Il capo-simbolo della designer più rivoluzionaria della storia prenderà di nuovo vita con degli allestimenti itineranti: proprio così. È già visitabile a Parigi la mostra di corsetti firmati da Vivienne Westwood, in programma fino al 30 aprile presso la storica boutique parigina del brand per poi approdare a Londra in Conduit Street 44 nei giorni della Craft Week 20234. “Vivienne Westwood Corsets – 1987 to Present Day”, questo il nome dell’esposizione, che esplora in profondità uno dei pezzi più impattanti mai partoriti dalla mente della stilista, proponendo un ponte di riflessione tra storia e creatività.

Dall’accezione oppressiva a simbolo della libertà

Non è certamente un caso che, tra le mille intuizioni avute da Westwood, si sia deciso di approfondire ancora più nel dettaglio il corsetto, capo comparso per la prima volta nel 1987, anno della collezione “Harris Tweed”. In quel contesto venne infatti completamente stravolto il senso stesso dell’abito, denominato per l’occasione “Stature of liberty”. Con un colpo di genio la stilista infatti spogliò il corsetto da quel senso di costrizione per cui era stato creato, trasformandolo in un vero e proprio must have volto a rappresentare libertà,  sicurezza e l’esaltazione delle forme femminili.

Mostra corsetti Vivienne Westwood Life&People MagazinePer raggiungere il suo obiettivo, la designer apportò delle modifiche sostanziali. In primis decise di rimuovere le stecche, un modo questo per rendere più comoda una vestibilità impreziosita anche dall’innesto di zip posteriori e inserti in lycra. Ma soprattutto, la grande intuizione dell’artista fu quella di rendere l’item provocatorio e sensuale, invitando tutte le donne a sfoggiarlo con orgoglio, cancellando dunque gli intenti primigeni che, come sappiamo, imponevano al capo di rimanere celato sotto le vesti. Se “Stature of liberty” è stato il primo corsetto rivisitato, quello passato a tutti gli effetti alla memoria collettiva è stato però quello “Portrait”, confezionato per la stagione successiva del 1988-1989 intitolata “Time machine”, per poi essere riproposto svariate volte in praticamente tutti i fashion show della stilista.

Una retrospettiva interpretata da Andreas Kronthaler

Da qui l’idea di allestire una mostra con i corsetti più rappresentativi creati in vita da Vivienne Westwood. Una selezione curata da Andreas Kronthaler, stilista austriaco nonché vedovo della designer. Per celebrare l’evento inoltre si è pensato di realizzare una collezione di gioielli in limited edition. L’obiettivo dell’allestimento, oltre che chiaramente celebrare ancora una volta l’incredibile estro artistico di Westwood, è anche quello di porre l’accento sulla grande versatilità dei cpezzi che, con la loro matrice provocatoria, si sono adattati nel corso del tempo a più stili con inserti e modelli diversi.

Mostra corsetti Vivienne Westwood Life&People MagazineAlle volte – ad esempio – il capo si è allungato in abito o strutturato in giacche, altre volte impreziosito da dettagli più ironici, spesso ricorrendo anche a stampe con disegni di dame e putti tipicamente settecenteschi. Ma non è mai mancata neanche la componente elegante e raffinata, rappresentata dai ricami, dalle perle e dai dettagli con brillanti e Swarovski.

Una moda che ritorna

L’impatto di una rilettura audace come quella del corsetto sulla moda è dimostrabile anche dalle tendenze. Dalla fine degli anni Ottanta in poi infatti l’abito è spesso tornato in auge, facendo riscoprire alle nuove generazioni la sua storia. In tal senso è opportuno citare quanto successo appena due anni fa, quando il corsetto ha avuto per l’ennesima volta nuova linfa, venendo indossato da trend maker di alto profilo come Irina Shayk, Hailey Bieber, Kendall Jenner fino alla cantante simbolo dell’R&B alternativo FKA Twigs. Tutte personalità che hanno rimarcato ancora una volta quanto il corsetto abbia ancora adesso la possibilità di risaltare anche fascino e caratteristiche di individui con stili, storie e background diverse. Immensa Vivienne.

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