L’Italia è un Paese strano, lo sappiamo. Tanto bello da destare meraviglia a chi lo visita, quanto autolesionista da spiazzare a volte anche i più positivi e propositivi. Contraddizioni e controsensi emergono ogni giorno da nord e sud, sia in contesti seri che in altri più leggeri, fino raggiungere in alcuni casi il paradosso, come ad esempio a proposito della presenza della moda in Tv, ovvero il media più importante tra tutti. Ragioniamoci un attimo: una delle Nazioni più importanti del settore fashion ospita nell’ormai dispersiva offerta televisiva una quantità davvero innocua di programmi a tema moda, spesso anche con risultati non all’altezza. Un dato, oltre che inspiegabile, difficile da digerire.

Un cambiamento televisivo generazionale?

Eppure, prima non era così. Negli anni Novanta ad esempio nella TV italiana erano presenti anche se non in modo massiccio alcune rubriche importanti che hanno comunque forgiato appassionati e addetti ai lavori, pensiamo ad esempio a “Costume&Società” e “Nonsolomoda (è contemporaneamente)” oltre che alcuni talent statunitensi  come”America’s next top model” e “Project runway”, tra i titoli di punta della prima gestione di Sky Uno. Con il passare del tempo e con l’allargamento costante che l’offerta televisiva ha subito grazie all’introduzione del digitale terrestre invece la componente fashion si è spostata su di un altro versante, diventando un “accessorio” di format più ampi e generici, come trasmissioni incentrate sul bon ton, sulle giuste regole da tenere quando si crea un outifit oppure generalmente su tutto l’apparato bridal.

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Un problema di percezione?

Difficile risalire il motivo di questo cambio brusco, testimoniato anche dalla scarsissima presenza dei designer di grido nei programmi di entertainment culturale. Non si ricordano, ad oggi, lunghe interviste in Tv di eccellenze assolute come Pierpaolo Piccioli (Direttore creativo di Valentino) e di Maria Grazia Chiuri (Direttrice creativa di Dior), mentre quelle di Donatella Versace o di Alessandro Michele (Direttore Creativo di Gucci), si contano comunque con il contagocce. Lo stesso non si può dire certamente del web, basti pensare ad esempio a “Muschio Selvaggio,” il divertente e seguitissimo podcast curato da Fedez e Luis Sal in onda su YouTube e Spotify, da sempre molto attento anche al mondo della moda con interviste leggere che aiutano a comprendere di più l’importanza del marchio e dell’artista intercettato.

Moda in tv Life&People MagazineLa sensazione, a grandi linee, è che nel nostro Paese in generale la moda non sia vista come in teoria dovrebbe essere percepita, ovvero come una massima d’espressione d’arte, bensì come una mera branca estetica troppo frivola per ricevere la giusta attenzione. Dopotutto la stessa Chiara Ferragni, letteralmente l’influencer più importante del mondo, è spesso oggetto di sberleffi e di prese in giro da una porzione non indifferente di pubblico nostrano che, malgrado i miliardi di fatturato, non comprende ancora a pieno il significato di imprenditrice digitale, termine considerato vacuo e privo di particolare valore.

Da fashion icon a star televisive: differenze tra Italia e USA

Pochi, se non pochissimi, anche i personaggi che in Italia riescono a gravitare senza indugi tra moda e televisione, indossando dei capi di celebri maison in onda. Ad oggi uno degli esempi più virtuosi è quello di Giulia Salemi, abilissima in passato a farsi spazio nel difficile mondo dell’intrattenimento inaugurando il suo percorso con Miss Italia e poi prendendo parte da influencer a show seguiti come Pechino Express e il Grande Fratello VIP, prima in veste di concorrente e adesso in qualità di esperta social. Da quando il suo nome ha iniziato a circolare con frequenza nell’ambiente, Salemi ha sempre sfoggiato dei capi di altissima qualità e valore in scena; (in passato per esempio ha indossato brand come Yves Saint Laurent, Balenciaga, Nensi Dojaka e tanti altri).

Moda in tv Life&People MagazineUn altro volto che porta frequentemente davanti alle telecamere le migliori creazioni della moda Mondiale è quello di Barbara D’Urso, la quale in occasione de “La pupa e il secchione” è apparsa con una collezione di capi liberamente ispirati ai capolavori di Coco Chanel, arricchiti con accessori di grande tendenza (presentissimo il PP di Valentino, must della passata stagione). Diverso il discorso negli Stati Uniti, dove moda e tv dialogano apertamente in modo fluido e scorrevole. Ecco allora che Olivia Palermo, vincitrice del reality “The City”, contribuisce senza particolari chiacchiericci al lancio della carriera di Christian Siriano (vincitore di Project Runway 4) e che personalità come Kim Kardashian e Christine Quinn, seppur a loro modo controverse, riescono a creare un connubio vincente tra i due mondi di incredibile presa.

Come cambiare il trend?

Ciò che dovrebbe cambiare in Italia è probabilmente la percezione della gente riguardo il settore moda, oggi relegato e affrontato in modo serio soltanto per due eventi in particolare, il Festival di Sanremo e in forma minore per la Mostra del Cinema di Venezia. Per invertire il trend serve che la Tv si accorga della potenza attrattiva degli stilisti più grandi, proprio quelli citati in precedenza.

Pierpaolo Piccioli Valentino Life&People Magazine LifeandPeople.itDavvero siamo convinti che una mente colta e raffinata come quella di Pier Paolo Piccioli non sia capace di catalizzare l’attenzione degli spettatori raccontando cosa significhi davvero creare una collezione, servirsi dell’ispirazione e del mood board, traslare le idee in abiti? Fino a che non si comprenderà a grandi livelli l’enorme apporto che la moda italiana è in grado di dare alla cultura, il nostro Paese vivrà nell’eterno paradosso di essere un produttore primario di bellezza, senza comprendere la reale meraviglia che tutto il settore può dare.

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