Stile sartoriale e buon gusto Made In Italy sono l’ordito della Maison sposa romana.

Una storia d’impresa che è anche una storia d’amore

Per la famiglia, la tradizione, la moda sposa e il Made in Italy. Ma anche una storia di coraggio e di sfida, tutta al femminile.

“Lo scriva, lo scriva”, incalza Daniela di Francesco, art director di Le Vie En Blanc Atelier.”

“Mi confessa che il vero motore dell’impresa è la figlia Giorgia Albanese, che ha una mente poliedrica ed è laureata in Ingegneria Aerospaziale”.

“Scusi… non ho capito… Sua figlia Giorgia vuole progettare prototipi o realizzare abiti da sposa?”

“ Tutt’e e due le cose”, puntualizza l’elegante signora vestita sobriamente in blu che mi siede davanti in un’afosa giornata estiva che sembra non sfiorarla.

“Giorgia ha una mente cinquanta per cento matematica, cinquanta per cento creativa.

E poi voleva proseguire una tradizione che fa parte della storia di famiglia”. Ecco appunto la famiglia.

Perché se c’è una cosa che salta chiaramente agli occhi entrando nell’ Atelier sposa di Roma “Le Vie En Blanc”

è che qui non si gioca ma si fa sul serio, sfoderando le armi della competenza e della conoscenza nel campo della sartorialità.

Armi sempre necessarie quando si parla di alta moda sposa e di creazioni realizzate secondo la regola del bello e ben fatto in Italia,

ancor di più se ci si inoltra nello scivolosissimo terreno degli abiti da sposa di lusso, quelli destinati a restare impressi nella memoria e nel tempo, e non solo per le fotografie.

Il sogno, il dilemma, il tormento, la gioia pura di ogni donna che si avvia all’ altare e che qui trova una strada sicura. Giovane ma sicura.

Maison sposa dallo stile sartoriale

“Le Vie En Blanc Atelier è nata solo quattro anni fa , nel 2016, ma posa su basi molto solide di un’impresa di moda e di una passione e professione di famiglia”, spiega la Di Francesco.”

Noi abbiamo già le competenze imprenditoriali nel campo e soprattutto la grande esperienza fatta nell’atelier di mia mamma, Franca Guerrieri, la nonna di Giorgia, che ha a lungo lavorato nel mondo della Haute Couture, affiancando grandi nomi dell’alta sartoria italiana.

Giorgia ha respirato quell’ atmosfera nel laboratorio della nonna, le pezzette, come spesso accade erano i vestiti delle sue bambole.

Ed è questa duplicità che ci ha consentito di attestarci in così poco tempo in un campo estremamente complicato e competitivo come quello del wedding.

Orgoglio di un dna familiare unita alla capacità di mettersi al servizio della sposa, in quello che è il momento più emozionante della vita.

Abiti, complici della bellezza femminile, grazie ai volumi, ai tessuti, molti dei quali arrivano da Como, e alla facon, ovvero a quella sorprendente arte tutta sartoriale e italiana di realizzare un capo.

Dal primo all’ ultimo punto. “Per noi, ma anche per le nostre sarte, la qualità è importantissima”, spiega la Di Francesco.

“Ed è anche per questo che nonostante i tempi del Covid, tempi difficili che hanno bloccato tutto, anche i matrimoni, noi abbiamo continuato a lavorare.

Ora stiamo preparando una settantina di spose da terminare entro l’anno. Un’altro numero importante si è invece spostato al 2021.

Contiamo comunque, in tempi normali, di arrivare a vestire un numero più consistente di matrimoni l’anno.

Proprio in questi giorni stiamo scattando la nuova collezione autunno inverno che nasce dall’idea di Giorgia coadiuvata dalla mamma e dal nostro ufficio stile.  

Abiti che abbandonano le linee scivolate e minimaliste per abbracciare volumi più orgogliosi, importanti, tra ricami in pizzo rebrodé, fatti rigorosamente a mano, riflessi e colori dell’oro e dell’argento, silhouette che sembrano nuvole.

Come ci ha insegnato la storia, anche quella della moda, c’è sempre voglia di rinascere, dopo una guerra, fosse anche solo sanitaria.

C’è spesso un arcobaleno al termine della pioggia. “Volumi e morbidezze son sempre state le caratteristiche della Casa”, puntualizza Daniela Di Francesco. 

“Un goffrato fatto a mano, la lavorazione sempre a mano delle losanghe, le applicazioni rebrodate e incastonate sulla silhouette della sposa, facendo anche un vero lavoro di Alta Moda, per noi sono un vero orgoglio. 

Ed è questo che è piaciuto tanto anche a Giorgia.

Rimettere in luce la grande storia, non solo di famiglia, portarla avanti nel segno di un buon gusto che poi è anche buona educazione tipica del Made in Italy. 

Le Vie en Blanc Atelier ha due linee sposa,

una di alta sartoria e una più semplice, ma le posso assicurare che in entrambi i casi l’attenzione al dettaglio e alla qualità è sempre altissimo.  

Ed è questo che ci ha consentito in un momento così difficile, come quello che stiamo vivendo, di continuare a dare il meglio. La gente lo riconosce”.

Dal cuore di Roma, nel sabaudo quartiere Prati, destinazione mondo.

“Vogliamo aprire a breve un secondo spazio di Le Vie en Blanc Atelier, probabilmente Oltremanica.

E’ Giorgia che si sta occupando dei contatti e contiamo di chiudere a breve. Abbiamo anche un altro indirizzo a L’Aquila, la città dei miei nonni.

Ci sembrava giusto e doveroso restituire qualcosa anche a quella terra di famiglia”.

I valori fondanti, famiglia e tradizioni, anche quelle dell’industria della moda, ancor più belle se a portarle avanti è una giovane donna assistita dalla mamma.

“C’è anche un’altra figlia più giovane, Giulia, ha solo 15 anni e per il momento frequenta il terzo liceo classico.

Ma credo che anche per lei quando finiranno gli studi ci sarà un posto in atelier, se lo vorrà”, conclude Daniela di Francesco. 

E c’è da scommetterci che la storia della Maison Sposa Le Vie En Blanc sia destinata a continuare nel segno della moda, dello stile sartoriale, della tenacia, della tradizione.

E delle donne… Che, si sa, quando ci si mettono, sono in grado di arrivare anche sulla Luna.   

Leggi anche – La Vie En Blanc: i sogni delle spose prendono vita 

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