Inaugurata a Roma la mostra fotografica di Ninni Romeo dedicata a Pina Bausch, uno dei più importanti talenti del mondo della danza del 900.

A dieci anni dalla morte della danzatrice e coreografa tedesca, la capitale omaggia l’artista grazie ad una raccolta di ben 44 fotografie.

Le pellicole, in bianco e nero e colore, ritraggono la Bausch in diversi spettacoli. La mostra, voluta da Daniele Cipriani Arte e sostenuta da Tina Vannini, sarà visitabile fino all’11 maggio presso gli spazi del Margutta Veggy Food& Art di via Margutta.

L’esposizione è curata dalla giornalista e photo editor Frédérique Deschamps, con testo di presentazione firmato dalla scrittrice Leonetta Bentivoglio.

Ed è un viaggio temporale, a dieci anni dalla morte di Pina Bausch,

avvenuta il 30 giugno 2009, lungo trentacinque anni alla scoperta del suo cammino, personale e professionale.

Dal Sacre du Printemps del 1975 al Cafè Müller del 1978, da Palermo Palermo del 1989 al Vollmond del 2006.

Senza tralasciare il Bamboo Blues del 2007, ispirato all’India, e la sua ultima creazione, …como el musguito en la piedra, ay sì, sì, sì… del 2009, ispirata al Cile.

Protagonista della mostra non solo lei, ma tutta la sua arte, fatta di espressione e drammaticità, provocazione ed eleganza.

Pina Bausch Life&People Magazine lifeandpeople.it

Teatro Municipal di Santiago del Cile, 2009 Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

Nonché di “disordine”, il “suo” caos, che trae spunto dalla tradizione, rispettandola e onorandola, per scardinarne la prevedibilità. Puntando non solo alla bellezza dei movimenti, quanto alla loro forza ed essenza.

“Ninni non punta mai all’effetto – dichiara la giornalista Leonetta Bentivoglio – evita la visione levigata o patinata. Piuttosto insegue il battito d’ala, il respiro irregolare della vita.

I suoi “racconti” a volte sono sghembi, obliqui e trasversali, come quelli delle nostre giornate. Spesso sono drammatici. Sono sempre molto umani. Non ci sono mai “pose” nel suo lavoro.

C’è un’aria lisa e autentica, nelle fotografie di Ninni Romeo, che si addice bene alla peculiare bellezza “bauschiana”. Non hanno mai compiacimenti estetici. Sanno dirci la rarefazione della memoria e la delicata poesia dell’attimo.

Non sono “foto di spettacoli”, ma momenti d’essere”.

Pina Bausch Life&People Magazine lifeandpeople.it

Vollmond, Piccolo Teatro Streheler, Milano 2011 Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

Ninni Romeo racconta della familiarità che, sin da bambina, Pina Bausch aveva con i ristoranti, dato che i genitori ne gestivano uno nella sua città natale.

Quindi aggiunge: “Credo che le piacerebbe sapere che frammenti del suo lavoro sono esposti nello spazio dello storico ristorante vegetariano di via Margutta – racconta la fotografa.

Penso che amerebbe anche sapere che le immagini dei suoi spettacoli rivivono nella stessa strada in cui abitava il suo amico e appassionato estimatore Federico Fellini.

Ora, è come se piccole parti di storie e personaggi del Tanztheater Wuppertal fossero affettuosamente sorvegliate dallo sguardo del regista di “E la nave va”, film in cui Fellini fece debuttare come attrice cinematografica la sua adorata Pina”.

Elena Parmegiani

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