Liz Taylor: una delle attrici più famose, una delle più amate nella storia delle grandi star del cinema di Hollywood, senza dubbio una delle più sensibili e raffinate che il cinema abbia mai avuto. Otto matrimoni (di cui uno bis con Richard Burton), sette mariti, una immagine da diva, un sex-appeal estroso.

Tanti successi cinematografici, ma anche la fragilità dell’anima di una diva che colleziona negli anni diversi fallimenti sentimentali.

L’attrice “dagli occhi viola” più rimpianta dell’universo, è ricordata oggi come un’icona sacra, è considerata l’ultima grande diva dell’era oro di Hollywood.

Bruna, un volto perfetto e uno sguardo affascinante Liz Taylor ha vissuto dagli inizi della carriera fino ai suoi ultimi giorni una vita piena e grandiosa

Nasce a Londra, in Inghilterra, il 27 febbraio 1932. Durante la Seconda Guerra Mondiale si trasferisce con la famiglia in America. A soli dieci anni il debutto nel mondo del cinema recitando una piccola parte in “There’s One Born Every Minute”.

Prende parte in ruoli di giovane protagonista in film come: “Torna a casa, Lassie!” (Lassie Come Home, 1943) di Fred MacLeod Wilcox, e “Gran Premio” (National Velvet, 1944) di Clarence Brown, nei quali riesce a farsi notare per dolcezza e sensibilità.

Tanti i film di Liz Taylor dove interpreta splendidamente il ruolo che più le si addice,

ovvero quello dell’affascinante ragazza dell’alta società che continua ad amare il suo uomo anche quando lo scopre colpevole di omicidio come in “Un posto al sole” (A Place in the Sun, 1951) di George Stevens.

In questo film nasce il sodalizio artistico e affettivo con Montgomery Clift. La Taylor si innamora subito del problematico e affascinante attore omosessuale, ma quando lui fa capire le sue vere tendenze, lei resterà  al suo fianco come amica leale.

Con la maturità e la forza di carattere Elizabeth Taylor continua ad affrontare ruoli di donne conturbanti, con più vasta gamma espressiva.

A tal proposito la ricordiamo come bella e ricca ragazza del Sud contesa tra due uomini nel coinvolgente film: “Il gigante” (Giant, 1956) di George Stevens, con Rock Hudson e James Dean.

Invece appare come avvenente bruna con turbe infantili e incubi razziali che si fa sposare con l’inganno ne “L’albero della vita” (Raintree County, 1957) di Edward Dmytryk. Nel ruolo di bella e insoddisfatta moglie di un ex-atleta nevrotico la ritroviamo nel film: “La gatta sul tetto che scotta” (Cat on a Hot Tin Roof, 1958) di Richard Brooks, tratto dal celebre dramma teatrale di Tennessee Williams.

Ruolo da introversa ragazza in “Improvvisamente l’estate scorsa” (Suddenly, Last Summer, 1959) di Joseph L. Mankiewicz, tratto da Williams dove dimentica di aver assistito ad un terribile omicidio.

Le sue interpretazioni denotano incisività interpretativa e provocante femminilità che la portano a diventare presto la più grande star di Hollywood. Non possiamo dimenticare la sua attività in difesa dei diritti dei più deboli, delle minoranze, dai gay, delle amicizie fortissime con altre star. Negli anni ’50 l’attrice si sposa per ben quattro volte.

Il primo matrimonio (1950-51) è quello con Conrad Hilton jr., il proprietario di una celebre catena d’alberghi. Poi è la volta nel (1952-57) dell’attore inglese Michael Wilding, da cui ha due figli, Michael Howard e Christopher Edward.

Il terzo matrimonio nel (1957-58) con l’impresario Michael Todd, molto più grande di lei che muore un anno dopo averla sposata, da cui ha una bambina, Liza. Il quarto nel (1959-64) invece è con l’attore Eddie Fisher, “rubato” all’attrice Debbie Reynolds, così che Liz si guadagna anche l’appellativo di “rovina famiglie”.

Nel 1960, vince un Oscar per l’interpretazione della squillo di lusso che tenta invano di riprendersi una vecchia fiamma in “Venere in visone” (Butterfield 8, 1960) di Daniel Mann.

attrice filantropa e stilista statunintense Liz Taylor LifeandPeople Magazine LifeandPeople.it

E’ suo il compenso tra i più elevati della storia del cinema da un milione di dollari per “Cleopatra”.

Dopo vari problemi il film esce nelle sale nel 1963, con il ruolo di Elizabeth della “regina del Nilo”. Un ruolo convincente, la sua bellezza sempre intrigante.

Sul set di “Cleopatra” infatti, l’attrice e il suo co-protagonista, l’affascinante attore inglese Richard Burton, si innamorano follemente. Nascerà così un’appassionata e travagliata storia d’amore sfociata per ben due volte nel matrimonio (1964-74 e 1975-76).

