Daniele Basso con l’arte lavora attraverso le emozioni.

Daniele Basso cerca di stimolare coscienza ed identità personale e collettiva,

lavora sui simboli per stimolare le persone alla bellezza come esigenza per vivere meglio.

L’intento è di farle riflettere. Ecco perché sono appassionato di superfici specchianti perché attraverso queste voglio rendere i fruitori delle mie opere protagonisti dei propri sogni e del proprio futuro!”

Siamo di fronte a Daniele Basso. Artista biellese che ha fatto delle superfici specchianti in acciaio lucidato l’estensione naturale delle proprie mani, del proprio cuore e dei propri occhi.

Oggi le sue opere sono esposte in tutto il mondo. Portatore sano di creatività, l’arte da che ne ha memoria fa parte della sua vita.

“Sono sempre stato appassionato d’arte e molto creativo, ma il percorso di avvicinamento professionale a questo mondo parte da lontano; la mia, si può dire, sia stata una ricerca di significato in quello che stavo facendo”.

Un viaggio di ricerca strepitoso attraverso mondi professionali e creativi differenti, ma nemmeno troppo: moda, automotive, design, comunicazione, tutti incentrarti attorno alla persona.

Daniele Basso ha iniziato a produrre i suo primi pezzi sin da bambino e del suo percorso artistico ha raggiunto quella giusta consapevolezza che oggi ha portato il suo lavoro ad essere conosciuto oltre i confini.

Materiale principe delle opere l’acciaio che viene lucidato a mano al fine di ottenere una superficie specchiante. La scelta ovviamente non è un caso.

“Specchiarsi è un gesto innato, ancestrale, primitivo, un gesto di coscienza ed identità. A cavallo tra privato e pubblico, specchiandomi costruisco l’immagine che voglio dare di me in società!

E’ il primo passo dell’uomo che, riconoscendosi come individuo, dà senso al suo aggregarsi in comunità: è l’incipit alla società come la conosciamo.

Riflettersi nelle superfici specchiati ha un potentissimo potere comunicativo a livello conscio ed inconscio, sono affascinato da questo.

Nel mio lavoro cerco di sfruttare questo potere per coinvolgere le persone e portarle a vivere il messaggio dell’opera da protagonisti.

Come frasi non finite, i miei lavori sono accenni di riflessione che vorrei ognuno potesse completare con il proprio significato.

L’occasione di fermarsi e pensare un attimo alla propria esistenza attraverso un messaggio che da individuale diventa esperienza collettiva e condivisa.

Ho scelto l’acciaio per molte ragioni: sia per un senso etico nell’immaginare il mondo di domani

Oggi le tecnologie garantiscono una specchiatura perfetta con la lucidatura dell’acciaio senza l’inquinamento che necessariamente comporta il processo industriale della specchiatura del vetro.

Un senso di recupero della funzione specchiante storica dei metalli, i primi usati nella storia dopo l’acqua per specchiarsi.

Le potenzialità virtualmente eterne del metallo stesso, che praticamente non ossida e si conserva fedele a se stesso nel tempo e nello spazio, eterno come l’arte ed i suoi significati!

Ogni creazione per Daniele Basso è un percorso di vita. “L’opera nasce dall’esigenza di comunicare, di rendere universale una riflessione individuale.

E’ una spinta a condividere con la materia alcune emozioni. Di marcare il momento alla ricerca di un nuovo significato non solo della propria esistenza, come affermazione di se, ma del senso stesso della vita.

Siamo circondati e confusi dalla comunicazione incalzante che è sempre alla ricerca di un nuovo e più grande shock da imporci, e noi stiamo diventando refrattari alle emozioni, ai sogni, ai voli, ed alla ricerca in noi stessi della felicità.

Le mie opere non vogliono schockare, piuttosto sedurre, alla ricerca di un nuovo significato estetico contemporaneo.

Sono alla ricerca della bellezza, delle emozioni positive della vita, di una felicità che nasce nella coscienza della propria identità e dei limiti del bene e del male.

Un benessere dello spirito che invita a vivere una quotidianità piena e vigile, mai passiva perché la felicità che tutti cerchiamo è un diritto ma anche un percorso difficile che si affronta passo passo nelle piccole e grandi scelte quotidiane.

Siamo protagonisti della nostra e vita abbiamo il nostro futuro nelle nostre mani, ma attenti a quello che desideriamo perché potremmo ottenerlo!

Il mondo dell’arte, come ogni cosa fa parte di un sistema che Daniele Basso oggi conosce molto bene. “Penso che sia un sistema di business consolidato. Una macchina da guerra autonoma e solidissima.

Forse troppo autoreferenziale.Io però mi limito a parlare di arte, che vivo come comunicazione universale. L’opportunità per riflettere e immaginare il domani.

Arte che, oggi come sempre, rappresenta l’apice dell’espressione dell’uomo libero, non estetica ma essenza dell’Umanità stessa.

Oggi i limiti tra le espressioni creative sono davvero labili.

I confini cadono per crearne subito dei nuovi. Allora tutti ci rifugiamo nelle definizioni che conosciamo. Per me invece questo è un mare di opportunità! E’ il nuovo che avanza e che travolge chi non ha il coraggio di evolversi.

Vorrei che potessimo abbandonare i pregiudizi delle performances per conquistare la libertà autentica dell’opinione personale.

Superare l’idea di “schokkare” a tutti i costi, attraverso una nuova ricerca del bello, in senso democratico, che trasmetta emozioni anche a chi passa distratto!

Ecco il vero nuovo confine dell’arte oggi, tornare a “parlare” a tutti! Tornare all’arte della bellezza per emozioni individuali ma anche collettive, che ci ricordino il senso e il significato di essere una comunità!

Un’arte che non isola e allontana ognuno nel proprio insindacabile “io” ma che diventi dialogo, confronto, apertura, progetto per un domani non solo dei nostri figli, ma dei nostri nipoti.

Non so cosa resterà dell’arte contemporanea dopo la livella del tempo. Ma so che vorrei un’arte che emoziona e che ispira le persone perché la condivisione batte l’isolamento, sempre!

Sui progetti futuri Daniele Basso non si sbilancia ma una cosa è certa, continuerà senza sosta il suo percorso di ricerca per stimolare nuove emozioni.

Enrico Sanchi

 

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