Ludwig Feuerbach diceva: “Noi siamo ciò che mangiamo” e nel corso del tempo la sua frase si è rivelata più che profetica. Ciò che scegliamo di mangiare, infatti, influenza la nostra salute, dal punto di vista fisico e mentale, ma non solo. Quello che noi oggi siamo dipende anche da quello che non mangiamo, da ciò che deliberatamente decidiamo di escludere dalla nostra alimentazione per una serie di preferenze, divieti e rituali. Le scelte alimentari, infatti, dipendono anche dal sesso e dunque dalle differenze di genere: se è vero che il cibo influisce sul corpo, anche quest’ultimo condiziona quello che scegliamo di mettere nel piatto.

Cibo: l’uomo e la donna lo scelgono in modo diverso 

A tavola, la differenza di genere conta, e anche molto. Nonostante in moltissimi ambiti si stia lavorando per favorire la parità dei sessi, di fronte al cibo e alla scelta da fare, il sesso biologico ritorna in modo preponderante e basta per prendere delle decisioni che influenzano ogni giorno la vita di ognuno di noi. Che uomini e donne abbiamo preferenze alimentari diverse è risaputo, ma ora a puntualizzarlo arriva uno studio frutto di un’osservazione durata 10 anni.

Generazione Z cibo Life&People MagazineLe differenze di genere emergono in modo evidente a tavola. Le donne scelgono soprattutto frutta e verdure, senza rinunciare ad un buon  piatto di pasta. Gli uomini, invece, preferiscono alimenti ricchi di grassi, spuntini notturni e un ricco secondo di carne. Scelte del tutto differenti che in larga parte dipendono proprio dal sesso biologico piuttosto che da tradizioni, abitudini familiari e culturali o dal luogo nel quale si è vissuto. Sono gli ormoni ad avere un ruolo dominante in questo processo decisionale in quanto stimolano in maniera diversa il cervello e la sua reazione di fronte alle sensazioni di fame o di sazietà.

Cibo uomo donna | Life&People MagazineIl testosterone porta gli uomini ad orientarsi per lo più verso proteine animali e alimenti più grassi, mentre gli estrogeni conducono le donne verso alimenti di origine vegetale e più delicati. Potremmo parlare, dunque, di una propensione nettamente femminile verso un’alimentazione sana, dettata da una maggiore consapevolezza verso la cura della propria salute, rispetto ad un’inclinazione prettamente maschile che poco si lascia influenzare dai consigli sulla corretta nutrizione.

Il genere influenza anche quando mangiare  

Uomini e donne scelgono pasti in momenti diversi della giornata. Se cosa e come mangiare è essenziale per la salute, anche il quando non va sottovalutato perché l’orologio biologico interno regola i ritmi legati alla fame dai quali dipende anche il metabolismo. Secondo le ultime ricerche il sesso influenza anche questo tipo di inclinazione. Le donne, difatti, prediligono il consumo dei pasti nella prima parte della giornata, gli uomini, invece, concentrano l’assunzione del cibo nella seconda parte. È evidente che da queste scelte dipendono una serie manifestazioni legate all’organismo che, indubbiamente, sono diverse tra uomini e donne. Per decenni gli studi clinici sono stati realizzati quasi esclusivamente sul modello maschile fino a quando, circa 30 anni fa, la ricerca scientifica ha capito che una medicina costruita “a misura d’uomo” non solo non era completa ma anche penalizzante nei confronti della donna.

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Golosità, un connotato di genere

Partendo da questi presupposti, è possibile fare delle riflessioni più puntuali sul legame che c’è tra cibo, differenza di genere e tendenze alimentari. Le donne, infatti, sono più inclini a quello che viene definito “craving”, ovvero il desiderio per specifici tipi di alimenti. Quali? I dolci, assunti anche come antistress, o in momenti di solitudine ricordando momenti piacevoli. Tutt’altra storia per gli uomini, soliti mangiare, e anche tanto, quando sono felici. Questa tendenza consente di rispondere alla classica domanda: chi è più goloso tra uomo e donna? Certamente il sesso femminile che tramite gli estrogeni attiva il sistema endocannabinoide, legato alle sensazioni piacevoli e all’appagamento, ritrovato negli alimenti dolci e zuccherini. Una scelta, questa, che si accentua nella fase premestruale durante la quale la concentrazione di estrogeni è più alta.

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