Sempre più spesso nel settore dell’automotive assistiamo alla realizzazione di tanti modelli davvero innovativi. Tutto viene prodotto per soddisfare le esigenze del mercato. Però una domanda sorge spontanea: quale sarà il motore del futuro? Senza dubbio non possiamo dimenticare l’auto ibrida-diesel; una vettura che presenta tantissimi punti di forza.

Il motore del futuro è ibrido e diesel: i vantaggi

Tra i vantaggi di questa automobile sicuramente c’è il motore a gasolio molto versatile, oltre a tutti i vantaggi legati all’elettrico. Ecco quindi che il sistema ibrido a gasolio risulta quello più apprezzato dagli automobilisti, seguito a sua volta dal sistema a idrogeno, da quello ibrido elettrico-benzina, ibrido ricaricabile, elettrico e metano.

 La scelta ricade dunque in primo luogo sul motore del futuro, ovvero il sistema ibrido diesel per diversi motivi: l’auto viene considerata come un mezzo molto utilizzato e quindi anche per questa ragione si pone grande attenzione al giusto mix tra la spesa per l’acquisto del veicolo e i costi di esercizio.

Auto ibrida e diesel ma non solo; bene anche il fuel cell a idrogeno

Il sistema fuel cell a idrogeno è apprezzato dagli amanti delle quattro ruote: una preferenza significativa anche per ciò che concerne le fasce d’età. Infatti i giovani sono coloro maggiormente attratti dalle nuove tecnologie. Ecco quindi che fino ai 30 anni si preferisce senza dubbio l’auto elettrica. Avanzando con l’età invece si conferisce più importanza all’aspetto economico, in termini di ricerca dell’equilibrio giusto tra i costi per l’acquisto del mezzo e le spese legate alla sua gestione. L’ibrido elettrico- diesel va forte tra i 30 e i 50 anni ma anche oltre. In entrambi i casi al secondo posto di questa speciale classifica troviamo la preferenza per il sistema a idrogeno. Richieste che ovviamente hanno una grande rilevanza per ciò che concerne l’offerta da parte delle varie Case automobilistiche.

Addio al motore endotermico: la rivoluzione sta per arrivare

A ogni epoca il suo motore:

questa potrebbe essere la sintesi perfetta per spiegare i cambiamenti che stanno interessando il settore automobilistico in questo periodo. Infatti, entro il 2035 tutte le auto presenti sul mercato europeo saranno di tipo elettrico.  Con il pacchetto di azioni Fit for 55 la Commissione europea ha definito nelle scorse settimane tutte le date che ci porteranno a una serie di passaggi davvero significativi. Il 2035 dunque sarà l’anno in cui non saranno più vendute auto a benzina, diesel, gpl, a metano e ibride. Per questa ragione le varie Case stanno investendo sempre meno risorse sul termico per spostarsi invece sull’elettrico. 

quale sarà motore del futuro Life&People magazine

Dal 2035 non vedremo più in circolazione nemmeno le ibride pure e le hybrid plug-in

Andiamo a vedere come le principali realtà stanno cambiando il proprio business. Ad esempio nel 2023 assisteremo all’arrivo della prima Alfa Romeo a batteria mentre dal 2026 non saranno più in circolazione auto termiche realizzate dalla Casa italiana. Dal 2026 anche Audi offrirà al mercato soltanto nuovi modelli elettrificati, ovvero auto elettriche e ibride. Solo automobili elettriche: questo è l’obiettivo dichiarato di BMW entro il 2030. Cambiamenti rilevanti anche nel caso di Dacia che dal 2026 dovrebbe realizzare solo auto elettriche.

quale sarà motore del futuro Life&People magazineQuando pensiamo a un’auto di valore, ovviamente il pensiero va subito a Ferrari: Maranello dovrebbe realizzare il suo primo modello elettrico nel 2025 mentre Fiat nello stesso anno abbandonerà il termico. A partire dal 2030 la Casa torinese dovrebbe vendere soltanto modelli a batteria. Solo auto elettriche dal 2025 anche per Jaguar mentre nel caso di Honda vedremo un passaggio più graduale: l’ultimo step è infatti previsto per il 2040. Novità anche per Hyundai e KIA: nel primo caso dal 2035 vedremo solo auto elettriche o a idrogeno mentre per quanto riguarda il Gruppo coreano si punta a vendere il 40% di veicoli elettrificati entro il 2030.

Leggi anche – Storia dell’Autovelox: come e dove nasce il rilevatore di velocità?

Condividi sui social