Tra i maggiori protagonisti del design italiano, troviamo Stefano Giovannoni. Designer industriale e interior design ha scelto come dimora-studio, una ex fabbrica-acciaieria in zona Tortona, il quartiere progetti del design milanese luogo di condivisione e partecipazione.

Studio Giovannoni è un edificio in mattoni rossi, austero, dove un tempo si costruivano turbine per navi, quasi un omaggio ad alcune “belle fabbriche” di Bruno Taut.

Stefano Giovannoni si è laureato in architettura a Firenze a ventitré anni

Nella stessa facoltà, ha svolto attività didattica e di ricerca fino al 1991. Nel 1984 e 1985 ha collaborato con Ettore Sottsass e con Alchimia-Mendini.

Ha poi insegnato alla Domus Academy di Milano, all’Università del progetto Reggio Emilia e alla Facoltà di architettura dell’Università di Genova (cattedra di disegno industriale). È stato tra i co-fondatori del movimento Bolidista.

Il suo talento capace di trasferire nei suoi progetti un complesso sistema di “codici affettivi” ha fatto di lui il campione del “Super & Popular” degli anni ‘90. Progettista metanoico per eccellenza, ha il design industriale nel sangue e una capacità di capire il pubblico come pochi.

Stefano Giovannoni Life&People Magazine LifeandPeople.it

Nel 1989 ha disegnato insieme a Guido Venturini la famiglia “Girotondo”, suo primo prodotto industriale, che venderà oltre sette milioni di pezzi.

Nel 1991 suo il progetto del padiglione italiano per la mostra “Les Capitales Europeennes du nouveau design” al centro Georges Pompidou di Parigi. Gli oggetti ludici in plastica della serie “Family Follows Fiction” (1993) fanno parte della vasta famiglia di oggetti in produzione nei cataloghi “Officina Alessi”, “Alessi” e “A di Alessi”.

Il lavoro come designer industriale e interior designer, svolto collaborando con molte e importanti aziende e creando molteplici best seller e numerose famiglie di prodotti di grande successo commerciale, gli è valso definizioni come “campione del super and popular degli anni 2000” (Alberto Alessi), “re Mida del design” (Cristina Morozzi), “designer più bankable” (Eugenio Perazza).

Di particolare rilievo per Alessi le serie “Girotondo” e “Mami”, “Il BagnoAlessi”e i famosi prodotti in plastica fra cui Lilliput, Magic Bunny e Merdolino.

Tra i numerosi e importanti riconoscimenti assegnati al Giovannoni design il Design Plus a Francoforte (1994, 1996 e 2003). L’Interior Design magazine’s “Best of Year 2012 Award” a New York, il “Design Awards 2013” a Londra.

Stefano Giovannoni, tra arte e segno, funzione e forma. Come si è sviluppata la sua attitudine a concepire l’oggetto come un gioco da trasformare, come un fumetto, ma sempre come un’opera d’arte?

‹‹Diciamo che cerco sempre di lavorare occupandomi dell’oggetto, che abbia un determinato appeal verso il pubblico. Una sua idea, una identità, ragione d’essere. C’è sempre un concetto dentro l’idea che l’avvicina al mondo dell’arte, andando oltre quelle che sono le caratteristiche del design funzionale››.

opere di Stefano Giovannoni alla Milano Design Week

Come si riesce ad esprimere in un progetto le due qualità del design, -citando Alberto Alessi-, di essere “super e popolare nello stesso tempo”?

‹‹Oggi per i mercati internazionali occorre creare un oggetto che deve mostrare una forte identità comunicativa, spesso fuori le righe. In passato contavano soprattutto il prezzo e la funzione. Oggi devi incontrare una massa di pubblico, più selettivo, identitario.

“Super” è l’oggetto denotato da un’idea, da un concetto molto forte che comunichi la sua identità in maniera molto esplicita, che venga capita da una grande massa di persone. Alessi ha visto in me il designer che coniuga al meglio queste due caratteristiche››.

Progettare e realizzare oggetti che Lei definisce “senza architettura e senza città”. È questo il segreto del suo successo?

‹‹Il segreto del successo è una creazione pensata nella sua oggettività…Deve prescindere dal contesto, e, per questo comunicare al meglio con il pubblico con questo “sex appeal” che permette di diventare un oggetto del desiderio con certe caratteristiche. Frutto del lavoro su un contenuto emozionale e sensoriale oltre la semplice funzionalità con caratteristiche legate all’immaginario e alle emozioni››.

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