Ci sono luoghi dove è facile sentirsi a casa, con i vantaggi di poter godere di un esterno incantevole e di una ristorazione eccellente, oltre che di un’atmosfera riservata e di relax. Proprio come l’Isola Sacra Hotel, lussuoso hotel a Fiumicino 4 stelle, situato nelle vicinanze dell’aeroporto “Leonardo Da Vinci”.

L’hotel 4 stelle situato a Fiumicino prende il nome proprio dall’Isola Sacra,

l’isola artificiale di circa 12 km quadrati sorta presso la foce del Tevere a seguito dell’apporto di materiali fluviali.

Un vero e proprio canale navigabile scavato nel I sec. d.C. per collegare il fiume al porto imperiale di Traiano.

Il luogo fertile e coltivato produceva in passato una specie di fiori da cui deriva l’antico appellativo “Libanum Almae Veneris”, il giardino fiorito di Venere.

104 camere da letto, completamente climatizzate, insonorizzate e dotate di connessione wi-fi gratuita, suddivise in Classic e Superior e tre luxury Suite e Junior Suite sono la preziosa cornice di un soggiorno indimenticabile.

Le stanze superior dell’ hotel 4 stelle di Roma dispongono anche di un delizioso balcone, l’ideale per godersi il fantastico clima temperato della zona.

Life&People incontra Massimiliano Cozzi, proprietario dell’hotel Isola Sacra, in occasione del fashion show di Manuele Canu, svoltosi lo scorso 24 luglio.

Entrando nel lussuoso hotel si percepisce fin da subito come l’arte dell’ospitalità italiana giochi davvero una carta importante in questo luogo. Un vero e proprio prestigioso Hotel 4 stelle in provincia di Roma.

Da quando è proprietario di questa struttura?

Abbiamo aperto l’Hotel Isola Sacra nel 2000 proprio in occasione del Giubileo. In origine nasciamo come hotel 3 stelle. Nel 2010 arriviamo ad ottenere le 4 stelle inglobandoci al brand Golden Tulip.

Nel 2019 avviene una svolta importante: diventiamo un albergo indipendente e prendiamo il nome Hotel Isola Sacra. Questa scelta deriva dal territorio in cui ci troviamo, richiama il nome scelto nel 2000 attraverso la nostra storia famigliare aziendale. Siamo il più importante Hotel a 4 stelle a Fiumicino.

Isola Sacra evoca subito qualcosa di misterioso…

In realtà il nome sacro per gli antichi romani significava magico. C’è un legame davvero particolare tra la nostra struttura e il territorio. Dove sorge il nostro ristorante in passato c’era il mare.

Un canale navigabile infatti, al tempo dell’antica Roma, collegava il fiume al porto Imperiale.

A quell’epoca l’Isola occupava i tre quarti della superficie attuale, grazie ai materiali alluvionali depositati sul fiume Tevere. Successivamente il mare si è ritirato e la zona bonificata.

Cosa significa poter offrire la migliore soluzione di confort e di relax per i vostri ospiti che soggiornano presso l’hotel?

Questo è proprio uno dei motivi che ci ha spinto a diventare un hotel indipendente e non parte di una catena alberghiera. Ogni struttura può esprimere al meglio la propria ospitalità. Avendo solo 104 camere possiamo offrire un servizio altamente personalizzato.

Il nostro staff ha una confidenza professionale nei confronti degli ospiti. La hall è molto grande, vantiamo la presenza di un giardino e di una piscina esterna per il relax dei clienti.

Ci configuriamo come Hotel dell’aeroporto di Fiumicino, data la nostra vicinanza.

Com’è stata concepita la struttura?

L’architettura dell’albergo è ispirata alle antiche ville romane. Il giardino curato e la piscina scoperta al centro del parco è circondata da ampi porticati

Molti degli ospiti provengono dall’aeroporto di Fiumicino e la cosa che maggiormente desiderano è il relax.

L’accoglienza che vogliamo offrire parte dalla professionalità dei nostri collaboratori. Il cliente deve sentirsi gratificato, protetto, accudito in ogni fase del soggiorno.

Come avete cercato di risolvere la problematica dell’accoglienza legata al covid-19?

