La sua ultima canzone è stata presentata durante il Festival di Sanremo: “Senza appartenere”.

Un pezzo inserito nella nuova edizione di “Modern Art”, l’album uscito a febbraio. Lei è Nina Zilli, una tra le più belle voci del panorama musicale italiano, ma anche un’autentica icona di stile.  Ecco l’intervista che ha rilasciato per i lettori di Life&People Magazine.

Che cosa significa essere donna nel 2018?

Essere donna ora significa essere libera e avere la possibilità di scegliere: cose che non erano concesse alle donne della generazione di mia madre e, a maggior ragione, alle donne della generazione di mia nonna. Però significa anche dover lottare con forza, con la forza della “resilienza”, perché la vita è un continuo campo di battaglia, sia per gli uomini che per le donne.

Per le donne, in una società fondata sull’immagine, è ancora più complicato?

Sì, ma noi femmine sappiamo tirare fuori una grinta incredibile in determinate situazioni. Poi, è vero: la nostra è una società che si fonda sull’immagine e che vive sui pregiudizi, quindi combattere non è facile.

Nina Zilli ti definisci una femminista?

No, mi definisco una femmina. Amo le femmine e amo i maschi. Nella mia vita ci sono state tante donne importanti, a partire da mia madre e Nina Simone. Non a caso, il mio nome d’arte è proprio Nina (Simone) Zilli (il cognome di mia madre). Ma lo stesso lo posso dire degli uomini: con mio padre, e poi i cantanti su cui mi sono formata. Però non sono una femminista: già il fatto che esistano le quote rosa, ad esempio, è indicativo del fatto che ci sia qualcosa che non va. Non sono una da “bruciamo i reggiseni”. La parità di generi la avremo ottenuta quando non sarà più necessario parlare di femminismo.

E non hai mai avuto un lato da “maschiaccio”?

Come no? Assolutamente sì! Da piccola avevo il baffo (l’apparecchio molto appariscente), ero grassottella, indossavo felpe larghissime e non c’era nessun maschietto che mi filasse. Insomma, ero quasi sempre da sola e non mi sentivo per niente a mio agio con il mio aspetto fisico. Però, al di là dell’estetica, potrei farti altri esempi di tipo “caratteriale”: intanto, ho giocato per anni a basket. Poi, avevo una band con sette uomini: ebbene, nonostante questo ero io a guidare il furgone!

La coperta della tua femminilità quando è arrivata?

In quinta liceo, quando ho scoperto di essere arrivata seconda a Miss Liceo. È stato uno shock. Mi sono detta: “Cavolo, ma allora forse sono figa”, anche se non ci credevo nemmeno io. Però, in effetti, qualche maschio iniziava già a ronzarmi intorno…

Qual è il tuo outfit ideale?

Nella mia vita quotidiana? È molto semplice: un paio di jeans e una maglietta. Super comodo. E poi il jeans sta bene con tutto!

Nina Zilli, progetti per il futuro?

Ho già iniziato a scrivere alcuni pezzi per il mio prossimo album. Per dedicarmici appieno, però, devo aspettare la fine del tour. E anche una bella vacanza!

Condividi sui social