“C’era una volta un pezzo di legno…”: inizia così “Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino”, il libro italiano più tradotto al mondo, nato dalla penna di Carlo Collodi nel 1883. A centoquaranta anni dalla sua prima pubblicazione, l’Adi Design Museum Compasso D’oro presenta la mostra “Carissimo Pinocchio”, designer e grafici italiani ridisegnano il burattino più famoso del mondo” (fino al 4 febbraio 2024); curata da Giulio Iacchetti, con progetto espositivo di Matteo Vercelloni e grafica di Federica Marziale Iadevaia. Affermati creativi italiani, aziende ed artigiani qualificati, celebrano il capolavoro della letteratura italiana attraverso sessantadue lavori inediti: oggetti di uso comune, illustrazioni, burattini di design e una piccola giostra che ricorda a grandi e piccini, il Paese dei Balocchi.

mostra Pinocchio Design Museum Life&People Magazine

Dalla penna di Collodi nasce Pinocchio

All’anagrafe Carlo Lorenzini, lo scrittore fiorentino famoso nel mondo con lo pseudonimo di Collodi, nasce a Firenze nel 1826. Sin da piccolo si rifugia nelle lettura, lavorando anche come commesso in una nota libreria della città. Ama a tal punto essere circondato da manuali e riviste, e, decide di cimentarsi con la scrittura, pubblicando alcune recensioni per La Rivista di Firenze. Fonda poi il periodico satirico Il Lampione, subito chiuso dalla censura; inizia allora, poco più che trentenne, a pubblicare i primi libri firmandosi Carlo Collodi. Collodi era il nome del paese natale della madre, una piccola frazione del pistoiese. Il 7 luglio 1881, sul Giornale per i bambini esce la prima puntata de “Le avventure di Pinocchio” con il titolo “Storia di un burattino”. Solo due anni dopo, le vicende del burattino di legno che voleva diventare un bambino in carne ed ossa, sono raccolte in un unico volume illustrato da Enrico Mozzanti, pubblicato ad oggi, in 187 edizioni e tradotto in oltre duecento lingue.

Pinocchio diventa un’icona del design

Qual è il legame tra Pinocchio e il design? Nella visione del curatore, il burattino, rappresenta la combinazione elementare ma efficace di poche forme geometriche: un cilindro, una sfera, il cono del cappello e la sporgenza appuntita e sottile del naso. La sua forza è data dall’immediata riconoscibilità della sua forma.

Pinocchio è un’icona simbolo dell’italianità, come la moka Bialetti, la lampada Arco, la poltrona Sacco” spiega Giulio Iacchetti.

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Ph. ©Alessandro Mendini, Pinocchio – Alessi.

Carissimo Pinocchio: la mostra all’Adi Design Museum

Nel corso della sua storia centenaria, Pinocchio, è uscito più volte dalle pagine del libro, ispirando intere generazioni di creativi come evidenziano le quattro aree tematiche dell’esposizione, tra le mostre da non perdere. La prima sezione storico-iconografica curata da Marco Belpoliti si concentra su copertine, disegni, illustrazioni e tavole dedicate a Pinocchio, passando in rassegna le differenti edizioni del libro. Esposte, anche alcune pubblicità vintage, dei primi decenni del Novecento.

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Geppetto: primo designer italiano

La seconda sezione celebra invece le grandi aziende del made in Italy che ispirandosi alle forme di Pinocchio, hanno concepito oggetti iconici. Tra questi, Pino imbuto, creato per l’azienda italiana Alessi da Stefano Giovannoni e Miriam Mirri; Pinocchio apri bottiglia disegnato dal poliedrico architetto e artista Alessandro Mendini. Con la terza sezione, si entra nel vivo dell’esposizione; 62 Pinocchio inediti: trentuno disegni e altrettanti pezzi di design – firmati, tra gli altri, da Matteo Cibic, Duilio Forte, Matteo Ragni, Elena Salmistraro, Paola Navone, Lorenzo Palmeri e Franco Raggi – che celebrano la maestria del falegname Geppetto, primo designer della letteratura. Ricava il suo burattino da un semplice blocco di legno, valorizzando il concetto del saper fare italiano.

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Ph. ©Andrea Branzi

L’ultima sezione raccoglie i disegni di Andrea Branzi, maestro del design recentemente scomparso, cui è dedicata l’intera mostra. Branzi è autore del volume “Pinocchio?”: una personale visione del racconto di Collodi attraverso cento disegni del burattino più amato. Al termine della mostra, i 62 Pinocchio realizzati per l’occasione, verranno battuti in un’asta benefica.

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