Ornamento femminile: “Come cantava Marilyn Monroe, diamanti e gioielli sono i migliori amici delle donne”,

la conferma dalla mostra dedicata all’ Ornamento femminile.

Interpretazioni di Muky e Antonella Cimatti con Margaretha Held, a cura di Miria Mazzetti.

Nei suggestivi spazi della Rocca di Dozza imolese va in scena l’esposizione Ornamento femminile

Iniziative che proseguono con successo, offrendo anche la possibilità di immergersi nella sua suggestiva atmosfera medievale.

Con la partecipazione di Margaretha Held, orafa di Schwäbisch Gmünd, si celebra il gemellaggio che dal 2001 vede l’importante tradizione artistica e artigianale faentina.

Una partecipazione di successo al mercato delle città gemellata del Baden-Württemberg, di oltre 60 mila abitanti, sul fiume Rems. Celebre per le sue botteghe di lavorazione dell’oro e dell’argento.

L’inaugurazione della mostra è stata preceduta da una conferenza a tema, svolta dall’ospite Giovanni Bossi

“I tesori del mare amati dalle donne: perle e coralli”. Bossi, esperto gemmologo, fondatore e presidente della Fondazione Andergassen per le pietre preziose e membro del Consiglio direttivo della Borsa Diamanti d’Italia dal 1995.

In questa speciale occasione è stato introdotto e intervistato da Miria Mazzetti, curatrice della mostra sull’ornamento femminile.

Chiediamo a Simonetta Mingazzini, presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte, quale contributo ha voluto offrire la mostra alla riscoperta del gioiello ornamentale come oggetto d’arte.

Arte e ornamento sono dimensioni che hanno in comune alcune caratteristiche quali creatività, sperimentazione, abilità, fantasia, aspirazione al bello. Anche una certa dose di inutilità pratica, quella che procura leggerezza, piacere e bellezza all’essere.

Credo sia per questo che l’essere umano si sia costantemente espresso anche attraverso la creazione di gioielli ispirati al tempo, alla cultura, al gusto, ai luoghi. Per valorizzare l’arte nelle varie forme.

La Fondazione Dozza Città d’Arte ha quindi dedicato la mostra, ed alcuni eventi collaterali che si sono svolti nel periodo natalizio.

Al processo di ideazione e realizzazione di gioielli intesi come pezzi unici, manufatti artistici che oltretutto, rispetto alle opere d’arte tradizionalmente intese (quadri e sculture) oltre a suscitare fascino e interesse, possono essere anche indossati.

Una produzione importante anche per l’artigianato faentino, gemellato con altre importanti realtà straniere del settore

La mostra e gli eventi, tutti realizzati a cura di Miria Mazzetti, hanno coinvolto personalità artistiche ed esperti di livello e notorietà internazionale.

Margaretha Held e Giovanni Bossi hanno contribuito con interventi e conferenze dedicate a perle e coralli. I gioielli realizzati per la mostra sono invece nati dal talento artistico di Antonella Cimatti.

Artista faentina che vanta realizzazioni di opere d’arte in finissima ceramica, mostre, premi e riconoscimenti conseguiti in tutto il mondo. Un tocco speciale di eccentrica femminilità moderna è stato offerto da Muky, altra personalità di Faenza.

Scultrice, ceramista, poetessa, allieva di Marino Mazzacurati, Renato Guttuso e Leoncillo Leonardi, moglie di Domenico Matteucci. Da anni ha stretto amicizia e collaborazione con la Fondazione Dozza Città d’Arte.

In che cosa si distinguono particolarmente le loro creazioni artistiche in questo campo?

Rispondo a questa domanda di getto, esprimendo un parere personale.

Muky sbalordisce, trasmette un talento artistico denso di passione e intuizione, volontà di rompere schemi, osare, sfidare e, per quanto mi riguarda, lei riesce sempre a colpire nel segno.

Riesce a destabilizzare, a farci compiere un passo più in là di dove pensavamo di essere.

Antonella Cimatti conferma ogni volta abilità di straordinaria e raffinata ricerca di materiali, composizioni, armonia.

I gioielli di ceramica da lei realizzati ci riportano ad arti antiche sopraffine in cui materiali apparentemente duri, pesanti, poco duttili, nelle sue mani acquistano una delicatezza ed una sofficità quasi aerea.

Marcello Tosi

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