Mi piace affermare che c’è un Hotel Isola Sacra prima e post coronavirus. Con l’arrivo della pandemia come proprietà ho chiesto al mio staff se si sentiva di lavorare o meno.

Abbiamo stabilito di rimanere aperti perché un vero hotel non chiude mai. L’amministrazione era operativa così come l’ufficio booking, i nostri clienti avevano la necessità di soggiornare. Siamo stati uno dei pochi hotel aperti durante il covid.

Chi fra questi?

C’erano molti medici che non volevano tornare a casa per il rischio di contagiare le proprie famiglie, persone che non avevano i voli di rientro per tornare a casa.

Il fatto di essere operativi ci ha permesso di fare subito un’ accurata attività di prevenzione.

Dopo l’arrivo dei vari decreti abbiamo attuato prontamente le procedure di pulizie, i percorsi differenziati, la manutenzione dei condizionatori, ecc. Ora siamo nettamente in vantaggio rispetto alle altre strutture.

Su quale offerta puntate?

Stiamo già riprogrammando la stagione 2021. Abbiamo aperto la piscina al pubblico e offriamo una varietà di offerta gastronomica nel nostro ristorante, anch’esso aperto agli ospiti esterni dell’hotel.

Abbiamo stretto dei nuovi contatti con tour operator, persino il turismo congressuale sta riprendendo vita.

Certamente bisogna formulare gli eventi in maniera diversa rispetto a prima.

Come la splendida sfilata di Manuele Canu organizzata a bordo piscina. Anche la moda può servire per ripartire?

Assolutamente, oserei dire che moda e turismo sono un binomio vincente! L’incontro con Canu nasce alla fine del 2019 perché volevamo creare un corner all’interno della nostra struttura dedicato all’esposizione delle sue creazioni.

Quando abbiamo immaginato di organizzare un evento estivo abbiamo pensato subito di coinvolgerlo.

Lo stilista è rimasto entusiasta nel poter fare un fashion show live.

La voglia di ripartire era forte per entrambe le realtà. Moda e turismo vanno di pari passo, sono le cose belle che ci fanno godere la vita. Il viaggiare, il vestirsi bene e anche il mangiare.

Perché avete scelto proprio il nome “Dehor” nell’invito al defilè?

Dehor vuole far risaltare il nostro spazio esterno, quindi il giardino e la piscina, volevamo dare enfasi a ciò che esiste al di fuori dell’hotel. E’ un nome riconoscibile in tutto il mondo.

Certamene ci sarebbe piaciuto organizzare una sfilata con 200 ospiti, ma le 70 persone intervenute, tra cui Junior Cally, che qui da noi è di casa, erano quelle giuste. La risonanza a livello mediatico è stata forte.

A quando i prossimi eventi?

Vorremo ripetere l’evento con Canu il prossimo anno. A Ferragosto organizzeremo invece un pool party nel rispetto delle normative anti Coronavirus.

Fiore all’occhiello della vostra struttura è il ristorante. Su quali specialità puntate?

Cerchiamo di creare dei piatti stagionali in relazione alle materie prime.

Ciò richiede un po’ di lavoro in più, ma è molto gratificante. Il menù viene cambiato ogni sei mesi, la cucina di pesce vanta degli abbinamenti al mondo vegetale.

Abbiamo però sempre una continuità di piatti. In estate si trova tutto. Lo chef resident è Simone Sanna.

Riusciamo ad offrire materie prime di qualità grazie al pesce fresco preso all’asta a Fiumicino, alla produzione locale di frutta e verdura e ai vini ed oli biologici locali al fine di offrire una ristorazione di qualità.

Quale filosofia di lavoro ha instaurato con i suoi dipendenti?

Non amo definirli dipendenti perché con il mio team condividiamo i medesimi obiettivi tra proprietà e collaboratori. Il nostro traguardo da raggiungere ora è la fine della pandemia.

Sono un ottimista, facciamo il meglio ogni giorno nell’ottica di una pronta ripartenza. E quando capita un momento di malinconia e di sconforto c’è sempre la nostra cantina che ci sostiene e ci accoglie!

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