Ivan Cottini 33 anni di Urbania ridente paesino nell’entroterra delle Marche in provincia di Pesaro-Urbino.

Ivan Cottini: dalla notorietà e il successo da fotomodello, alla diagnosi di forma grave di sclerosi multipla.

Tutto è svanito in un attimo: lavoro, fidanzata di allora e futuro. Una vita da modello fino l’età di 26 anni. Quando…una mattina di cinque anni fa si svegliò e da un occhio non vedeva. Diagnosi di sclerosi multipla. Nella sua sfortuna pure una forma aggressiva che in poco tempo debilita il corpo velocemente.

Tanti i ricoveri ospedalieri, la depressione. La voglia di farla finita era tanta. Sempre più depresso, con un peso sulla famiglia che stava soffrendo e lottando con lui. Ma una notte dentro l’ospedale San Raffaele di Milano scattò un qualcosa in lui. A 27 anni non si sentiva pronto a condurre una esistenza da malato e in pochi mesi volle riprendere la sua vita in mano.

In ospedale incontrò Valentina dopo un approccio sui social, una dimostrazione di amore oltre la malattia e proprio da lei ha avuto la prima figlia: Viola, “la sua cura”.

Concepirla è costato altro sacrificio, l’arrivo della bimba non è stato affatto indolore nemmeno per lui.

Reso sterile da un cocktail di farmaci costretto ad assumere ogni giorno, per poter avere sua figlia Ivan ha deciso di sospendere le cure all’insaputa di tutti, anche della compagna. “È  stata una cazzata, ma non riesco a pentirmene, lei è stata la mia salvezza”. Senza medicine però la malattia è peggiorata rapidamente.

La sclerosi multipla è come una carie ai denti, non sai mai dove può colpire. Nel suo caso ha compromesso in parte la capacità di parlare e in maniera più seria l’uso del braccio sinistro. Adesso riesce a muovere soltanto il pollice.

Con la nascita di Viola nel 2015 ha scritto un suo libro story (con l’aiuto e prefazione di Giobbe Covatta, ancora mai pubblicato) ed è tornato a camminare e a sfilare. Tutta l’Italia ha parlato della sua storia.

Oggi Ivan Cottini è tornato in passerella a posare per cause benefiche non vergognandosi della sua disabilità.

Ottantacinque tatuaggi scolpiti sul corpo che raffigurano ricordi, disegni, scritte.

Un fotolibro, la sua storia vivente, contro una malattia che ti “mangia il cervello”.

Ha condotto un programma tv nella regione Marche “Ivan on the road” raggiungendo notevole successo e un ottimo ascolto. Una sfida in vasca al campione olimpionico di nuoto Filippo Magnini, un duello ai calci di rigore con il calciatore Massimo Ambrosini. E ancor più, il primo a salire sul ring in sedia a rotelle, una mini maratona in stampelle. Queste alcune delle sue competizioni.

Oggi è pure un ballerino che lascia tutti a bocca aperta quando scende da quella sedia ove è costretto.

Lo ha dimostrato pochi giorni fa realizzando il sogno di ballare ad “Amici” il talent show di Canale 5 condotto da Maria De Filippi. La danza un insieme di forza e memoria per lui, e, sulle note di Elisa “Ti vorrei sollevare” si è sollevato dalla sua sedia a rotelle iniziando a danzare con la compagna di ballo.

Una forza di volontà che traspare dalla sua flebile voce. Con energia vuole trasmettere a tutti quelli come lui che affrontano una malattia degenerativa un messaggio di conforto, consapevole che a volte con una ricaduta bisogna ripartire da capo, rieducarsi a camminare, a parlare, ed è fatica, ma la vita è bella ogni giorno bisogna viverla da protagonista anche malati si può essere registi della propria vita.

Tutt’ora porta la sua storia nelle scuole, (dove cerca di cambiare la mentalità dei ragazzi di oggi) in maniera attiva cerca di essere di aiuto nelle iniziative rivolte ai problemi sociali.

Nei suoi intenti far approvare una proposta di legge per non lasciar sole le famiglie che hanno un malato grave all’interno del nucleo familiare e l’acquisto  di un pulmino per malati che devono affrontare lunghi viaggi per sottoporsi a cure e terapie necessarie.

Lo scorso novembre ha posato insieme alla figlia Viola per il calendario dal titolo “Tutto l’amore di un padre”.

Dedicandolo proprio a lei, realizza lo scatto più rischioso a Natale: “sott’acqua per decine di secondi, in apnea”.

Con lei è rinato, crede di essere guarito dal momento che tutta la sua vita è la figlia, che gli da la forza di sorridere ogni giorno e affrontare le difficoltà della malattia.

Una storia commovente arrivata sino al Papa che ha voluto incontrarlo assieme alla sua Viola impartendogli la sua benedizione.

Anche le più alte cariche dello Stato l’hanno incontrato. Dalla presidente della Camera Laura Boldrini che gli ha omaggiato un sigillo in bronzo e oro al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.

Sul web ha iniziato a raccontare la sua storia da un letto di ospedale sin dai primi ricoveri talvolte tramite immagini forti per sensibilizzare e far capire alle persone di come siano importanti certi valori nella vita.

Una bella storia quella di Ivan Cottini, la voglia di vivere e sorridere che grazie alla figlia Viola oggi ha ritrovato.

Enrico Sanchi

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