Se nel 1937, la povera Biancaneve si è ritrovata a far da colf ai sette nani, tredici anni, dopo Cenerentola sposa un Principe grazie ad una bella décolleté in cristallo con tanto di tacco. Verrebbe da dire, dunque, che ogni Principessa è figlia del suo tempo e la centralità della scarpetta nella favola Disney del 1950 potrebbe aver a che fare con una tendenza che segna la moda di quegli anni. È, infatti, il 1946 quando Christian Dior fa sfilare  modelle su un vertiginoso tacco a spillo, innovazione la cui storia affonda le sue radici in tempi ben più remoti.

storia tacco a spillo | LIfe&People Magazine

Dal teatro dell’antica Grecia ai soldati persiani

<<Non so chi abbia inventato il tacco alto, ma le donne gli devono molto>>,

affermava Marilyn Monroe. Ciò che forse Norma Jeane non sapeva è che in principio le scarpe con rialzo, nate oltre duemila anni fa, vengono indossate dagli uomini. Appannaggio, quindi, solo dell’universo maschile, già nell’antica Grecia, calzature con suola alta appaiono indosso agli attori durante le rappresentazioni teatrali. A seconda dell’importanza del ruolo interpretato sembra che la scarpa fosse più o meno alta. Un tacco di ben dieci centimetri a quell’epoca è considerato sinonimo di prestigio sociale e sarà poi nel XV secolo che acquisisce, invece, una funzione militare. I soldati persiani avevano, infatti, necessità di fissare i piedi nelle staffe per mantenersi sulla sella mentre erano in movimento e i tacchi sembrano giungere in loro soccorso a tale scopo.

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I tacchi nell’aristocrazia europea

Il merito di aver portato in Europa quest’usanza è riconosciuto al soldato Shah Abbas che all’epoca guidava la più grande cavalleria del mondo. È lui a mostrare agli aristocratici europei le sue scarpe con tacco come un simbolo di potere e mascolinità. Ad innamorarsene più di tutti è il francese Re Luigi XIV che, nel 1673, fa realizzare il primo paio di scarpe con tacchi e suole rosse, proponendo il suo modello come antesignano delle amatissime e inconfondibili Louboutin.

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Una sola differenza: ad indossarle, alla corte di Francia, è un uomo e non una donna. Situazione, quest’ultima, che inizia a cambiare verso la fine XVII quando nella moda borghese femminile europea fa capolino il tacco alto recuperando la sua antica funzione simbolica come indicatore di elevato status sociale. Pare che alcune calzature indossate dalle nobildonne fossero talmente alte da costringere le ricche signore ad appoggiarsi, durante le loro passeggiate, a cameriere e dame di compagnia.

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Dior crea il primo tacco a spillo

La svolta decisiva avvenne tra l’800 e il ‘900, in epoca vittoriana, con l’abbandono da parte dell’universo maschile delle scarpe con tacco che diventano accessorio esclusivo femminile sempre più in voga. E, sebbene taluni attribuiscano a Salvatore Ferragamo i primi studi sulla perfetta distribuzione del peso sull’arco plantare, funzionali all’assottigliamento del tacco, è opinione comune che ad  inventare il tacco a spillo sia, nel 1954, Roger Vivier, allora designer di Christian Dior.

 LIfe&People MagazineScarpe, quelle create dalla nota maison francese, che però presentano un problema strutturale a causa dei tacchi sottili in legno troppo fragili e scomodi. A trovare una soluzione ci pensò, in realtà, un anno prima, l’italiano Armando Pollini che crea una base in alluminio, più resistente, a corredo del tacco in legno, che gli permette di fabbricare una solida calzatura alta fino a otto o dieci centimetri.

Emblema del New Look nel dopoguerra

L’intuizione di Pollini consente, così a Dior di lanciare ufficialmente le sue scarpe con tacco alto che, negli anni, ’50, insieme all’iconica gonna a ruota, diventano simbolo del cosiddetto rivoluzionario New Look, affermatosi nel secondo dopoguerra.

storia tacco a spillo | LIfe&People MagazineAnni in cui dive del cinema sfoggiano vertiginosi tacchi a spillo che slanciano la silhouette creando quella curvatura del piede considerata molto seducente. All’epoca, la punta della scarpa è ancora arrotondata e sarà nel decennio successivo che si assottiglia fino a raggiungere la forma del modello che oggi conosciamo e vediamo in passerella.

La cultura hippie e le femministe contro i tacchi

Non è difficile immaginare che le correnti stilistiche hippie, che attraversano gli anni ’60 e ’70, determinino un declino del tacco a spillo in favore dell’alternativa e comoda zeppa. Solo una breve pausa, però, per il modello di scarpa Dior che, già nel 1974, ispira Manolo Blahnik nella creazione una scarpa iconica con tacco a spillo. A minare la rinascita di quest’ultimo sono, ora, le femministe che additano le seducenti scarpe alte come simbolo di un feticcio maschile, nonché emblema della mercificazione del corpo della donna.

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Simbolo di donna in carriera dagli anni ’90

Convinzioni che, tuttavia, non trovano grande appoggio e lasciano spazio, invece, negli anni ’80 ad un’immagine di donna in carriera che attraversa l’ufficio proprio su eleganti tacchi a spillo. Complice della diffusione di un’idea di sexy business woman, la carrellata di film che schierano un esercito di star come Melanie Griffith, Kim Basinger fino ad arrivare a Sarah Jessica Parker, pronte ad avvalersi del ‘potere’ del tacco a spillo.

 LIfe&People MagazineArma di seduzione, in passato status symbol, oggi lo stiletto, alto e sottile come non mai, resta un intramontabile classico nel guardaroba di una donna. Una scarpa, quindi, da non ‘perdere’ assolutamente, ad eccezione di un solo caso: a ritrovarla sia un Principe!

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