The Movie Critic, questo è il titolo, del decimo e probabilmente ultimo film dell’iconico cineasta Quentin Tarantino. Sembra infatti che il regista de “Le iene”, “Pulp Fiction”, la saga di “Kill Bill” e del fortunatissimo “C’era una volta a Hollywood”, ultimo suo lavoro per il grande schermo, sia pronto per tornare dietro la macchina da presa già dal prossimo autunno. Le informazioni trapelate non sono molte, ma fra quelle rivelate spicca, oltre al titolo, un possibile soggetto della sceneggiatura: sembra trattarsi di Pauline Kael, scrittrice, saggista, nonché una dei più influenti critici cinematografici del mercato statunitense. Il film sarà ambientato a Los Angeles, attorno alla fine degli anni Settanta, proprio quegli anni in cui Kael lavorava come consulente per la casa di produzione e distribuzione

Paramount Pictures Corporation.

A convalidare queste informazioni vi è un’evidente ammirazione da parte del regista

per la critica cinematografica, spesso citata tra le sue maggiori influenze; nonché la partecipazione di Tarantino al documentario a lui dedicato “What She Said: The Art Of Pauline Keal”, diretto e prodotto da Rob Graver uscito nel 2018. C’è, però, un’ulteriore prova a sostegno della convinzione che Kael possa essere il personaggio femminile di cui tratta la nuova sceneggiatura del regista e produttore statunitense: oltre a essere uno dei più celebri cineasti contemporanei, Quentin Tarantino è da sempre un vorace cinefilo.the movie critic quentin tarantino | Life&People MagazineDopo aver per anni ammesso in svariate interviste il suo profondo interesse per l’arte cinematografica e per i suoi pilastri fondamentali, coincidenza (o forse no) vuole che lo scorso ottobre abbia visto la luce Cinema Speculation, un manuale di dettagliata storia del cinema di cui il regista è autore, opera minuziosa e spassosa attraverso la quale Tarantino racconta in prima persona la nascita del proprio rapporto passionale con il grande schermo.

Il regista, con questo progetto, ha deciso di raccontare la sua tanto amata settima arte

non solo attraverso ricordi e aneddoti da lui stesso raccolti, ma anche e soprattutto recuperando lavori di chi dello studio di tale arte ne ha fatto la propria vita, una fra questi sicuramente Paulina KaelCinema Speculation, edito in Italia a partire dal ventuno di marzo dalla casa editrice La Nave di Teseo, già responsabile della distribuzione italiana della sua trasposizione di “C’era una Volta a Hollywood” uscita nel 2021, ruota attorno ai film più iconici del cinema americano degli anni Settanta, epoca d’oro per il mercato hollywoodiano, che alimentarono la curiosità di un Tarantino prima fruitore e poi addetto ai lavori. Il volume, oltre ad essere una ricerca di critica e teoria cinematografica, ha molto probabilmente fornito spunti e stimoli necessari a spingere il regista a tornare sul grande schermo con una storia, magari diversa dai suoi ultimi progetti.

Se, infatti, le voci dovessero venire confermate, si tratterebbe di un balzo temporale di dieci anni,

balzo che il regista impiega per spostarsi in ordine cronologico dai fatti da lui narrati (e reinterpretati) nel suo ultimo pluripremiato successo interpretato da Brad Pitt, Leonardo Di Caprio e Margot Robbie. C’era una volta.. a Hollywood è, di fatto, l’ultimo titolo di una trilogia definita come Trilogia del revisionismo storico. Si tratta di una tendenza stilistica di Tarantino per la quale vige la convinzione che l’arte, dunque il cinema, abbia il potere, e in qualche modo l’onere, di cambiare il mondo.the movie critic quentin tarantino | Life&People MagazineLa trilogia, nata nel 2009 con “Bastardi senza gloria”, continuata nel 2012 con “Django Unchained” e conclusasi nel 2019, vede il regista modificare, attraverso la cinepresa, tragici eventi storici per rendere giustizia alle vittime. Fermatosi ad una personalissima narrazione della strage di Cielo Drive, con questo lavoro appena annunciato Quentin Tarantino potrebbe confermare un definitivo cambio di rotta e di stile, virando verso una ricostruzione storica attinente alle fonti da lui stesso raccolte per il proprio manuale. “The Movie Critic” potrebbe essere davvero un sorprendente addio alla regia, e questo rende ancor più dolce l’attesa.

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