I continui litigi familiari sono un problema che persiste da anni, nel 2020 si è fatto sentire ancor di più. Il tipo di violenza basata sulla disparità tra i sessi che suscita maggiore interesse sono sicuramente fenomeni come la violenza di natura psicologica e i maltrattamenti psicologici dal marito.

Le violenze caratterizzate da maltrattamenti psicologici dal marito sulla vittima,

possono essere considerate subdole, invisibili e soprattutto difficili da accertare per prenderne coscienza del possibile evento dannoso.

La violenza psicologica in famiglia, viene considerata come il mezzo attraverso il quale l’uomo, – in questo caso il marito – mette in atto maltrattamenti psicologici, manifesta il proprio dominio e la propria autorità sulla donna.

Quest’ultima diviene a tutti gli effetti succube ed incapace di reagire di fronte a tali aggressioni psicologiche.

La mancata denuncia della donna, vittima dei predetti atteggiamenti prevaricatori del proprio partner, non fa altro che contribuire alla reiterazione degli stessi ed al loro aggravamento.

Nasce così un grande senso di frustrazione e perdita di autostima.

Il ripetersi di tali atti denigratori e prevaricatori possono essere talmente gravi da annullare completamente la capacità di reazione della vittima.

In molti casi arriva a gesti estremi, come ricorrere a pratiche suicidarie o nel rinchiudersi in se stessa.

Tutto questo, costituisce una circostanza aggravante di un reato già consumato.

Un altro problema strettamente correlato alla ricorrenza del fenomeno criminoso della violenza psicologica, è dato dalla più o meno risarcibilità del danno esistenziale.

È fondamentale riuscire a identificare situazioni di maltrattamenti psicologici in famiglia per poterli affrontare ed evitare le sue gravi conseguenze.

Gli studi dimostrano che la vittima di maltrattamento emotivo dal marito, diventa maggiormente esposta allo sviluppo di determinate forme di dipendenza.

Alcol, psicofarmaci, droghe le più ricorrenti.

Questo tunnel violento può anche recare conseguenze fisiche: l’alterazione dell’appetito, del sonno, le emicranie.

Dal punto di vista sociale, il maltrattamento psicologico in famiglia può causare isolamento e danni psicologici gravissimi.

La vittima si sente diversa, reagisce allontanandosi dagli amici e dalla famiglia. Sono evidenziate anche difficoltà nel rendimento lavorativo e sociale.

Da circa quattro anni è aumentata notevolmente la sensibilità nei confronti di questo triste fenomeno. A fronte di tutto ciò la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’integrazione della condotta criminosa.

Senza dubbio, questa decisione, apre la strada ad una interpretazione meno rigida del reato di maltrattamenti in famiglia, in favore di chi subisce soprusi fisici e morali.

Chi subisce violenza ha bisogno di aiuto! Combatterla è importante, per di più è fondamentale impedire che si sviluppi constrastando i meccanismi che l’attivano.

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