Candida Livatino si occupa con passione dei segreti della scrittura. Ne studia i segni: minuti, discendenti, rovesciati, filiformi, oscuri o profusi, che sono come il codice dell’anima di Hillman: ci appartengono tutti infinitamente e raccontano di noi o del nostro stato d’animo.

Quando scriviamo a mano, infatti, finiamo per tracciare sulla carta anche i nostri tratti psicologici.

Nel libro, edito dalle edizioni Mursia, «Dagli scarabocchi alla firma. La grafologia rivela chi sei», Candida Livatino offre al lettore le nozioni affascinanti, quanto criptiche, di una scienza misteriosa.

Giornalista, perito grafologo specializzata nell’analisi della scrittura e nei disegni dell’età evolutiva, Candida Livatino collabora con le testate giornalistiche del gruppo Mediaset.

I segreti della scrittura nell’intervista esclusiva a Candida Livatino

Candida Livatino, ci spieghi meglio in che cosa consiste la professione di perito grafologa?

L’analisi grafologica viene utilizzata in diversi campi: nelle dispute giudiziarie per verificare la veridicità o meno di uno scritto o di una firma, nella selezione del personale, per valutare le potenzialità del candidato, nella definizione del profilo di personalità, come supporto per la scelta dell’indirizzo scolastico per le superiori ed anche in altri ambiti.

Alla professionalità del grafologo è delegato il compito di rispondere a questi quesiti.

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Su cosa si basa l’analisi grafologica?

Si basa sull’analisi del testo che si articola in tre momenti: l’osservazione, l’analisi dei segni e la sintesi.

Le prime indicazioni derivano dalla visione del testo per quanto concerne il suo posizionamento sul foglio rispetto ai margini, la pressione esercitata dalla penna, l’allineamento al rigo, gli allunghi, la forma delle lettere ed altro.

L’analisi dei segni, valutati secondo una scala, presuppone un lavoro certosino ed offre altre indicazioni.

Alla fine, come in un puzzle, si mettono insieme i vari elementi, che a volte possono anche non essere coerenti fra loro e si delinea la personalità dello scrivente.

La firma, spesso diversa dal testo, aggiunge altre informazioni su come il soggetto si relaziona nel sociale.

Lei sostiene che la grafologia ci aiuti, in fondo, a conoscere meglio la nostra anima. In che modo?

Aiuta a conoscere meglio le persone con le quali ci relazioniamo, a capire se sono leali o bugiarde, ciniche o portate ad aiutare gli altri, delicate nei sentimenti oppure rudi, flemmatiche o aggressive e via dicendo.

Ci può, però, anche essere di aiuto per una auto analisi, soprattutto grazie a quei segni che sono legati ad una situazione contingente.

Perché siamo attirati da una penna di un determinato colore?

La scelta della penna, (a sfera, stilografica, pennarello, matita) è già indicativa del carattere di un individuo, se ha energia o attenzione all’estetica, se è determinato o insicuro.

Il colore dice se la persona è passionale o chiusa, dotata di immaginazione, idealista, portata al misticismo, incapace di prendere decisioni e molto altro.

Cosa si nasconde dietro a uno “scarabocchio”?

Gli scarabocchi sono frutto di qualcosa che abbiamo dentro e che vuole uscire.

Mentre siamo al telefono o in riunione, con la mente rivolta a quanto stiamo sentendo, la mano scorre senza inibizioni né limiti e dà libero sfogo alle pulsioni e alle fantasie.

Nel libro vengono analizzati gli scarabocchi più ricorrenti ed è veramente interessante capire cosa nascondono.

Nel suo libro ha analizzato anche personalità politiche come Borsellino, Moro e Falcone. Cosa può raccontarci del loro carattere?

Riassumere in poche righe il profilo dei magistrati eroi del nostro tempo è impossibile.

In loro si ritrovano caratteristiche quali fermezza, generosità, rifiuto del compromesso, razionalità ma anche intuito.

Qualità che emergono anche dalla grafia di mio cugino Rosario Livatino (presente nel libro), che fra pochi mesi verrà beatificato.

Molto interessante è anche l’analisi della lettera scritta da Aldo Moro durante la prigionia, che evidenzia lo stato di forte tensione emotiva che stava vivendo.

Ci parli anche di Trump: dall’analisi grafologica cosa si evince della sua personalità?

Di Donald Trump ho analizzato la firma, ma è più che sufficiente! E’ angolosa, anzi spigolosa.

Le punte delle lettere sono come delle lance pronte a colpire il nemico.

Rispecchiano molto bene la sua aggressività verbale e la scarsa disponibilità a prendere in considerazione i pareri altrui.

Nel suo libro troviamo anche una figura di spicco nel panorama politico attuale, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. L’Italia è nelle mani di un leader?

Anche per quanto riguarda Giuseppe Conte ho preso in esame la firma.

Ne esce l’immagine di una persona che verifica tutto, portata alla mediazione, ma anche capace di reagire in maniera decisa, addirittura aggressiva, se viene attaccato o ha accumulato troppa tensione.

 Cosa ci può dire della personalità di D’Annunzio? Sciupafemmine, dandy, ma anche vate d’Italia.

Le prime caratteristiche che emergono dalla grafia di D’Annunzio sono l’ambizione e l’egocentrismo.

Si evidenziano anche estroversione e notevoli capacità comunicative, ma anche una certa fragilità interiore, per certi versi inaspettata.

Ovviamente non mancano, anzi abbondano,  sensualità ed erotismo.

Ha scritto approfonditamente di calciatori come Ronaldo e Totti: ci parli della loro personalità.

Cristiano Ronaldo è mosso da un’ambizione che non trova mai appagamento.

E’ perfezionista ed autocritico. Emerge anche un rapporto controverso con la figura paterna.

Francesco Totti è caparbio e determinato, poco propenso a cambiare idea.

Un altro aspetto interessante del suo percorso è l’analisi della scrittura di Giacomo Rossini, celebre operista, ci racconti meglio…

Un’intelligenza vivace, con doti intuitive e capacità di sintesi: sono questi i tratti che si evidenziano nella scrittura di Rossini.

In lui c’è un mix di ostentazione e di insicurezza, c’è energia ma anche una tensione emotiva che lo porta ad avere scatti di collera.

L’inquietudine è il suo tratto distintivo.

Che messaggio vuole dare ai nostri lettori?

Innanzitutto di non perdere l’abitudine di scrivere a mano, perché genera molti benefici, come spiego nella parte iniziale del mio libro.

Leggerlo aiuta a capire gli altri, ma anche se stessi.

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