Maria Antonietta Regina di Francia, ultima sovrana di un mondo agli sgoccioli. Spettatrice e al tempo stesso protagonista di una trasformazione epocale in atto.

Arciduchessa d’Austria e quindicesima figlia dell’Imperatore del Sacro Romano Impero, Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena

viene ricordata da tutti solamente come Maria Antonietta Regina di Francia.

E’ lei la regnante più discussa della storia.

Alla sua immagine sono legate relazioni, questioni, miti e leggende. La sua figura controversa ha scandalizzato popoli, stimolato artisti, appassionato storici, ispirato stilisti.

Tutto senza far nulla intenzionalmente, vivendo semplicemente il suo ruolo e il suo tempo.

Vivendo se stessa e a volte, forse, lasciandosi vivere. Ma sempre con stile.

Ed è soprattutto per questo che la storia la ricorda: musa inossidabile dei secoli a venire.

Maria Antonietta Regina di Francia è l’ultima vera sovrana dell’Ancien Régime.

La regnante ha chiuso un’epoca e ne ha anticipato un’altra. Ha dettato mode e tendenze, speso patrimoni e pagato con la vita un tributo che forse non le spettava.

Nobile fino al midollo, data in pasto ai doveri di stato con un matrimonio di grande convenienza politica.

Nel 1770, quindicenne, lascia Vienna seguita da un corteo di cinquantasette carrozze.

Approda a Versailles e sposa Luigi XVI, il delfino di Francia.

opere d'arte in 3d Parigi Life&People Magazine LifeandPeople.it

Piena di una gioia di vivere che, invece di essere sublimata nella corte più festosa della storia moderna, viene mortificata fino ad arrivare alla tragedia.

Nata il 2 Novembre 1755, a Vienna, sotto il segno dello scorpione, Maria Antonietta Regina di Francia, in famiglia è soprannominata Antoine.

Cresce in un ambiente sereno e, non per virtù, ma per pigrizia, impara a parlare correttamente l’italiano prima ancora del tedesco.

Suona benissimo l’arpa, ma soprattutto ama danzare e la grazia che la contraddistingue la rende leggera e irresistibile.

Il suo fascino, più che alla bellezza, è dovuto al suo portamento, al suo sguardo, alla sua fiera consapevolezza di se stessa e del suo rango.

Sa che il suo destino è in una posizione di comando. Lei è nata per essere la prima donna.

Ma per uno scherzo della sorte diviene “première dame” di Francia,

la nazione più atavicamente ostile alla sua terra, e questo contribuisce a renderle la partita della vita più complicata.

La nazione che, per ragioni di stato andava ad abbracciare, era profondamente cambiata dai tempi del Re Sole e la nobiltà che la costituiva era in piena fase di riconquista dei poteri perduti in precedenza.

Quella nobiltà ora era intenzionata a tessere intrighi e a cospirare pur di guadagnare maggiori favori.

Maria Antonietta Regina di Francia, dal carattere fresco e spensierato, si è trovata nella rete del ragno quando questi era più affamato.

Non ha percepito in tempo la dinamica dei giochi di palazzo finendo per inciampare nella turbolenta scacchiera francese.

Il matrimonio, sul quale hanno pesato tutte le aspettative che gravano sul talamo di una Regina,

è stato l’unico banco di prova che l’ha misurata come donna, temprandone il carattere e la resistenza.

Il suo letto è sempre stato il centro dell’attenzione dell’intera nazione francese e della corte austriaca.

Grande era l’attesa dell’arrivo di un erede che assicurasse stabilità alla Francia e ai rapporti internazionali.

Ma suo marito sembrava non desiderarla.

Bloccato da un’educazione sessuale bigotta o da altro, non lo sapremo mai fino in fondo, Luigi Augusto, il delfino di Francia,

ha impiegato tre anni per riuscire a farla sua, senza, peraltro, riuscire a raggiungere l’acme del piacere.

L’onta dell’apparente rifiuto ha pesato sul capo della Regina che ha ricevuto continue critiche e rimproveri epistolari da parte della madre.

Ma lei non si è persa d’animo e nel tempo è riuscita ad abbattere le barriere del marito fino ad arrivare ad affascinarlo, trasformando completamente il loro rapporto.

La noia e la depressione di quel periodo però l’hanno portata a distrarsi con il gioco d’azzardo, i balli, le feste e le spese sconsiderate.

E questo è avvenuto sotto gli occhi indignati di tutti.

Storia della calzatura in mostra Life&People Magazine Lifeandpeople.it

Ma il suo interesse più vivo, quello più acceso e spassionato, è ricaduto sugli abiti, tanto da arrivare a trasformare la sua immagine in quella di una vera e propria imperitura icona.

Ancora oggi, da Dior a Galliano, da Karl Lagerfeld alla Westwood, o Sarah Burton per Alexander McQueen,

i maggiori stilisti, non hanno saputo sottrarsi alla seduzione del suo fascino, continuando a ispirarsi alle malie del suo stile.

Dall’alto della sua posizione Maria Antonietta Regina di Francia influenza e trasforma l’estetica e il concetto di fascino dell’intera corte.

Ed è alla modista Rose Bertin, prima couturière ante-litteram della storia, che va il merito di aver saputo interpretare al meglio i suoi desideri.

Sempre alla Bertin si deve la creazione de la chemise à la reine, camicia di mussola simile a una sottoveste,

di gran voga nel successivo periodo Neoclassico.

Al coiffeur Lèonard si devono le sue prodigiose e architettoniche acconciature.

La Regina Maria Antonietta in quell’epoca lancia la chemise a la reine,

un abito di mussola bianco con maniche al gomito o al polso a scollatura tonda stretto in vita con un nastro o una cintura.

Il tempo passa e dopo sette anni di matrimonio, Maria Antonietta Regina di Francia, dà alla luce la sua prima figlia.

Solo nel 1781, a distanza di tre anni, nasce il nuovo delfino di Francia, Luigi Giuseppe.

I figli di Maria Antonietta hanno avuto il merito di aver reso la Regina una vera e propria madre, cambiandone radicalmente il comportamento.

Con la loro nascita la sovrana ha iniziato a preferire uno stile di vita più sano e sobrio privilegiando costumi più misurati.

Ma, intanto, la miccia della rivoluzione si era innescata…

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