In un panorama internazionale le formule tradizionali del commercio sono messe in standby a causa dell’emergenza Coronavirus. I grandi brand di lusso hanno studiato nuovi criteri di comunicazione online, e strategie di branding per sopperire alla chiusura di negozi ed eventi fashion.

Non solo implementazione e arricchimento di contenuti nei canali dei social network. Bensì approcci inediti che potrebbero avere inaspettati esiti positivi di audience anche successivamente, una volta che si saranno ripristinate le modalità classiche.

Personal branding cos’è?

D’altronde un momento delicato come questo ce lo impone e, anche le grandi, maison di lusso,

si sono adeguate sperimentando nuove strategie di branding online accessibili a tutti gli utenti, così semplicemente dal divano di casa.

Come Bottega Veneta, che ha lanciato un vero e proprio spazio di intrattenimento a cadenza settimanale. Il Progetto Residency, è stato allargato alle principali piattaforme multimediali quali YouTube, Instagram, Spotify, Weibo, Apple Music.

Qui diversi suoi collaboratori rendono omaggio al cinema, all’arte, alla letteratura, alla musica diffondendo contenuti di interesse diffuso quali performance musicali, ricette di grandi chef.

ricreare e mantenere viva l’allure delle sfilate attraverso l’incanto di note musicali.

Ed ancora interventi di fotografi e filmmaker ci fanno immergere in viaggi culturali e di evasione, quasi a ricreare un ambiente familiare e confortante in cui potersi ritrovare in questi momenti di isolamento.

Alexander Mc Queen propone una stimolante sfida di creatività, invitando il pubblico, attraverso la condivisione di immagini e tutorial digitali sui canali social del brand. Inventare e ideare ispirandosi ai loro look preferiti.

Ma cos’è il personal branding e come vengono premiati i progetti?

Settimanalmente i progetti piu’ sorprendenti vengono selezionati e pubblicati sugli stessi canali. Un invito all’estro e alla genialità.

Non mancano proposte che richiamano nozioni storiche e stimolano il pubblico all’interazione attraverso test. Come il progetto di Salvatore Ferragamo, chiamato Trivia. Si presenta come un quiz sui cento anni di storia del marchio. Con una formula giocosa, la maison ha elaborato un’inedita forma di narrazione.

Red Valentino si è avvalso della collaborazione di artisti quali Charlotte Farmer, Ollie St Clair Terry e Matteo Giuntini per dar vita a dei francobolli ispirati alle stampe della collezione P/E 2020.

Di conseguenza invita i suoi follower di Instagram ad utilizzarli quali cartoline artistiche per trasmettere, tramite hastagh, un pensiero speciale a chi si desidera.

Balmain, nello specifico il suo direttore creativo Oliver Rousteing, lancia l’iniziativa Balmain Ensamble, che si sviluppa con narrazioni ispirate a diversi temi, come la sezione “The Archives”.  

Una sezione che include foto, video e opere d’arte relative ai 75 anni di archivio del brand in cui sono esposti i momenti cruciali della maison.

Oppure “The Global Atelier” in cui si dà spazio al pubblico, consentendogli di interagire e partecipare all’ideazione di una collezione tramite la loro vision su tematiche, canzoni, profili, forme e colori di futuri eventi moda.

Nuovi orizzonti si sono aperti nell’ambito delle app e contenuti audio. Non solo la vista dunque, ma anche l’ascolto è sollecitato dai brand di lusso attraverso playlist su Spotify e podcast.

Tra i piu’ noti a manifestarsi in quest’orizzonte Gucci, che propone la playlist “Chilling with Massimo Bottura”. Lo chef dei suoi ristoranti in Italia e all’estero.

Oppure Philosophy, che cerca di ricreare le atmosfere anni ’80 con playlist di Amanda Lear, Madonna, Barbara Streisand e Patty Pravo.

Sulla stessa scia Dior, Maison Margiela ed Hermes, quasi a voler ricreare e mantener viva l’allure delle sfilate attraverso l’incanto di note musicali.

 
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