È di spalle, con i suoi capelli inequivocabilmente biondi e raccolti in un cappello nero da cui scende un velo di tulle dello stesso colore; a coprire le procaci forme solo un asciugamano da doccia. Nell’indimenticabile scena del film “8½”, in cui Sandra Milo, – nei panni di Carla. -, cerca di assecondare i maliziosi desideri di un regista in cerca di ispirazione, impeccabilmente interpretato da Mastroianni, vi è tutta l’essenza di una attrice che in questi giorni si è spenta all’età di 90 anni. Un vuoto quello che Sandrocchia, come l’aveva soprannominata Fellini, lascia non solo nel mondo dello spettacolo ma anche nella quotidianità di chi ha saputo vedere oltre quella ‘stridula’ risata da civettuola. Ma lei sciocca, sebbene la sua voce lo lasciasse intendere, non lo era affatto e ripercorrere la biografia di Sandra Milo significa rivivere un pezzo di storia del cinema.

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Nota al mondo per essere la musa di Fellini, Salvatrice Elena Greco,

– questo il suo vero nome, in quanto primogenita, come voleva la tradizione siciliana -, nasce a Tunisi l’11 marzo 1933. A far da sfondo all’infanzia e adolescenza di Sandra, è, però, la Toscana, tra il borgo di Vicopisano e Viareggio. Cresce con la madre dopo che il padre, arruolatosi, non era più tornato a casa alla fine della seconda guerra mondiale. Dunque, l’indipendenza e la capacità di badare a sé stessa senza dover far affidamento economicamente ad un uomo la Milo ce le aveva nel sangue, preziosa eredità materna e, quell’autonomia la raggiunge ben presto.

biografia storia Sandra Milo | Life&People MagazineDopo una prematura e brevissima parentesi matrimoniale che la vede sposare il marchese Cesare Rodighiero in abito azzurro, – a causa delle condizioni di salute del nonno verso cui il bianco sarebbe stato poco rispettoso -, e separarsi da esso dopo solo venti giorni, la giovane Sandra dà inizio alla sua carriera. Ha appena quindici anni quando queste nozze le stravolgono la vita senza impedirle, però, di trovar lavoro. Così arriva il primo impiego, a Milano, come modella, sebbene posare, alla bionda futura musa di Fellini, non piaccia particolarmente. Tuttavia, è proprio ad un servizio fotografico realizzato a Roma che Salvatrice deve il nome d’arte con cui il mondo l’ha conosciuta. Posava coperta di foglie e la stampa dell’epoca la definì La Milo di Tivoli, alludendo al luogo in cui era stato allestito quel set.

Quando approda sul grande schermo non è ancora nota al pubblico

con l’appellativo che le darà solo successivamente Fellini, suo regista e grande amore ‘segreto’. Nel 1955, quando esordisce come attrice al fianco di Alberto Sordi in “Lo scapolo”, è ancora ‘semplicemente’ Sandra Milo. La sua voce da eterna bambina, tuttavia, contrastata da una fisicità prorompente di donna, la rendono subito desiderata e ricercata per molteplici ruoli cinematografici. È perfetta nei panni di una prostituta, in “Il generale Della Robere” di Roberto Rossellini, così come le calza a pennello il personaggio che interpreta, nel 1960, in “Adua e le compagne” di Pietrangeli. Sarà quest’ultimo a dirigere la Milo anche in “Fantasmi a Roma”, l’anno successivo, con Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni.

biografia storia Sandra Milo | Life&People MagazineMa recitare al fianco di ‘mostri sacri’ del Cinema ha i suoi svantaggi e ad un certo punto qualcosa va storto nella carriera di Sandra. “Vanina Vanini”, di Rossellini, è il titolo del film incriminante che costò all’attrice brutali critiche culminate nel poco felice soprannome di Canina Canini. Pare che in quella pellicola la Milo non fosse piaciuta neanche un po’ e, ferita da ciò che si disse di lei, decise di abbandonare le scene. A farle cambiare idea segnando la vera svolta della sua carriera è Federico Fellini. Il grande regista di Rimini entra in gioco nel 1963 scegliendo quella che diventerà la sua Sandrocchia per il ruolo di amante del protagonista di “8½”.

Attrice versatile e capace di vestire i panni di personaggi femminili complessi,

la ritroviamo in altri capolavori felliniani quali “Giulietta degli spiriti” e “La Dolce Vita”. Dal set alla vita privata, il regista e la sua musa hanno tenuto desta la curiosità di giornalisti e paparazzi per ben diciassette anni, senza mai venire allo scoperto. Finchè, solo dopo molti anni, Sandra Milo ha rivelato al pubblico la sua storia d’amore clandestina con Fellini, accettata in silenzio da Giulietta Masina, moglie di Federico. Ma se per la bella attrice quello era il grande amore, per l’affermato regista dell’onirico, Sandrocchia era la passione e l’evasione dalla quotidianità a cui lui non avrebbe potuto rinunciare.

biografia storia Sandra Milo | Life&People MagazineEd è per questo che, nonostante i ben settanta film alle spalle che l’hanno vista interprete anche per Roberto Rossellini, Antonio Pietrangeli, Sergio Corbucci, Luigi Zampa, Dino Risi, Luciano Salce, Duccio Tessari, Pupi Avati, e Gabriele Salvatores, La Milo di Tivoli si è spenta con un solo nome nel cuore: quello di Federico Fellini. Che musa e maestro possano, ora, finalmente rincontrarsi in un sogno, proprio come avveniva nei film del più rivoluzionario di tutti i cineasti.

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