La guerra non è mai una soluzione. A ricordarlo è la Mostra di Yoko Ono, pronta ad aprire i battenti con una retrospettiva al Tate Modern di Londra e con un evento performativo in Norvegia: una vera full immersion in cui verranno passati in rassegna i momenti salienti dell’artista, musicista e attivista giapponese che, grazie al sodalizio con John Lennon, è diventata una delle principali sostenitrici della pace nel mondo. Oggi, con un’Europa falcidiata dal conflitto in Ucraina e preoccupata dalla tensione sempre più crescente nella striscia di Gaza, la lezione della nipponica è sentita più che mai. 

Tutto comincia dal bed-in

L’obiettivo dell’esposizione è quello di offrire un racconto puntuale e coerente del percorso dell’artista, divenuta nota al grande pubblico alla fine degli anni Sessanta, complice l’unione sentimentale (e artistica) con John Lennon, leggenda della musica nonché anima dei The Beatles, purtroppo assassinata l’8 dicembre 1980.

Mostra Yoko Ono Life&People MagazineI due, cavalcando l’onda mediatica determinata dal loro matrimonio, dominarono le pagine dei giornali proponendo campagne di attivismo pacifiste, inaugurando nel 1969 il cosiddetto “Bed-in” (storpiatura di sit-in), forma di protesta non violenta organizzata nel 1969 in dissenso contro il conflitto statunitense in Vietnam. Nello specifico, Yoko e John, in un vero e proprio happening, accolsero la stampa distesi nel letto della propria camera. Una modalità statica ma di grande potenza che ha trovato negli anni diverse imitazioni, tanto da portare la stessa protagonista a ricrearla nel 2018 davanti al Municipio di New York, alla presenza di Ringo Starr e dell’attore Jeff Bridges.

Mostra Yoko Ono Life&People MagazinePer motivazioni simili, esaltando le intuizioni dei pionieri del movimento Fluxus, Ono è passata alla storia per aver diffuso iconici cartelloni pubblicitari pro-pace contrassegnati dalla scritta “WAR IS OVER! If You Want It – Happy Christmas From John and Yoko”, preludio della commovente canzone “Happy Xmas”, ancora oggi considerata uno standard natalizio oltre che un capolavoro paragonabile solo alla superlativa “Imagine”, summa artistica dei due innamorati.

Peace is power

Quanto fatto con Lennon si rivela solo l’inizio di una strada attivista che contrassegnerà tutta la vita di Yoko Ono, recentemente tornata sotto i riflettori grazie a una nuova campagna di pace, il cui slogan ha raggiunto già più di cinquanta città nel mondo: “Peace is Power”. La scritta è apparsa recentemente anche in Norvegia grazie alla collaborazione con il Clear Channel e con il Nobel Peace Center di Oslo, enti che hanno contribuito anche alla realizzazione di una mostra performativa allestita nella Capitale nordica.

Mostra Yoko Ono Life&People MagazineDopo quasi vent’anni Yoko Ono porta dunque nuovamente in Danimarca le sue principali opere concettuali ed i suoi happening, coinvolgendo in prima persona i visitatori: sarà possibile prendere parte ad esempio a “Beat Piece”, la partitura musicale datata 1963 che suggerisce di ascoltare il battito del cuore, così anche a  “Laugh Piece” (1961), composizione che indica nello spartito di “continuare a ridere per una settimana”.

Le opere più controverse in esposizione al Tate Modern

La quintessenza della poetica di Yoko Ono arriverà poi al Tate Modern con un allestimento dal 15 febbraio al 1 settembre 2024. Secondo quanto dichiarato dai curatori, il percorso espositivo affronterà le tante sfaccettature dell’artista, con un focus particolare sulle opere più famose e controverse come “Cute Piece”, performance realizzata nel 1064 al Caregie Recital Hall di New York con il pubblico chiamato a tagliare dal vivo i vestiti della giapponese.

Mostra Yoko Ono Life&People MagazineSpazio poi alla pellicola sperimentale “Film No.4 (bottoms)” risalente al 1966/1967 che ha dato il La alla “Petizione per la pace”. La tra le iniziative presente anche “Wish Three”, famosa installazione di alberi piantatati dall’artista nel 1996 e ancora oggi in corso, nel segno di un impegno mai esaurito.

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