Abbandonate slingback e infradito, con l’autunno alle porte le scarpe più controverse della storia della moda diventano popolari Le Tabi shoes, per anni simbolo di una nicchia di intenditori capaci di trascendere l’aspetto animalesco per ammirare la complessità dell’architettura di Margiela, sono l’ultima tendenza di stagione. Caratterizzate da un taglio netto nella tomaia che separa l’alluce dalle altre dita sono molto apprezzate sia nella versione stivale che stringata, anche se le più ricercate sono le celebri Mary Jane. Le ballerine in pelle di vitello lanciate nel 1989 in occasione della primissima collezione della Maison sono diventate talmente richieste da scaturire un isterismo di massa considerevole da parte di tutti fashion lovers, come dimostra un recente furto delle iconiche scarpe avvenuto a Greenwich.

storia Tabi shoes Maison Margiela | Life&People Magazine

La storia di Lex e le sue Mary Jane spopola su Tik Tok:#TinderHorrorStory

La storia ha dell’incredibile, tanto da diventare come logico che sia virale su tutti  social. L’inizio è da film: Lex e Joshua, questo il nome dei due protagonisti, si incontrano per caso passeggiando per le vie affollate di New York, scambiandosi un sorriso fugace per poi disperdersi tra le gente. Poco dopo però una notifica nello smartphone di Lex segnalerà un nuovo “match” su Tinder (app di incontri), ad opera di Joshua. Tra i due nasce subito buona chimica e, tra una chiacchiera e l’altra sulla chat della celebre applicazione scoprono di essere entrambi appassionati di moda, fino a scambiarsi anche reciproci consigli di stile.

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Il loro primo appuntamento, chiamato in gergo “Tinder date”, va molto bene così i due escono nuovamente, trascorrendo questa volta anche la notte insieme. Al risveglio Joshua, parlando del più e del meno, confessa alla sua fiamma di essere innamorato delle Tabi Mary Jane di Margiela, scaturendo così l’orgoglio di Lex che, con fierezza, mostra fieramente il suo paio di Tabi nella scarpiera, per poi andare a farsi la doccia. Una volta uscita dal bagno si renderà conto della truffa, non trovando più né Lex, né tantomeno le sue amate scarpe. Capendo di essere stata raggirata, non potendo più contattare il truffatore (che nel frattempo ha fatto perdere le sue tracce), la povera ragazza si appella a TikTok per rintracciarlo.

Il Tabi Gate

Il video denuncia di Lex ottiene in poco tempo quasi un milione di visualizzazioni e, alcune utenti, per aiutarla, riescono a scovare l’account Instagram del ragazzo. Un passo in avanti che non basta: serve una prova schiacciante per dimostrare la truffa. Navigando sul profilo di Joshua, Lex scopre però non solo che il suo flirt ha in realtà una fidanzata di cui non sapeva nulla ma che questa indossa proprio le sue Tabi, sfoggiate in bella vista in una stories pubblicata: ecco la prova tanto cercata. Joshua, che all’inizio nega ogni responsabilità nel furto, confessa di aver rubato le scarpe e si incontra con Lex per riconsegnare senza danni il gioiellino di Maison Margiela. Una storia assurda che però certifica l’incredibile successo della Tabi shoes. Ma come mai così tanto rumore?

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La rivoluzione delle scarpe da insider

Per capire il motivo di tutto questo hype occorre fare un passo indietro. La calzatura ha infatti una origine fascinosa e storica, derivata dalla cultura orientale. Non tutti sanno infatti che le prime tabi erano semplicemente calzini creati in Giappone nel XV secolo dopo l’apertura del commercio con la Cina da indossare con i sandali-infradito: i calzini avevano una spaccatura sul davanti, realizzata per favorire l’equilibrio. Più tardi, nel 1921, il calzino si è evoluto nel celebre Jika-Tabi, invenzione di Tokujiro Ishibashi che ebbe l’intuizione di aggiungere una suola in gomma per poter creare una scarpa utile all’attività all’aperto.

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Martin Margiela ai suoi esordi si lasciò ispirare proprio da questo prototipo, proponendolo però sotto forma di stivale. Il bozzetto in prima battuta non fu accolto con favore dai calzolai dell’epoca, in quanto giudicato troppo radicale. Il primo a crederci fu Geert Bruloot, primo rivenditore di Margiela che, attratto dall’idea, presentò allo stilista un artigiano italiano, ovvero Zagato, intenzionato a produrre la calzatura. La prima acquirente fu un monumento della moda, la stilista Ann Demeulemeester, facente parte del gruppo Sei di Anversa. Da qui nascerà il mito, lanciato con la prima collezione della maison, andata in scena nell’estate 1988 al Café de la Gara di Parigi.

Ma sin dalla nascita le Tabi sono state divisive vista la loro estetica conturbante

Per anni il solo fatto di apprezzarne la bellezza avvicinava idealmente la clientela al proprietario stesso e, per questo motivo, iniziava a essere recepita come una personalità facente parte di una nicchia ristretta di addetti ai lavori consci del valore delle calzature. Erano, insomma, un simbolo di appartenenza più che semplici calzature: ma quando celebrità come Kylie Jenner, Dua Lipa, Kai Isaiah e Zendaya si fecero fotografare con le Tabi ai piedi quelle scarpe un po’ animalesche, antiestetiche ma attraenti firmate Maison Margiela hanno cominciato a volerle tutti, perdendo dunque il loro valore primigenio. Potere della moda che riesce a fare anche questo…

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