Nessun compleanno risulta ad oggi importante come quello del cantautore italiano Lucio Dalla. Un grande artista bolognese che il nostro Paese continua ad ascoltare con affetto incredibile…Una star scomparsa in un minuto dai nostri orizzonti a Montreux la mattina del primo marzo 2012 e mai dimenticata, anzi…

Il compleanno radicato nella memoria collettiva si deve certo al titolo della sua canzone più celebre, «4-3-43». Nacque a Sanremo nel 1971, con il testo di Paola Pallottino.

Una canzone che noi tutti conosciamo come «Gesù Bambino», che era stata presentata infatti al Festival di Sanremo, la cui organizzazione giudicò però l’idea non rispettosa, imponendo un cambio.

La sua biografia e’ ricca di storia vissuta, Lucio Dalla

è stato un cantautore, polistrumentista, attore, scrittore, sceneggiatore. Un artista raffinato e sensibile, alla continua ricerca di nuovi stimoli e di nuove contaminazioni per esplorare la musica in tutto il suo interiore, senza mai allontanarsi dalle proprie amate origini.

Un artista così grande e così produttivo da rendere impossibile la creazione di un preciso racconto lineare né un’analisi esaustiva di tutte le sue opere e le sue canzoni famose.

Dalla unisce l’anima delle cose e lo fa soprattutto grazie alla sua capacità di mettersi al centro senza risultare minimamente egocentrico.

Un catalizzatore di attenzioni che rimangono su di lui sia nelle sue proposte delle canzoni famose più leggere e scanzonate.

In questo senso “Attenti al lupo” scritta dall’amico e collega Ron, ne è l’esempio più limpido, sia per quanto riguarda i passaggi più profondi e limpidi della sua esistenza.

Lucio Dalla Cantauore bolognese Life&People Magazine LifeandPeople.it

Impossibile non citare ad esempio l’assoluta libertà espressiva con la quale Lucio Dalla descrive il mondo nell’emozionante brano “Le rondini”. Un simbolo centrale della capacità dell’artista di osservare il mondo e descriverlo nelle sue mille sfaccettature e punti di vista più profondi.

C’è sempre l’amore, narrato con stupore e semplicità. C’è l’Italia con i suoi personaggi strani ricchi di vita vissuta e soprattutto c’è il tempo che scorre nelle canzoni del cantautore che, dopo l’uscita del disco “Henna”, più sperimentale nei suoi testi, tornerà nel 1996 con una netta svolta pop grazie all’album Canzoni.

Trainato dal successo di brani quali Canzone e Tu non mi basti mai, perla romantica che diventerà un altro evergreen della musica italiana, evidenziando ancora una volta il suo linguaggio schietto e sincero.

Manca molto in Italia un artista puro come lui.

Mancano le sue canzoni che hanno insegnato qualcosa di fondamentale ad una generazione intelligente.

Ha lasciato un segno incolmabile nella musica. Ciò che resta è il ricordo di un maestro unico non replicabile.

Perché di Lucio Dalla ce n’è uno solo.

L’unico che in questo momento difficile per l’Italia avrebbe dato un colore per renderla solidale e soprattutto “vera”.

Lui aveva una personalità incredibile. Faceva riflettere e ridere insieme, con quelle smorfie così simpatiche esibite con disinvoltura durante le interviste, con lo zucchetto di lana, gli occhiali tondi e l’immancabile clarinetto… Ha lasciato un vuoto che difficilmente potrà essere colmato.

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