Il Calendario Pirelli festeggia 60 anni di storia (1964 – 2024) affidandosi a Prince Gyasi, primo fotografo africano a curare un’edizione di “The Cal” e, ultimo dei 39 artisti che lo hanno realizzato. L’artista per la cinquantesima edizione ha realizzato una serie di scatti, titolati “Timeless” (“senza tempo”), creando un ponte tra l’Africa e l’Europa servendosi della bellezza di modelle e modelli di colore. L’obiettivo? Raccontare il fascino delle persone rimaste immortali nella memoria collettiva; nel cast, non a caso, c’è anche la supermodel Naomi Campbell. 

the cal 2024 calendario Pirelli | Life&People Magazine

Naomi: l’icona eterna

Il concept del fotografo è un racconto che si basa sul senso della comunità dell’Africa Occidentale tornando con la mente alla sua infanzia ripensando alle persone che lo hanno ispirato nei suoi ventotto anni. In tal senso appare esemplificativa più che mai la scelta di coinvolgere Naomi Campbell, per l’ennesima volta protagonista del calendario Pirelli. La modella infatti, malgrado abbia terminato da tempo il suo periodo d’oro, rimane ancora oggi un riferimento per le nuove generazioni, attratte non soltanto dal carisma ma anche da alcune scelte di vita – come quella di diventare nuovamente mamma a 53 anni -.

the cal 2024 calendario Pirelli | Life&People MagazinePer la Venere Nera è la quinta partecipazione al “The Cal”: un sodalizio da sempre vincente iniziato già nel 1987 (periodo dei suoi esordi) con Terence Donovan e proseguito poi nel 1995 (con Richard Avedon), nel 2005 (con Patrick Demarchelier) e nel 2018 (con Tim Walker). Per lei (“Time stopper” il nome del suo scatto), Gyasi ha giocato con le tonalità del rosa, grazie a frammenti di orologio, tra cui un quadrante la cui forma ricorda “La persistenza del tempo”, capolavoro di Dalì: una scenografia coerente anche con gli altri scatti. Il fotografo infatti ha composto le immagini avvicinandosi al mondo delle arti figurative, sviluppando un’idea diversa per ogni personaggio immortalato.

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Calendario Pirelli 2024: un ponte tra il Ghana e Londra

Gyasi per la realizzazione degli scatti ha scelto Londra come location (metropoli caratterizzata da un affascinante melting pot culturale), attingendo ad una serie di ricordi in Ghana, sua terra natale ricca di risorse naturali come oro, cacao, boxite e petrolio. Nelle intenzioni dell’artista emerge la volontà di mostrare il Paese africano attraverso una nuova luce, sprigionando attraverso l’obiettivo l’energia positiva del luogo. E’ la seconda volta che viene scelta l’Africa dopo il Calendario Pirelli 2008. Un altro protagonista è sua Maestà Otumfuo Osei Tutu II, Re dell’Impero Ashanti dell’Africa occidentale: il sovrano, su sfondo viola e dorato, è ritratto al Manhyia Palace con la sua delegazione reale. Presenti inoltre l’attrice Angela Bassett (reduce dalla vittoria agli Oscar come Miglior attrice non protagonista), fotografata in uno scatto nominato “Altruistic”, oltre che la scrittrice Margot Lee Shetterly e la poetessa Amanda Gorman (“The Blueprint”).

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Anche Gyasi nelle foto del calendario

Tra gli altri volti ritratti da Gyasi spicca anche l’artista contemporaneo ghanese Amoako Boafo  (“The Chosen One”), la superstar internazionale Tiwa Savage (“Resilience”) e lo scrittore  Jeymes Samuel (“Visionary”). Spazio anche all’ex star del calcio Marcel Desailly ( “Focus”) e all’artista r’n’b Teyana Taylor (“Future Forward”). Elemento fondamentale del lavoro di Gyasi è il colore che l’artista utilizza nelle sue immagini; colori vivaci a blocchi e contrasti esterni affiancati da vividi rossi, blu o rosa ai protagonisti ritratti. Una terapia attraverso i colori che trasmette un effetto positivo sulla salute e la felicità delle persone.

the cal 2024 calendario Pirelli | Life&People MagazineTuttavia, uno dei colpi più istrionici messi a segno dall’artista sta nella raffigurazione di un bambino, interpretato dal modello Abul Faid Yussif: il piccolo impersona lo stesso fotografo, il quale ha deciso di occupare un mese del calendario con una foto intitolata “Details”. È lo scatto più rivelatorio: su sfondo turchese, il fanciullo gioca con le versioni in miniatura dei tanti elementi che si vedono nelle altre fotografie. Un fil rouge che unisce la mente creativa dell’artista con il concept di un Calendario dalla straordinaria forza empatica, in grado di scolpire attraverso l’obiettivo sprazzi di potenza, leadership e gioia.

 

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