È stata prorogata fino al 28 gennaio la prima retrospettiva italiana “Philippe Halsman Lampo di Genio”, in mostra ai Musei di Roma Trastevere da luglio scorso. L’esposizione, a cura di Alessandra Mauro, si è sviluppata con l’obiettivo di raccogliere le grande produzione del ritrattista attraverso una restituzione pregnante e, al contempo, ironica. L’idea nasce grazie alla collaborazione con l’Archivio Halsman, con sede a New York, ed è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Giochi di luce e trame surrealiste negli scatti di Halsman

Le origini di Philippe Halsman sono legate alla città di di Riga, in Lettonia. L’inizio della carriera fotografica coincide con il trasferimento dal paese di origine a di Parigi. Infatti, durante gli anni Trenta, le sue prime pubblicazioni sono rintracciabili all’interno di grandi testate moda. Il periodo incerto degli anni Quaranta e le sue origini ebraiche, lo costringono a trasferirsi negli Stati Uniti, aiutato dal fisico tedesco Albert Einstein, con il quale aveva stretto un rapporto di amicizia. L’allontanamento dall’Europa non frena la vena creativa ma conduce il fotografo verso ulteriori collaborazioni a New York e a Hollywood, dove entra in contatto con il mondo del cinema.

mostra Philippe Halsman Lampo di Genio | Life&People Magazine

Sono oltre cento le fotografie esposte nella mostra “Philippe Halsman. Lampo di genio”,

e racchiudono la poetica del ritrattista naturalizzato statunitense. Gli scatti, realizzati in bianco e nero e a colori, narrano le relazioni interpersonali e lavorative del fotografo con figure iconiche come Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Brigitte Bardot e l’amico Albert Einstein. Peculiari i giochi di luce creati da Halsman: i ritratti in bianco e nero si caratterizzano per il loro contrasto elevato. Anche gli scatti a colori rispecchiano lo stile ironico del fotografo: rossetti rosso vivo, abiti magenta e sfondi blu cobalto contribuiscono a creare le stesse atmosfere surrealiste che rendono unici i quadri di Salvador Dalì, più volte ritratto. Iconica la tecnica dello jumpology, che coglie i protagonisti delle immagini in pose ironiche e sbarazzine durante salti studiati sui set e all’aria aperta. Da questa invenzione, nel 1959 nasce anche lo Jump Book, che custodisce oltre duecento ritratti di celebrità catturate durante il volo istantaneo.  

Philippe Halsman, Life and People

La caratterizzazione psicologica dei soggetti ritratti

L’obiettivo di Halsman non è la mera riproduzione fotografica, ma un’indagine profonda sulla psicologia dei propri soggetti. L’esplorazione caratteriale dei protagonisti si pone al centro dell’indagine creativa e antropologica dell’artista. Le composizioni sono studiate nei minimi dettagli: fondali, oggetti di scena bizzarri, animali; tutto conduce ad un universo fantastico e giocoso. Da questo punto di partenza, Halsman lascia che sia il pubblico a creare un collegamento tra la tecnica e la psicologia dell’individuo.

«Il risultato finale è un’altra superficie da penetrare, questa volta grazie alla sensibilità di chi guarda. Spetta infatti a lui decifrare l’inafferrabile equazione tra il foglio di carta fotografica e la profondità dell’essere umano»,

ha affermato il fotografo. 

Gli appuntamenti laterali della mostra

Per completare la panoramica, la mostra “Philippe Halsman. Lampo di genio è accompagnata da una serie di incontri. Si segnala la visita guidata con la curatrice Alessandra Mauro dell’11 gennaio. Tra sguardo e introspezione. Il ritratto fotografico è il titolo dell’incontro del 18 gennaio con gli esperti e docenti della Leica Akademie Italy, che analizzeranno a fondo la ritrattistica contemporanea. Segue l’evento gratuito “Cerco solo di vedermi”, che avrà come protagonista la fotografa Simona Ghizzoni, attiva nell’ambito delle ricerche femministe, in collaborazione con Leica Camera Italia. La mostra è nata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e con Contrasto che, oltre ad aver curato il catalogo, si è occupato della scelta delle immagini insieme all’Archivio Halsman di New York.

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