Il Premio Strega nasce nel 1947, ed è uno dei premi letterari più importanti d’Italia. Il primo a vincerlo per ben due volte, con “Il Colibrì” quest’anno e nel 2006 con “Caos Calmo” è Sandro Veronesi, 61 anni, scrittore.

Due animatori del Premio sono stati, in passato, Maria e Goffredo Bellonci, ideatori fra l’altro anche di un prestigioso salotto letterario, frequentato da scrittori, giornalisti, artisti e uomini di cultura.

Sono anni di forte povertà culturale, derivata in parte dal regime fascista e dalla guerra.

Ecco allora che con il nome di “amici della domenica” si incontravano in casa Bellonci numerosi artisti, per discutere di attualità, arte e letteratura.

Il Premio ha come sponsor il celebre marchio del Liquore Strega, ed è stato assegnato nel tempo a molti capolavori della letteratura italiana contemporanea.

  • Sandro Veronesi, con il romanzo “Il Colibrì” è vincitore nel 2020

Nel libro l’autore racconta la storia di un uomo, Marco Carrera, la cui vita è affannata, frenetica, ma senza cambiamenti.

È oculista, ha uno studio dove riceve i propri pazienti e una moglie in cura da anni da un terapeuta.

La figura dello psicanalista sarà centrale: una mattina si presenterà nel suo studio, e gli dirà che lui, uomo sapientemente organizzato, irreprensibile, è in grave pericolo…

premio strega 2020 Sandro Veronesi Life&People Magazine LifeandPeople.it

Sandro Veronesi

  • La ragazza con la Leica, di Helena Janeczek

Vincitore formidabile del Premio Strega 2018, il libro inizia con un evento epocale: il corteo funebre di Gerda Taro, prima fotografa caduta su un campo di battaglia.

E’ il 1° agosto 1937, nella folla si vede Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha condiviso momenti difficili a Parigi.

Per lei Gerda resta una presenza forte e viva, un’eroina antifascista.

Ecco allora che il romanzo assume una dimensione caleidoscopica, in cui vengono a ricostruirsi, mano a mano, tutti i tasselli della vita della protagonista.

Istantanee degli anni Trenta, della crisi economica o di eventi politici fondamentali per la storia, come l’ascesa del nazismo.

  • La ferocia, di Nicola La Gioia

E’ una notte di primavera, una giovane donna cammina al centro di una strada provinciale, nuda e coperta di sangue.

Poche ore dopo verrà ritrovata morta.

Il suo nome è Clara Salvemini, primogenita di una nota famiglia borghese della città.

Ogni aspetto della vicenda fa pensare a un suicidio, ma le cose non sono andate così: viene alla luce, molto presto, il rapporto conflittuale che aveva con i tre fratelli, in particolare con Michele, definito “Il ribelle”.

Utilizzando la forma noir vengono descritti minuziosamente i personaggi dell’alta borghesia.

Ne deriva un racconto familiare, scandito da una trama serrata, dai tratti gotici, dove si specchiano le tensioni di un’intera famiglia.

Al centro di tutto c’è un corpo di donna, che diventa simbolo della cruenta vanità del potere. Un romanzo intenso, “La ferocia”, un libro che rimette in discussione anche i nostri sentimenti.

  • Stabat mater, di Tiziano Scarpa

Nel dormitorio dell’orfanotrofio le ragazze dormono, tranne Cecilia, di sedici anni, appassionata di musica.

Di giorno suona il violino in chiesa, dietro una grata che impedisce ai fedeli di vedere il viso delle giovani musiciste.

Ogni notte in preda all’angoscia scrive a sua madre, che l’ha abbandonata.

Ma la sua vita cambia con l’arrivo di un nuovo insegnante, Antonio Vivaldi.

Ecco che allora anche il rapporto che Cecilia ha con la musica non è più lo stesso: non è più una caduta, una mancata elevazione, un opaco ripetersi di note, ma un punto fondamentale attraverso cui riprendere in mano la sua vita.

  • Come Dio comanda, di Niccolò Ammaniti

Rino ha trentasei anni ed è padre di Cristiano Zena, appena tredicenne.Vive in una periferia Nord-est di Roma, tra povertà e desolazione.

Un giorno si decide a dare una svolta alla sua vita e scassina un bancomat.

La notte del colpo, però, scoppia un terribile temporale. In una strada compare una ragazzina bionda, bagnata e coperta di fango, questo incontro muterà per sempre i loro destini.

“Come Dio comanda” sfiora tante forme di dolore: dalla cupa tragedia all’ humour, è un libro che non lascia spazio alla noia, perché come pochi altri è capace di delineare un grande affresco sociale.

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