Nazareno Rocchetti: l’equilibrio di ognuno di noi

//Nazareno Rocchetti: l’equilibrio di ognuno di noi

Tempo di Natale, del countdown per il 2018 e di desideri sotto l’albero.

Tra questi, la serenità interiore e l’equilibrio con se stessi.  È Nazareno Rocchetti, Rocky per gli amici, a darci qualche dritta! Fisioterapista che oltre al corpo si prende cura dell’animo di chi ha di fronte. Le sue parole, legate all’esperienza anche come massaggiatore fidato di Rudolf Nureyev e di Gelindo Bordin quando vinse il primo oro olimpico a Seul 88, sono considerate illuminanti per molti sportivi e non.

È semplice trovare il proprio equilibrio, interiore e fisico?

È difficile quanto fare il genitore. Il mondo e il nostro passo sono costellati da tante insidie, ci insegnano a fare progetti a lungo termine, a correre come matti per raggiungere chimere ma non a pensare a noi con serietà e impegno. Ciò non va frainteso però: avere sogni e ideali è fondamentale, perché ti fanno galoppare ogni giorno. Mi chiedo come si possa indurre gli altri a stare bene quando non si trova in se stessi un equilibrio.

Quale la soluzione?

Bisogna imparare a riappropriarsi di se stessi e del proprio tempo. Importante lo è anche la meditazione. La vita va vissuta attimo dopo attimo, giorno dopo giorno. A questa riflessione però si arriva sempre tardi perché sono poche le scuole che insegnano a vivere. Si insegna la materia, ma non lo spirito. Noi non siamo fatti solo di tendini e muscoli di gambe e braccia: abbiamo il cervello da allenare. Ci insegnano a pettinarci la testa e non il cervello.

Cosa fa bene al fisico?

Ognuno di noi va considerato una macchina: se la sfruttiamo si rovina. Quindi, l’attività agonistica non è salute! Perché con l’agonismo si sfrutta in maniera esagera il corpo per tre, quattro, dieci anni. Ci vuole una sana attività fisica e ci dobbiamo ricordare di camminare così come non ci dimentichiamo di mangiare. E guai a nasconderci dietro la frase “non ho tempo!”. Se non troviamo tempo per la nostra macchina, non possiamo pensare di fare prevenzione. Nella camminate si fa anche training autogeno e si ha il contatto visivo che è molto terapeutico, come accorgersi di un albero vicino casa che avevamo ignorato.

Dove sta il problema di base?

Facciamo ammalare i bambini facendoli diventare, ad esempio, obesi. E poi, dopo averli fatti ammalare, li vogliamo guarire. Questo significa che non vogliamo bene né a loro né al nostro futuro. Certo, c’è anche da dire che la prevenzione non fa business.

È un tono polemico il suo?

Potrebbe esserlo, ma a me non interessa. C’è poca attenzione alla prevenzione, e la prevenzione è salute. Al bambino va insegnato che ha una macchina: il suo serbatoio va riempito e alimentato bene sin da subito sin da quando il bimbo nasce ed ha quindi il serbatoio vuoto. Dobbiamo essere capaci di dare le basi giuste, di fargli conoscere la sua macchina, altrimenti si arriva a 50 anni senza sapere se si va a benzina o gasolio.

Come intuisce il benessere di chi ha davanti?

Mi basta osservarla camminare.

Metaforicamente, cosa consiglia?

Di indossare le proprie scarpe, guardare a destra e sinistra, rivolgere lo sguardo al cielo e ogni tanto fermarsi. Quando ci si ferma, guardare anche cosa c’è intorno a noi.

Sul benessere influiscono anche i media?

Molto, bisogna veicolare la normalità e non i fenomeni.

Sonno e alimentazione?

Il sonno è il termometro dello stato di salute; se non si dorme c’è qualcosa che non va. Dato che il corpo è una macchina bisogna pensare che il pieno si fa la mattina e non la sera: abolite la colazione con un semplice caffè e riscoprire cibi come pane, marmellata e miele. Dopo i 50, la sera meno si mangia e meglio è!!!

Agnese Testadiferro

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2018-05-05T20:02:36+00:00People|