Eleganza, gusto e cura dei costumi sono i tratti distintivi della Lyric Dance Company, proprio come rivela in questa intervista esclusiva Alberto Canestro.La Compagnia di Firenze, è stata fondata nel 2001 e da allora il maestro guida i suoi danzatori con grande forza e dedizione. Nel corso degli anni la Compagnia realizza numerose produzioni: Callas, Frida, Marie Antoinette, raccogliendo un successo dopo l’altro. Ogni sua creazione racchiude in sé la passione per l’arte intesa come pittura e scultura, luce e colore. Un amore che si riflette nella scelta scrupolosa dei costumi con cui il coreografo veste i suoi interpreti. Complice, anche, la prestigiosa formazione di Alberto Canestro, diplomato all’Accademia Nazionale di Danza e all’Accademia di Belle Arti. 

Alberto Canestro ha dichiarato che attraverso la propria danza intende trasmettere la bellezza, l’arte e la poesia. Cos’è la bellezza per lei?

La bellezza può salvare il mondo. Per me è l’eleganza, il gusto; è mettere in scena coreografie che siano fruibili da tutti. Veicolare attraverso il corpo un messaggio emozionale e poetico. Inoltre, la bellezza e il gusto sono comprensibili a tutti, non c’è bisogno di aver fatto grandi studi per emozionarsi guardando un balletto con splendidi costumi. Anche per questo ho deciso di stabilire la Lyric Dance Company a Firenze, perché questa città è un museo a cielo aperto e mi ispira ogni giorno.

intervista esclusiva Alberto Canestro | Life&People Magazine

Il maestro, oltre a essere il coreografo della Lyric Dance Company, è anche l’ideatore dei costumi di scena. Come avviene la scelta dei costumi?

Il costume per me è davvero importante poiché identifica un personaggio e aiuta molto nel racconto drammaturgico della coreografia; parto sempre dal personaggio che affronto nella danza: Édith Piaf, Caravaggio, Tamara de Lempicka. Il mio mondo di creazione è legato al mondo dell’arte, ai grandi artisti che hanno cambiato la storia della pittura e della scultura. Ritengo, inoltre, che un bell’abito di scena catturi l’attenzione del pubblico. Creare i costumi è per me un momento sacro, un’occasione di grande felicità che condivido con le mie sarte; un momento per stare insieme e soprattutto per fare ricerca. Definisco me stesso un artigiano dell’arte: adoro il lavoro manuale, tastare la consistenza dei tessuti. Mi impegno a disegnare per i miei danzatori costumi che possano valorizzarli e rendere al massimo il racconto drammaturgico.

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La Lyric Dance Company ha in sé una casa di produzione: di cosa si occupa?

Sì, esatto, nel nostro piccolo è una vera e propria casa di produzione. Curiamo ogni aspetto dello spettacolo: dalle luci alla musica, dalle scene ai costumi. Collaboriamo con l’atelier Mazzanti Piume, l’unico in Italia a lavorare ancora con questo particolare materiale. Nelle produzioni della Lyric Dance Company, infatti, usiamo spesso le piume quali simbolo di leggiadria che ben si sposa con la soavità della danza. Inoltre abbiamo anche una sezione di fotografia, altra arte che ammiro. Fotografare la danza è una vera sfida, si tratta di congelare in un istante un’arte che è puro movimento.

Nel repertorio della compagnia ci sono molte coreografie dedicate a grandi donne. Quale fascinazione emanano ancora oggi queste figure?

Credo che queste figure abbiano lasciato un segno molto importante, chi nell’arte e chi nella storia come Maria Antonietta. Donne che sono state incomprese per tutta la vita e che, come spesso succede, sono state apprezzate solo dopo la loro morte.  Ho un grande rispetto per l’universo femminile e per me è molto importante valorizzarlo poiché viviamo in una società ancora maschilista. Con i miei lavori intendo dare importanza all’universo femminile attraverso l’arte e la danza. 

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Maestro la sua formazione non si limita alla sola danza, ma anche allo studio dell’arte. Quali sono i requisiti fondamentali per diventare un eccellente coreografo?

Un coreografo oggi deve avere una grande cultura per poter mettere in scena le proprie visioni altrimenti si realizza una coreografia solo per se stessi e non un prodotto per il pubblico. Bisogna avere sempre in mente che ciò a cui si lavora non si crea per se stessi ma per gli altri, per il pubblico perché l’arte deve essere fruibile da tutti. Nureyev affermava che nella danza se non c’è gusto, non c’è niente, sono solo passi. Infatti lui ha scelto sempre scenografi e costumisti italiani come la grande Franca Squarciapino: era uomo di grande cultura.

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Alberto Canestro, la sua Compagnia offre un’importante occasione di tirocinio per giovani danzatori. Le andrebbe di raccontarci qualcosa di più a riguardo?

La Lyric Dance Company offre un percorso, totalmente gratuito, che colma il vuoto tra la formazione e il mondo del lavoro. Seleziono giovani talenti dando loro la possibilità di studiare tutti i giorni e di toccare con mano il lavoro del danzatore. I ragazzi che intraprendono questo cammino hanno modo di esibirsi sul palco, di confrontarsi col pubblico e vengono anche retribuiti. Per far sbocciare un artista ci vuole tanta dedizione, amore e soprattutto una didattica che vada oltre la tecnica. Per superare le difficoltà tecniche i ragazzi devono essere a loro agio, non devono vivere un clima di terrore ma essere concentrati sul proprio lavoro e raggiungere risultati importanti attraverso la serenità. La Lyric Dance Company è quindi un trampolino per tanti giovani; i miei ex allievi sono oggi nelle più grandi compagnie europee e io ne sono molto orgoglioso. 

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Un’ultima domanda: quali sono i prossimi progetti della Lyric Dance Company?

Al momento siamo occupati in differenti produzioni per varie stagioni teatrali, stiamo portando avanti uno spettacolo incentrato sul Minotauro. Una rivisitazione del mito dove non ci sono mostri ma solamente bellezza. Nel labirinto non ci si perde ma si ritrova se stessi. Proseguono inoltre le tournée degli spettacoli incentrati rispettivamente su Frida Kahlo e sulla cantante francese Édith Piaf. Siamo anche in attesa di una risposta dagli Stati Uniti; la Lyric Dance Company infatti partecipa ogni anno all’International Ballet Festival of Miami, è l’unica compagnia italiana ad essere presente. Infine, per la prossima estate, sto valutando di realizzare una nuova produzione da mettere in scena al Teatro Romano di Fiesole. Al momento lo spettacolo è ancora in una fase embrionale, ma di sicuro sarà un omaggio a un altro grande artista. Gli artisti che hanno segnato la storia vanno celebrati, non vanno dimenticati e il mio obiettivo è trasmettere l’arte, la bellezza e il gusto alle nuove generazioni attraverso la danza. 

Photo Credits ©Eugenia Cesari

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