Le Fake News creano disinformazione. Ce ne parla Marco Camisani Calzolari

Marco Camisani Calzolari è un luminare esperto di fake news nella parabola decadente della società contemporanea.

Si potrebbe dire che è una “eminenza” nello studio del settore digitale.

Insegna all’Università Europea di Roma e Londra nel primo corso universitario dedicato al fenomeno che tanto fa discutere spaccando l’opinione pubblica.

Di recente ha partecipato ad un incontro organizzato dalla Commissione del Parlamento Europeo istituita per contrastare il fenomeno delle fake news.

Camisani Calzolari ha realizzato molti tra i primi siti italiani di media radiofonici e televisivi come MTV.

È Advisor per la Comunicazione Digitale di BIG COMPANIES.

Chi più di lui conosce il passaggio dal modus operandi della tradizione imprenditoriale e l’industria dell’informazione 4.0.

Ha collaborato con editori dell’informazione a livello globale, come il gruppo che gestisce il Financial Times.

Le sue competenze spaziano dal giornalismo standard dell’editoria cartacea fino all’intrattenimento.

Lo testimonia la partecipazione in qualità di “Super Esperto” in programmi televisivi come “Striscia la Notizia” e “Pronto Soccorso Digitale”.

Quest’ultima è una rubrica che va in onda ogni sabato mattina alle 10.20 su Raiuno all’interno del programma “Uno Mattina in Famiglia”.

Nel 2008, pubblica “Impresa 4.0”, un volume pubblicato 10 anni fa che risulta antesignano rispetto a ciò accade oggi. In seguito, ha scritto altre pubblicazioni dai titoli “Fuga da Facebook” (2012)  e “Pronto Soccorso digitale per le aziende” (2015).

Il titolo del meeting, che si è svolto lo scorso 8 maggio all’Università “Bicocca”, è “IKNOW: BUSINESS DIGITAL COMMUNICATION”.

La falsificazione delle notizie su un personaggio pubblico, è ormai diventata un’ordinaria “inquisizione” mediatica.

Che esso sia un politico di cui non si condivide la linea istituzionale o una celebrity che risulta “antipatica”, il risultato non cambia.

Si fabbricano notizie false perché si ha tutto l’interesse a screditare qualcuno dinanzi all’opinione pubblica.

Questa è l’espressione estremizzata di una società che ormai vive di parole 3.0.

Parole vuote, prive di contenuto, che circolano all’impazzata, senza un controllo, che a volte mirano a creare panico e confusione.

O semplicemente tendono a fomentare la macchina del gossip innescando l’ingranaggio della denigrazione.

Life&People Magazine ha colto l’occasione per intervistare il docente, durante il suo soggiorno a Milano.

L’argomento sono i rischi di una divulgazione prorompente ed inarrestabile, quella delle “false notizie”, in una società malata di potere.

È importante capire come da un punto di vista comunicativo le strategie manipolatorie abbiano una precisa ragion d’essere.

Professor Camisani Calzolari, che cosa sono le Fake News, da chi sono fabbricate e con quali intenzioni?

Per “Fake News” si intende una notizia o un’informazione distorta o mistificata. Essa viene distribuita per attirare l’attenzione del maggior numero di persone, al fine di perseguire uno scopo particolare, politico o economico.

Generalmente le fake news vengono in origine diffuse da fonti collegate ad agenzie di comunicazione, da agenzie di propaganda e giornali online. Spesso sono di scarsa qualità giornalistica.

Tuttavia, in certi casi, quelle stesse fake news sono riprese da canali provenienti dal mondo dei media tradizionali, quali televisione o giornali cartacei, creando così grande difficoltà al senso critico e all’esegesi delle fonti attendibili dell’intera cittadinanza e colpendo in particolare la fascia di popolazione intellettualmente debole.

Le ragioni? Varie, tra cui influenzare l’opinione pubblica, influenzare il mercato e i decision maker, monetizzare il traffico o fare character Assassination.

Fino a che punto le false notizie possono diventare devastanti?

La storia delle fake news è fatta di Re che hanno abdicato. E ancora, di presidenti non eletti, opinione pubblica rovesciata, guerre e altri tragici eventi.

Lei ha lavorato al fianco di autori televisivi di numerosi programmi di “infotainment”. Ma è stato anche autore di editori che dirigevano colossi del giornalismo, come “Financial Time”. Cosa cambia nel passaggio dalla televisione di alcuni fa a quella attuale?

Dipende da quale televisione e da quale nazione.

In Italia credo che tra quelli più avanti ci sia Antonio Ricci. Loro, peraltro, con Striscia la Notizia sono stati i primi a occuparsi di Fake News nella TV popolare.

Per il resto la TV oggi è anche un profilo privato di video su youtube, ovvero la TV di mio figlio di 6 anni. Ma c’è ancora quella tradizionale, di flusso, sull’etere, purché sia di qualità.

Marco Camisani Calzolari ci racconta la sua esperienza a “Striscia La Notizia” e a “Uno Mattina in Famiglia”?

Ho avuto l’opportunità di vedere due mondi molto diversi tra loro.

Qual è meglio? Ovvio, quello in cui rimarrò l’anno prossimo. Chi vivrà vedrà.

Quali sono le differenze tra il giornalismo britannico-americano e quello presente nel resto d’Europa?

In generale, il sud Europa è più leggero e meno accurato nel dare notizie.

Mentre nel nord Europa sono tutti molto più attenti ai dettagli. Forse perché passano più tempo al chiuso? Chi lo sa…

In conclusione, quale piega sta prendendo oggi la società digitale. Cosa ci aspetteremo nel prossimo futuro?

Nuove logiche, nuovi lavori e una nuova umanità.

Bisogna preparare i nostri figli per il mondo in cui vivranno tra 10 o 20 anni.

Ma purtroppo vedo ancora famiglie che non comprano lo smartphone ai propri figli sino a quando hanno 14 anni.

E altre che non hanno idea di come stia cambiando la società.

Uno dei miei obiettivi è alfabetizzare e diffondere il verbo del digitale.

Che piaccia o meno quello è il presente ma soprattutto il futuro dietro la porta.

Enrico Sanchi

Condividi sui social
Per non perdere gli articoli di Life & People seguiteci su Google News