Una liaison seguita dalla stampa e dalla gente di tutto il mondo, conclusasi però drammaticamente con la prematura scomparsa morte di Burton nel 1984, a causa di un’emorragia cerebrale.

Grandi passioni e follie della vera vita coniugale in una serie di indimenticabili film: uno su tutti  “Chi ha paura di Virginia Woolf?” (Who’s Afraid of Virginia Woolf?, 1966) di Mike Nichols.

In questo film Burton e Liz Taylor interpretano rispettivamente un professore di storia e la moglie isterica e semialcolizzata, che coinvolgono una coppia di ospiti nelle loro liti furiose.

Elizabeth Taylor è straordinaria in questo ruolo: incarna al meglio il suo status di sex-symbol di Hollywood. Per questa sua magnifica interpretazione riceve un meritatissimo premio Oscar.

A cavallo tra gli anni ’60 e i primi anni ’70 la coppia Taylor-Burton fa faville sullo schermo in una serie di film decisamente riusciti, come “La bisbetica domata” (The Taming of the Shrew, 1967) di Franco Zeffirelli, “La scogliera dei desideri” (Boom!, 1968) di Joseph Losey, e “Divorzia lui, divorzia lei” (Divorce his – Divorce hers, 1973) di Waris Hussein.

Un’attrice che ha continuato a mietere successi, grazie alle sue mirabili interpretazioni, come quella della moglie fedifraga di un maggiore dell’esercito segretamente omosessuale nel suggestivo “Riflessi in un occhio d’oro” (Reflections in a Golden Eye, 1967) di John Huston.

“Cerimonia segreta” (Secret Ceremony, 1968) di Joseph Losey; e “L’unico gioco in città” (The Only Game in Town, 1970) di George Stevens sono i film deludenti degli anni ’70. Anni segnati da alti e bassi anche con Richard Burton tanto che arriva un altro matrimonio sul finire del decennio (1976-82) con il politico John W. Warner, senatore della Virginia.

Negli anni ’80 la sua silhouette si fa più tondeggiante e prende il sopravvento su quella più raffinata e sensuale. Elizabeth Taylor dimostra di essere la donna di sempre, impegnandosi in prima persona per la creazione di una fondazione per la cura dell’Aids.

Liz Taylor e Richard Burton Life&People Magazine LifeandPeople.it

Il vizio per gli alcolici (ereditato da Burton) e l’eccessivo uso di farmaci la costringono al ricovero nel 1984 in una clinica per disintossicarsi.

Ne uscirà però sobria dopo qualche anno e pronta ad una nuova relazione che prende vita da li a breve. Infatti un nuovo marito, il carpentiere Larry Fortensky sarà la nuova unione che fece scalpore, ma durerà solo poco tempo (1991-96).

Negli ultimi anni di vita Liz Taylor ha continuato una campagna di sensibilizzazione in favore dell’Aids. Ha contribuito alla raccolta fondi per finanziare la ricerca, grazie alla sua immagine di ex-icona del sesso e diva dello schermo. 

Malata di cuore da tempo Liz Tayolr muore il 23 marzo 2011 al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles (California, USA), all’età di 79 anni.

Alcune delle frasi celebri e aforismi che hanno annoverato Liz Taylor tra le importanti star del cinema di sempre.

“Marilyn? Quella lesbica?”

“Il problema non è ottenere l’uomo che vuoi. Il problema è volere l’uomo una volta che l’hai ottenuto!”

“È molto strano che gli anni ci insegnino la pazienza che più breve sia il nostro tempo, più grande sia la capacità di aspettare.”

“Ho dormito soltanto con gli uomini con cui sono stata sposata. Quante donne possono fare un’affermazione del genere?”

“Se qualcuno è tanto stupido da offrirmi un milione di dollari per recitare una parte, io di certo non sarò così stupida da rifiutare.”

“Le ragazze grosse hanno bisogno di diamanti grossi.”

“Da giovane la MGM era un bel posto in cui passare il tempo. Mi piace le celebrità, i film e tutto ciò che faceva parte del mondo del cinema, l’unica cosa che non adoravo fare era girare i film. Era eccitante la pausa pranzo al bar, perché c’erano tutti, da Judy Garland, Lana Turner, Spencer Tracy a Hedy Lamarr. C’era anche il dolce e adorabile profumo del trucco che usavano le donne, che non ha niente a che fare con il lubrificante che si usa al giorno d’oggi. Ogni volta che Clark Gable entrava nella stanza mi cadeva la forchetta di mano.”

“Senza gli omosessuali Hollywood non esisterebbe.”

“Non faccio finta di essere una casalinga qualunque.”

“Non divorzierò mai da Richard Burton…”

“Io ho un corpo di donna ed emozioni di una fanciulla.”

“Il problema delle persone che non hanno vizi è che generalmente puoi star sicuro che hanno alcune virtù davvero irritanti.”

“Quando il sole sorge, ho di nuovo dei valori morali.”

“Mi sono sposata otto volte perché la mia moralità mi impedisce di avere delle avventure.”

 

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