampio arco cronologico e costituiscono il grande Archivio Mazzini di Massa Lombarda.

Un racconto sulle mille declinazioni di cui si è sempre nutrito il mondo della creatività in generale e quello della moda in particolare.

La capacità di assorbire, rielaborare, rigenerare e portare a nuova vita gusti, modelli e culture caratteristica propria del Made in Italy.

Tema di questa esposizione voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola in collaborazione con i musei civici di Imola assessorato alla cultura.Stile, ricerca, bellezza, sono gli imperativi che descrivono, in sintesi, la mostra.

Mostra che ha lo scopo di far conoscere due grandi patrimoni culturali del territorio: gli Archivi di ricerca Mazzini e Palazzo Tozzoni.

I vestiti in mostra, divisi in undici sezioni. Raccontano i processi creativi degli stilisti di moda che frequentano l’archivio Mazzini, contestualizzandoli all’interno di un percorso pensato e curato dagli archivi stessi.

Le sale del Palazzo hanno ispirato questi collegamenti di ricerca.

Gli abiti esposti rendono l’identità dell’artista che si cela dietro alla creazione. Raccontano la seduzione che le creazioni di cento come di venti anni fa continuano a esercitare sul pubblico della moda di tutti i tempi.

Svelano la ricerca che ispira i più grandi stilisti capaci di trasformare il capo iconico in qualcosa di contemporaneo. Qualcosa che non smette di esercitarne il magnetismo estetico.

Ogni abito è un’opera che sottende un’idea, una conoscenza, una ricerca lunga anche anni, uno sguardo attento sul mondo, inno alla trasformazione e alla creatività.

È a questo processo creativo che partecipa l’archivio di ricerca Mazzini.

Tra i punti di riferimento degli stilisti di tutto il mondo che arrivano a Massa Lombarda per far germogliare un’ intuizione che serve a preparare il terreno e il contesto da cui emerge, il dettaglio che fuga ogni dubbio di stile.

E le splendide sale arredate del palazzo sono parte integrante di questa “Ricerca di stile”.

Aprono la mostra nel grande ed elegante salone, l’abito “Delphos” di Fortuny datato 1907 e voluto in mostra dall’Archivio Mazzini. Punto di partenza del discorso sulle ricerche di stile e sulla ricerca, Miyake, Jil Sander.

I sontuosi abiti d’ispirazione etnica dai forti accostamenti cromatici di Romeo Gigli dialogano con i damaschi cremisi e le specchiere dorate dell’appartamento barocchetto.

Gli abiti scultorei e tridimensionali di Maurizio Galante abitano l’austero appartamento impero a fianco di mobili dai forti volumi.

I voluminosi  e leggeri vestiti da “ballo” di Yohji Yamamoto e Jean Paul Gaultier spiccano nella sala da musica dell’appartamento Impero.

La luminosa loggia attraverso cui la natura entra nel palazzo ospita la moda floreale tra cui spiccano capi unici come il costume da bagno anni Quaranta di Elsa Schiaparelli.

La cucina, fucina di creatività gastronomica, ospita le creazioni di Issey Miyake che utilizza insoliti materiali normalmente non associati alla moda.

Infine i vestiti Stone Island ispirati a quelli in uso nel mondo del lavoro si affacciano dalle cantine del palazzo dove ancora si respira il profumo del vino.

E in tutto il palazzo gli abiti di Valentino, Callaghan, Marni, Capucci, Galliano, Versace, Prada, Westwood, Margiela, Bolzoni, Watanabe, Comme des Garcons e delle sorelle Fontana.

Gli spazi condividono le suggestioni, così come  l’abito di carta anni ’60 di Harry Gordon con stampata la poesia di Allen Ginsberg accanto a  due giacche di Yohji Yamamoto ispirate da dipinti di Joan Mirò.

Tra i tanti, anche due visitatori d’eccezione: Raoul Bova e Chiara Francini, a Imola per il loro spettacolo teatrale.

Hanno seguito la visita guidati tenuta da Carla Marangoni.

Gli attori hanno apprezzato il percorso espositivo che racconta un secolo di stile e di bellezza.

Marcello Tosi

 

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