Classe 1990, Achille Lauro non è più soltanto un rapper italiano. Grazie alla 70esima edizione del Festival di Sanremo, è entrato di diritto nell’olimpo dei grandi che hanno calcato il Teatro Ariston e che hanno lasciato qualcosa di concreto in eredità.

Nato a Verona ventinove anni fa, compirà trent’anni il prossimo 11 luglio. Achille Lauro all’anagrafe Lauro de Marinis, lo scorso anno ha già calcato il palcoscenico sanremese portando il brano “Rolls Royce“, una partecipazione di certo non epocale come quella appena conclusa.

Achille Lauro, gli esordi nel mondo della musica

A 14 anni Achille Lauro vive già solo, insieme al fratello maggiore da cui eredita la passione per la musica. Producer per la crew Quarto Blocco, inizia il percorso nel mondo del rap underground e punk rock. I rapporti con la famiglia sono travagliati. La madre è attualmente amministratrice dell’agenzia di Lauro, la No Face Agency, mentre il cantante ha chiuso ogni tipo di contatto con il padre.

Con il producer Edoardo Manozzi, in arte Boss Doms, ha partecipato all’edizione del 2017 di Pechino Express come coppia dei Compositori, riuscendo a posizionarsi al terzo posto. A gennaio 2019, prima della sua prima partecipazione al Festival, ha pubblicato la sua autobiografia “Sono io Amleto” edita da Rizzoli.

Achille Lauro Sanremo 70 Life&People Magazine Lifeandpeople.it

Sono già tante le canzoni famose di Achille Lauro. Sono conosciute tra i fan, gli appassionati o semplicemente chi ha imparato ad ascoltarlo in queste sere: Delinquente, 1969, C‘est la vie, Mamacita o 1990.

“Non penso di essere fuori posto a Sanremo. Il pezzo è trasversale, può piacere a tutti. Nasce con una chitarra scordata, un taccuino e una penna. Poi l’abbiamo finalizzato in una villa che prendiamo proprio per creare musica.

 

Insieme a 20-30 musicisti, senza essere contaminati dalle mode abbiamo pensato solo a quello che potesse piacere a noi”. Con queste parole il cantante parlò della sua partecipazione all’edizione numero 69 del Festival.

Uno stile eclettico e diverso che punto all’effetto sorpresa

Achille Lauro non punta solo su voce e testi per lasciare dentro qualcosa. Pur emergendo dall’underground rap, si è infatti evoluto in qualcosa di molto più potente. Le sonorità cui si rifà la sua musica, godono di una forte influenza della trap.

Achille Lauro travolto dallo scandalo, Sanremo 2019 e lo spettro della droga

Il primo Festival trascinò il giovane cantante in una forte polemica. Fu Striscia la Notizia che, nel dedicargli numerosi servizi, lanciò precise accuse legate alla partecipazione ma non solo.

In seguito, il programma Mediaset potrò avanti la teoria secondo cui la canzone presentata da Lauro fosse un “inno all’ecstasy”, dal momento che alcune pastiglie di MDMA hanno impresso il logo della Rolls-Royce.

Fu il direttore artistico Claudio Baglioni a porre fine alle polemiche precisando che Achille Lauro stava semplicemente raccontando la vita da rockstar.

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Me ne frego, il Sanremo 2020 di Achille Lauro

La canzone di Achille Lauro a Sanremo 2020 non è stata solo una canzone, potrebbe essere definita come una scelta di vita. Un testo duro, di denuncia verso se stessi quando troppo innamorati per capire, accompagnato da quattro look diversi, uno per ogni serata per far in modo che a nessuno sfuggisse il senso di tutta la partecipazione a questo Festival.

Dopo essersi spogliato dei beni terreni nella prima serata come San Francesco, nella seconda ha portato sul palco Ziggy Stardust di David Bowie, poi una griffatissima Marchesa Luisa Casati Stampa fino a lasciare a bocca aperta tutto l’Ariston con il look della finale quando si è trasformato in Elisabetta I, la regina vergine d’Inghilterra.

Achille Lauro non è più il giovane cantante di Rolls Royce, è un moderno Renato Zero. E’ un uomo che vuole valorizzare la propria femminilità nell’assoluto rispetto delle donne. E’ un ragazzo che vuole sconvolgere con gusto, con arte e che non teme di non essere compreso come accaduto durante la serata inaugurale del Festival di Sanremo quando la tuta con cui si è esibito ha scioccato e fatto discutere.

Achille Lauro è un ragazzo con tanto da mostrare e con qualcosa da trasmettere e lo ha dimostrato interpretando al femminile il brano di Mia Martini che ha portato nella serata dei duetti. C’è solo da imparare.

 

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