Ornella Muti: una lunga carriera che le ha permesso di ricevere numerosi premi e onorificenze. David di Donatello, Ciak d’Oro, Globo d’Oro e la Grolla d’Oro a Saint Vincent come premi alla carriera.

Non teme il passare del tempo: “L’età è solo un’invezione”, ha rivelato più volte. Da sempre considerata una diva del cinema italiano, una delle donne che in parte ha contribuito a scrivere la storia del cinema , una vera e propria icona.

Ornella Muti, nome d’arte Francesca Romana Rivelli, è nata a Roma il 9 marzo del 1955

Suo padre un giornalista napoletano, sua madre una scultrice estone. La sua carriera, la porterà a interpretare oltre duecento film e a farsi conoscere e amare in tutto il mondo.

A soli 14 anni Francesca viene scelta da Damiano Damiani per interpretare il ruolo di protagonista in “La moglie più bella”. La storia di una giovane siciliana che si ribella ai rigidi costumi dell’isola. Sarà proprio Damiani a regalarle lo pseudonimo con il quale diverrà famosa.

Ornella Muti comincia subito ad arricchire numerosi  film, girando sia in Italia che in Spagna, e nel 1974 gira Romanzo popolare di Mario Monicelli.

Nel frattempo rimane incinta di Naike, la figlia che avrà dal produttore spagnolo Jose Luis Bermudez de Castro. Una storia passeggera, visto che nel 1975 l’attrice sposerà il collega Alessio Orano, col quale rimarrà fino al 1981.

Il successo del film di Monicelli e della sua interpretazione è tale che la Muti diventa richiestissima da tutti i principali registi italiani. Da Marco Ferreri, con cui lavorerà in L’ultima donna (1976), Storie d’ordinaria follia (1981) e Il futuro è donna (1984), al Dino Risi in La stanza del vescovo (1977), I nuovi mostri (1977, con Monicelli e Scola) e Primo amore (1978), passando per Giuliano Montaldo e molti altri ancora.

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Gli anni Ottanta per Ornella Muti si aprono alla rincorsa di Hollywood.

Nel 1980 è la protagonista femminile del Flash Gordon di Mike Hodges, oggetto ultrapop che tenta di anticipare i cinecomics. L’anno successivo lavora con James Toback in “Per amore e per denaro”; si permetterà perfino di rinunciare al ruolo di protagoniosta femminile, poi andato a Carol Bouquet nel Bond-Movie “Solo per i tuoi occhi”.

E alle commedie di Castellano e Pipolo con Adriano Celentano (Il bisbetico domato e Innamorato pazzo, tra i due ci fu anche un effimero flirt) e quelle di Pasquale Festa Campanile con Renato Pozzetto (Nessuno è perfetto, Un povero ricco) alterna diversi film.

Un amore di Swann di Volker Schlöndorff, Cronaca di una morte annunciata di Francesco Rosi,  Re di Luigi Magni e Il viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola.

Nel frattempo inizia a lavorare in tv e conquista copertine internazionali come quelle della rivista Time.

Lavora anche con Francesco Nuti in Tutta colpa del Paradiso (1985) e Stregati (1986). Con Carlo Verdone in “Io e mia sorella” (1987) e Stasera a casa di Alice (1990), ed ancora a Hollywood con John Landis in Oscar, “Un fidanzato per due figlie”.

Nel 1988 sposa Federico Fachinetti, dal quale ha avuto i figli Carolina e Andrea, e poi si separerà nel 1996.

Gli anni Novanta la vedono impegnata, tra i tanti, sui set di Vincente Aranda (L’amante bilingue, 1993) e di Mario Monicelli (Panni sporchi, 1999) e su quelli televisivi della popolare miniserie Il conte di Montecristo.

Con l’inaugurarsi del Terzo Millennio alterna collaborazioni con registe italiane come Francesca Archibugi (Domani, 2000), Asia Argento (Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, 2005) e Eleonora Giorgi (Uomini & donne, amori & bugie, 2003) a produzioni internazionali e sperimentali come Hotel di Mike Figgis (2002) e The Tulse Luper Suitcases, Part III di Peter Greenaway (2003).

La sua ultima apparizione cinematografica è quella in “To Rome with Love” di Woody Allen, del 2012.

Una rivista americana l’ha incoronata qualche anno fa l’attrice di film di fantascienza più bella e più sensuale di ogni tempo.

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