La moda forma d’arte che non ha a che fare solo con tessuti, lunghezze, colori e tendenza, l’ultima edizione della Milano Fashion Week ne è stata una conferma.

Siamo inclini a pensare che gli stilisti di moda non inventino nulla di nuovo al giorno d’oggi, invece basta rivedere le ultime sfilate della fashion week dedicate alla donna che verrà per farsi una idea.
Alessandro Michele fashion designer Gucci ha dedicato il suo spirito creativo in modo immaginario e segreto che esiste negli angoli più profondi della nostra mente. In passerella modelli con la riproduzione della loro testa; l’idea di accessorio giocata con genialità. Non solo teste però, bensì un allestimento teatrale: i modelli hanno sfilato attorno ad un letto chirurgico, completamente attrezzato di effetti sonori e macchinari.

La sfilata di Dolce e Gabbana, é stata inaugurata da un gruppo di droni, che trasportano le borse del prossimo inverno, curiosi di scoprire cosa ci riserverà questo legame tra moda e robotica.

Le hostess marziane di Moschino; qualcosa di futuristico nell’idea di Jeremy Scott.Una sfilata di modelle che assomigliavano ad assistenti di volo, la carnagione della pelle abbinata ai bellissimi colori pastello delle loro gonne e blazer.
Passiamo al basic retrò della collezione Fendi, colori non colori, nuance basic, linee rigorose e pulite, silhouette perfette. Un inno all’eleganza minimal, dettagli che la rendono preziosa, materiali innovativi, stampe ricercate, tagli sartoriali e una raffinatezza vintage.
Il glamour tipico dei favolosi Eighties, spalle geometriche e definite, linee rigorose, materiali ricercati e le nuance intense sulle passerelle di Versace. Pelle e denim convivono con raso e jersey, esaltati dai colori primari a cui si aggiunge l’immancabile nero.
Lampi di colore rosa, verde, arancione e giallo si mescolano a nuance basic come marrone, nero, beige. Questa la collezione firmata Prada. Abiti buster, con frange e ricami, ma anche capi imbottiti e tecnici. Un mix affascinante e non scontato.
Donne dal fascino maschile vestite in modo pratico e chic sono le proposte di Alberto Biani. In passerella nuance come il taupe, cemento, salmone, vermiglio e senape per outfit slim dal sapore androgino, enfatizzato dai mocassini di ispirazione maschile.
Decisamente più forte e sensuale la donna presentata da Alberta Ferretti, tanto nero e tanta pelle, meno colore, meno chiffon, più grinta.
Immancabile il colore nella collezione di Emilio Pucci che lo ha declinato in nuance ben precise: il nero,l’arancio, il bianco,il viola e il verde, fondendo i diversi colori in un mix di sportwear e stile urban.

Quando si parla di eleganza non si può che parlare di lui: Re Giorgio Armani, che ha portato in passerella degli outfit semplicemente perfetti.

Un mix di materiali, dettagli e colori che si sposano perfettamente con lo stile senza tempo che ha reso grande lo stilista nel mondo. Poche stranezze, tanto stile, poche eccezioni extra luxury come velluto piume e cristalli.

Un accenno ad una nuova “leva”nel panorama internazionale della moda ad Alberto Zambelli con la sua collezione “l’abbraccio”. Rappresentazioni figurative e materiali avvolgenti in un tripudio di luccichii con la collaborazione di Swaroski. L’abbraccio lineare e sintetico raffigurato da Sergej Michajlovic Ejestejn viene reinterpretato dallo stilista come disegno di puro contorno e vaga reminescenza neoclassica.
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