Si chiama Aitana Lopez la prima modella creata con l‘intelligenza artificiale, attualmente richiestissima in Spagna con un profilo Instagram già da influencer, come testimoniano i 1suoi 143 mila followers. Numeri in costante aumento visto la popolarità crescente in tutto il mondo. Un viso molto semplice e genuino quello creato per l’androide: la giovane si presenta come venticinquenne di Barcellona, con naso appena pronunciato, labbra carnose e sbarazzini capelli rosa. Secondo alcuni è la migliore creazione di AI mai realizzata fino a questo momento. Ma a cosa si deve tutto questo successo?

La curiosità che scatena i social media

Aitana è un vero capolavoro tecnologico. Il suo aspetto è talmente reale da sembrare vera. Le sue pose inoltre, che ricalcano a pieno quelle delle influencer “umane”, hanno già scatenato la vena più complottista dei social. Tra gli utenti c’è infatti chi è convinto che si tratti di uno scherzo, sostenendo che la content creator sia una persona reale spacciata in AI per questioni di marketing. Non sarebbe la prima volta: in passato si ricordano diversi casi simili, tutti risalenti ad epoche più datate come gli anni Ottanta, periodo del celebre presentatore generato dal computer Max Headoom, in verità incarnato dall’attore Matt Flewer.

Modella Intelligenza Artificiale Life&People MagazinePer molti la modella è un feticcio da venerare, come capitato ad altre icone dell’informatica; una su tutte la mitica Lara Croft, protagonista del videogame “Tomb Raider” talmente iconica da diventare poi un personaggio cinematografico interpretato dalla diva Angelina Jolie. Ma in realtà, dietro a un’operazione sui generis, si nasconde una motivazione molto importante che, se proseguita, può essere in grado di stravolgere completamente i piani dei media digitali.

Aitana è in realtà l’anti-influencer 

Aitana passerà alla storia per essere la prima “Influencer di laboratorio”. La modella nasce infatti per porre fine ad un annoso problema che intercorre spesso tra i brand e le influencer. Non tutti sanno che, durante le partnership di collaborazione, l’ultima parola spetta sempre all’azienda che ha commissionato il lavoro, la quale può chiedere anche delle modifiche sui contenuti realizzati dalle content creator (che sia un’espressione facciale, una richiesta maggiore di esaltare il prodotto, una parola non detta), a volte incontrando però un atteggiamento non propositivo da parte di quest’ultime.

Modella Intelligenza Artificiale Life&People MagazinePer stessa ammissione del designer Rùben Cruz che ha generato il robot, l’introduzione di Aitana permette un lavoro molto più rapido, pulito e soprattutto meno dispendioso dal punto di vista economico in quanto esclude la partecipazione delle creator a favore di un interscambio più diretto tra le due parti.

Una modella AI è per sempre?

Malgrado il grande successo di Aitana, il lavoro delle influencer non sembra tuttavia in pericolo. Ci si dimentica infatti che il successo dei content creator è sempre in primo piano grazie all’interazione con il proprio pubblico. Sono i follower la vera benzina, sono loro che si affezionano al talent, al quale spetta creare una giusta interazione con i seguaci facendoli entrare nel quotidiano a costo di attingere anche da alcuni aneddoti della loro sfera più intima.

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L’esempio più lampante è di colei che ha letteralmente inventato la professione, Chiara Ferragni. L’imprenditrice digitale dosa alla perfezione post di partnership retribuite, mostrando però grande parte della sua vita di tutti i giorni (non ultimo il trasferimento nella nuova lussuosissima casa). Difficile dunque credere che l’AI – ad eccezione di qualche esempio particolarmente riuscito – possa attirare sul lungo periodo un pubblico che è sempre molto più interessato alla vita reale, alle esperienze, alle gioie e ai dolori dei gotha di riferimento piuttosto che ad uno storytelling freddo e costruito a tavolino. Solo il futuro ci dirà se l’esperimento avrà avuto un seguito oppure no.

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